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Home » Ripubblichiamo e sottoscriviamo: "Ndrangheta: RIBELLIAMOCI" Ripubblichiamo e sottoscriviamo: "Ndrangheta: RIBELLIAMOCI"
Inserito da Sosteniamo Bucc... il 6 Novembre 2009 - 1:29am
di: Davide Bortone (www.giornalelibero.com) Quando ancora su tutti i quotidiani non si è ancora spento l'eco dell'Operazione Parco sud, ripubblichiamo integralmente e sottoscriviamo integralmente questo pezzo a firma Davide Bortone appena apparso sul sito www.giornalelibero.com 'Ndrangheta: RIBELLIAMOCI. Vedere Maurizio Carbonera, ex sindaco di Buccinasco minacciato di morte dalla 'Ndrangheta, pregare Ruben Oliva di non 'ingrandire le cose'. Proprio dopo aver raccontato davanti a un'attenta platea alcuni dei soprusi che ha subito per mano dei santisti buccinaschesi: due auto date alle fiamme e un colpo di mitragliatrice fattogli recapitare in busta chiusa di Venerdì Santo. Nel clima surreale di una Gaggiano che sembrava aprire per la prima volta gli occhi sulla realtà, venerdì sera all'Auditorium di via Dante in occasione della presentazione del documentario 'La Santa: viaggio nella 'Ndrangheta sconosciuta', realizzato dai giornalisti Ruben Oliva ed Enrico Fierro, la sorpresa più grande è stata proprio quella dell'atteggiamento del predecessore di Loris Cereda". Era l'inizio di dicembre del 2007 quando queste parole comparivano in un articolo a mia firma, pubblicato sul quotidiano CronacaQui Milano. Ricordo che anche Ruben Oliva - un amico che chiamo ora a smentirmi se scrivo il falso - rimase colpito dall'atteggiamento dell'ex sindaco Ds. Sono andato a ripescarmi quell'articolo dopo aver ricevuto diverse email da parte di lettori di www.giornalelibero.com, allarmati e forse un po' delusi dal contenuto del post intitolato "Buccinasco, l'impianto accusatorio è debole: la 'ndrangheta in una bolla di sapone". Grande scalpore pare aver provocato proprio quest'ultima espressione, "bolla di sapone", riferita al processo in corso a Milano a carico della cosca Barbaro-Papalia, che tutti sanno essere attiva (almeno) ad Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico e Trezzano sul Naviglio, e dintorni. Ho subito accuse pesanti per quell'espressione. Insulti. Il tutto - ed ecco cosa non è stato compreso da chi ha avanzato aspre critiche nei confronti dell'articolo - per aver espresso il mio personale rammarico. La mia intima delusione, seppur celata dal tentativo di offrire ai lettori la solita cronaca oggettiva dei fatti. E anche un filo di rassegnazione: lo ammetto. Nei confronti di chi? Di Maurizio Carbonera. Lo avevo pizzicato all'epoca di CronacaQui, con le parole riportate sopra, nel tentativo di spronarlo. Di fargli coraggio, in un momento difficile come quello (del 2007). Ma l'ex sindaco ci è cascato di nuovo. A metà gennaio 2009. Invitato a Cassinetta di Lugagnano per l'avvio della campagna nazionale "Stop al consumo del territorio", Carbonera ha voluto ancora una volta 'sdrammatizzare' la 'ndrangheta. Usando giri di parole, senza mai citarla nel suo intervento, come dimostra un video di YouTube girato in sala. "Le (mancate) parole giuste, al posto giusto", titolai su www.gionalelibero.com un mio commento. Anche in quel caso subii forti critiche e ricevetti una email che spedii subito alle forze dell'ordine. Nei giorni scorsi eccomi di nuovo a commentare le dichiarazioni dell'ex sindaco Carbonera, sentito in aula nell'ambito del processo Cerberus. ''Personalmente non ho mai ricevuto atteggiamenti aggressivi dai Barbaro e non è stata mai fatta da loro un'azione aggressiva nei miei riguardi'', ha fatto mettere a verbale l'attuale esponente dell'opposizione buccinaschese. Dichiarazioni che hanno fatto sobbalzare me come alcuni colleghi. Dichiarazioni confermate (e spiegate) da Carbonera nell'intervista che compare nell'articolo 'incriminato' in cui uso l'espressione "bolla di sapone". Dopo questa lunga premessa, resa necessaria dal rispetto che nutro per chi vuole realmente comprendere cosa sta dietro alle tanto discusse "bolle di sapone", arrivo al dunque. E lo faccio - permettetemelo - generalizzando: allargando il tiro. Il sudovest milanese - ce ne siamo accorti bene tutti noi che abbiamo una coscienza civica - è una zona oggi contaminata dalla massiccia presenza della terza generazione della 'ndrangheta. Una presenza "opprimente", come sostengono i magistrati, con cui "non si può non avere a che fare se si opera in determinati settori". Il rischio, dunque, è che al posto