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Home » Speranza SperanzaOltre 200 persone gremivano la sala di Cascina Robbiolo la sera del 10 febbraio scorso a Buccinasco. Ospite: Gherardo Colombo. Protagonisti: i cittadini. Due ore di confronto, domande e interazione tra la cittadinanza e l'ex Magistrato (itinerante tra il pubblico) discutendo del significato generale della parola "giustizia". Una platea numerosa, propositiva e incontenibile (talvolta da lasciare sbalordito lo stesso Colombo) che ci fa sperare: Buccinasco è una città viva.
La prima vera risposta all'ingiustizia e alla prevaricazione è la pratica di cittadinanza diffusa e la partecipazione democratica che singoli, associazioni e formazioni sociali di ogni genere sono chiamati a vivere per costruire una comunità alternativa, la comunità tratteggiata nella Carta Costituzionale. L'altra sera qui a Buccinasco sembrava che fossimo sulla buona strada. Alla prossima iniziativa ! Legal-Mente
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ETICA: LA PRIMA EMERGENZA
ETICA: LA PRIMA EMERGENZA DEL PAESE
Della serata con Gherardo Colombo c’è chi ha voluto leggere l’eccesso di fiducia che l’ex giudice attribuisce al comportamento etico individuale. Insufficiente, si dice; inadeguato, non basta.
C’è chi invece dell’ETICA è stufo di sentir parlare, del rispetto delle regole, che sono troppe, che non si può lavorare, che il Paese così resta fermo.
C’è ancora chi all’ETICA è indifferente: ciò che conta è il rispetto della legge (formale). Basta rispettare le norme e non essere condannati in via definitiva perché il politico possa continuare a fare politica mentre è in corso l’iter processuale. Se assolto per decadenza dei termini o per insufficienza di prove: le telefonate, i biglietti di banca trovati fra i libri, l’evasione delle imposte non intaccano la capacità di fare politica.
Si potrebbe continuare: ad esempio con l’assessore che si fa trovare con 10.000 euro estorti e crede di attenuare la vicenda dicendo: “è la prima volta”…. e quell’altro che ritiene di cavarsela con giustificazioni altrettanto improbabili; il giudice istruttore ha capito male... Fermiamoci qui.
Oggi solo elencare queste cose viene gabbato per “moralismo” (come se la morale fosse un disvalore).
Se c’è oggi il relativismo nei valori che il Papa pone come problema della nostra epoca ecco, è questo. Nell’agire quotidiano non c’è più ETICA, anche se fosse inquadrato da Compagnie delle Opere di varia sottospecie. Questo oggi è il vero ateismo, il buco nero entro cui non si salva nulla tranne il tornaconto.
Ognuno può vedere che è così permeata la corruzione nel potere e nella politica da mettere davvero in crisi il Sistema Paese: una minaccia grave, gravissima.
Minaccia che si vuole allontanare manipolando le notizie accompagnata dall’insofferenza verso le regole e la magistratura, l’indifferenza verso l’ETICA; l’ETICA insufficiente; l’ETICA falso problema; l’ETICA che diventa un paravento, una scusa. L’ETICA che tanto non serve a nulla, ETICA che non cambia nulla.
Ebbene: ha ragioni da vendere Gherardo Colombo, così non si può andare avanti.
Ci vuole una rifondazione della politica, una rinascita dei partiti: questo sistema ha superato il punto di non ritorno e ci porterà al disastro, se non lo fermiamo; lo possono fermare solo i Cittadini.
Guardiamo alla nostra Comunità, a casa nostra: basta andare a vedere come sono prese le decisioni, come si amministra, come viene sostanzialmente aggirata (nel senso di vanificata, presa in giro) la normativa per deliberare centinaia di spesette e spesone che in qualsiasi azienda porterebbero al dissesto in non molti mesi (gli amministratori: a casa se incapaci; in galera se disonesti).
Cambiamo aria e valutiamo le persone per quel che sono; e basta. L’ideologia non serve e non conta più nulla; contano le persone.
Di valide ve ne sono in tutti i partiti, ma perché possano garantire l’ETICA e i risultati devono essere svincolati e indipendenti dai partiti, dalla politica di oggi.
Ciò che oggi è l’imperativo categorico ha un nome solo: ETICA.
Dobbiamo scegliere l’ETICA: persone incorruttibili al di sopra e al di fuori della mischia; lasciar perdere ogni altra cosa, adesso.
Una quaresima che li faccia dimagrire con una dieta ferrea i politici di oggi, potrà fra qualche tempo, passata la nottata, rimetterli in linea e rinnovarli.
Art. 41. L’iniziativa
Art. 41. L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Cosa c’è che non va ? quale l’esigenza, l’urgenza di mettervi mano ?
Qualsiasi ipotesi viene ricondotta ad una maggiore esigenza di libera iniziativa.
Forse non ho letto tutto e qualcosa mi sarà sfuggito, ma non ho trovato un tentativo di analisi. Cariche primarie dello Stato affermano che questo articolo pone ostacoli alla libera iniziativa; ostacoli che vanno rimossi dal testo costituzionale.
Dove sono ? Cosa in concreto si deve rimuovere ?
Badate che stiamo parlando dei principi generali, non di legge ordinaria che il Parlamento può modificare come e quando crede.
Si sta parlando proprio di quei tre commi sopra riportati. Ripeto: cosa c’è che non va ?
La prima riflessione: una boutade mediatica per parlar d’altro. In questo periodo tecnica di comunicazione abusata. Tanto abusata che se ne sente l’alito da lontano e il comune Cittadino cambia canale quando sente la litania, gira pagina se vede il titolo di giornale.
L’insieme di queste boutades superficiali, generiche e vuote di contenuto, non è però così insignificante. Tutti gli argomenti finiscono con il battere su un tasto.
La Costituzione lega le mani, è vecchia, deve essere riscritta, ecc.
Il Presidente del Consiglio non può decidere; la Magistratura ha troppo potere e vuole stravolgere il voto dei Cittadini; il Presidente della Repubblica ci detta l’agenda dei lavori.
Affermazioni di una coalizione che può vantare una maggioranza solidissima, che può in poco tempo legiferare senza problemi. Addirittura cambiare il Paese, rifare le leggi, i codici civile e penale, ecc.
Mai che una volta venga in mente di auspicare IL RISPETTO DELLE REGOLE, che si alzi la bandiera dell’ETICA, del RIGOROSO RISPETTO DEL BENE PUBBLICO, della PULIZIA E TRASPARENZA DELLA POLITICA.
Che ci sia “del marcio nel Regno di Danimarca” ? Amleto di Shakespeare. E’ il caso di cominciare a rifletterci.
Intanto teniamoci stretto il libretto della Costituzione e da Cittadini seguiamo l’ETICA, il RISPETTO DELLE REGOLE di cui ci parlava Gherardo Colombo nel Febbraio scorso.
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