di sconfiggerla si cominci a tentare di ammaestrarla. Perché è questo che hanno provato a fare Alfredo Iorio e Andrea Madaffari, i due imprenditori di Cesano Boscone che per continuare a lavorare nel settore edile con la loro impresa (il gruppo Kreiamo) hanno finito per diventare un tutt'uno con le cosche. Acquisendo società immobliari controllate dai Barbaro-Papalia e piegandosi alla forza delle intimidazioni. L'operazione Parco Sud ci insegna quello non dobbiamo fare: piegarci al dominio di feroci e avidi coloni, che arrivano al nord per pulirsi le mani sporche di sangue sui nostri colletti bianchi. Parco Sud, Cerberus e tutte le altre inchieste di mafia sono le preghiere da recitare ai nostri figli prima che si addormentino, ogni sera. Per fare in modo che non si risveglino la mattina dopo in un mondo che non è più loro. In un Paese che non è più il loro. E il compito nobilissimo di formare i ragazzi di oggi (ovvero i genitori di domani) affinché crescano con la consapevolezza che i torti si denunciano alle istituzioni, e che alle minacce non si risponde chinando la testa ma guardando dritto negli occhi chi le pronuncia, spetta prima di tutti alla POLITICA. Una politica che troppo spesso sembra gongolarsi e specchiarsi dietro slogan. Che a destra come a sinistra si tramutano in un bel niente di concreto.
Osservatorio
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Un contributo appropriato,
Un contributo appropriato, al momento giusto, ben fatto.
Grazie, ci voleva. Buone anche le considerazioni che seguono, di Pruiti e di altri.
Rino può essere nel giusto quando segna le necessità "diplomatiche" di un pubblico amministratore che riferisce del suo operato.
Credo solo in parte, però. Anche Davide ha le sue ragioni.
Da un politico, un pubblico amministratore, senza eccedere nella "testimonianza" (nel senso letterale oltre che giuridico del termine), ci si aspetta di più, direi si deve pretendere di più.
Una cosa sono le narrazioni corrette degli eventi, a domande specifiche.
Altro l'inquadrarle nel clima e nella concatenazione di eventi che tutti abbiamo ben presenti; in un politico questo non può, non deve mancare, nel rendere "testimonianza".
Dai resoconti che leggo è mancato questo file rouge ed è questo che mi sembra Davide recrimina, esprimendo la sua delusione.
Farsi carico di tutto il peso come un Cireneo, ha come rischio l’isolamento, i tentennamenti, l’insicurezza, non tanto o solo interna, ma coinvolgente coloro che si identificano in un agire che diventa "simbolo".
La sordina in queste vicende non va mai usata; si rivela quasi sempre un errore grave di sottovalutazione.
Paradossalmente il rischio aumenta; contro la mafia non abbiamo bisogno di eroi che si sacrificano, ma di condottieri che la affrontano a viso aperto.
Ha ragione Davide, ha ragione Rino.
La ribellione, la reazione, la netta ripulsa verso il cancro che sta dentro la gestione degli enti locali deve essere di tutti (il che è ovvio), ma oggi come non mai deve partire dai Cittadini cui abbiamo il compito di delineare e proporre scelte nuove e diverse.
Sta cambiando una stagione forse e dobbiamo cogliere il mutamento adeguando il nostro agire.
Si avverte la necessità di personaggi nuovi che di questa netta separazione e ripulsa si facciano paladini e che la mantengano nello svolgere il loro incarico, non solo nei fatti (che è molto, moltissimo) ma soprattutto denunciando apertamente e pubblicamente il minimo tentativo di intrusione; chiamando a raccolta i Cittadini, ogni volta che se ne presenti la necessità.
Si vince se tutti sono coinvolti e tutti partecipano, se nella vita di tutti i giorni, tutti agiscono con la coscienza del Cittadino, la forza che viene dal sentire riconosciuto il proprio ruolo.
Nb
il sito del Comune finora non riporta l'articolo di Davide... forse perchè meno utilizzabile in chiave strumentale ?.
Provo a scrivere, spero in
Provo a scrivere, spero in modo sintetico, quello che mi ricordo di questa storia della ‘ndrangheta a Buccinasco, aperto ovviamente a tutti i completamenti e segnalazioni di inesattezze. Lo faccio da cittadino che non ha mai avuto responsabilità nella gestione del Comune e quindi la mia è una conoscenza da spettatore. Evito qui qualsiasi commento, qui voglio solo “fare il punto”
Cominciamo:
La giunta di centrosinistra denuncia alla Magistratura delle irregolarità nell’attività di movimento terra, dalle conseguenti indagini prende le mosse un processo, denominato CERBERUS, in corso in questi giorni.
Il sindaco dell’epoca viene fatto oggetto di una serie di intimidazioni.
Viene organizzata una fiaccolata di solidarietà, i partiti dell’allora minoranza non partecipano.
Resta forte l’attenzione per il problema dell’infiltrazione della criminalità organizzata sul territorio.
La giunta di centro sinistra delibera le assegnazioni dei beni sequestrati alle organizzazioni criminali( principalmente immobili) , per alcuni la trafila di assegnazione si conclude prima delle elezioni amministrative, per altri potrà perfezionarsi dopo.
In campagna elettorale il centro destra accusa il sindaco uscente di aver millantato il proprio impegno contro la criminalità, mettendo anche in dubbio la consistenza delle intimidazioni da lui subite.
In campagna elettorale il centro destra sposa e sostiene la tesi: “ la ‘ndrangheta non è un problema prioritario per Buccinasco e lasciamone la gestione alle forze di polizia”.
La nuova maggioranza (centro destra) annulla le delibere ancora pendenti per quanto riguarda l’assegnazione dei beni sequestrati.
La giunta querela diversi organi di informazione in relazione agli articoli che denunciano la presenza di organizzazioni malavitose nel sud ovest di Milano con interessi significativi nel territorio di Buccinasco.
La giunta rifiuta il patrocinio alla “Biciclettata della legalità” che ha come obiettivo di far conoscere ai cittadini quali siano i beni sequestrati.
La giunta assegna l’immobile sequestrato di via Odessa ad una cooperativa che riunisce in questa sede i posti asilo prima distribuiti su più sedi. L’immobile di via Bramante, inizialmente destinato ad un’iniziativa coordinata da LIBERA, resta non affidato dopo tante e diverse destinazioni dichiarate.
L’ex sindaco di Buccinasco e alcuni assessori vengono chiamati a testimoniare in qualità di testi d’accusa nel processo CERBERUS.
L’ufficio stampa del Comune di Buccinasco distribuisce un comunicato in cui si dichiara di riprendere stralci del dibattimento in corso, in base a quanto scritto l’attuale sindaco chiede le dimissioni dell’ex sindaco da consigliere, motivando la richiesta con il sospetto che quest’ultimo abbia ceduto a pressioni di tipo mafioso, il documento presentato inizialmente di fonte ANSA si scopre essere stato diffuso da una TV privata calabrese e sembra non corrispondere ai reali contenuti del dibattimento.
Su giornalelibero.com appare un articolo, a firma del direttore, in cui si paventa la possibilità che l’inchiesta CERBERUS si risolva in una BOLLA DI SAPONE, fa subito seguito un commento dell’attuale sindaco di Buccinasco che concorda sul fatto che questa sarà la conclusione della vicenda e che sul tema della ‘ndrangheta a Buccinasco si è fatto troppo polverone e che di questi temi è opportuno si occupino le forze dell’ordine.
La DIA si attiva con un’operazione che vede indagate 17 persone nel sud ovest Milano ( da Buccinasco a Cesano Boscone), il tema sembra quello degli appalti nel movimento terra, si saprà subito dopo che il dolo è nell’ambito dell’edilizia, con il coinvolgimento anche dei cosiddetti insospettabili.
Su giornalelibero.com appare un articolo a firma del direttore in cui si invita alla ribellione nei confronti della presenza della malavita e in cui tra l’altro scrive:
“E anche un filo di rassegnazione: lo ammetto. Nei confronti di chi? Di Maurizio Carbonera. Lo avevo pizzicato all'epoca di CronacaQui, con le parole riportate sopra, nel tentativo di spronarlo. Di fargli coraggio, in un momento difficile come quello (del 2007)…….
…….Parco Sud, Cerberus e tutte le altre inchieste di mafia sono le preghiere da recitare ai nostri figli prima che si addormentino, ogni sera. Per fare in modo che non si risveglino la mattina dopo in un mondo che non è più loro. In un Paese che non è più il loro. E il compito nobilissimo di formare i ragazzi di oggi (ovvero i genitori di domani) affinché crescano con la consapevolezza che i torti si denunciano alle istituzioni, e che alle minacce non si risponde chinando la testa ma guardando dritto negli occhi chi le pronuncia, spetta prima di tutti alla POLITICA. Una politica che troppo spesso sembra gongolarsi e specchiarsi dietro slogan. Che a destra come a sinistra si tramutano in un bel niente di concreto.
L’ex sindaco risponde sottolineando che : “Il coraggio, la forza e la pazienza ritengo di averla dimostrata non solamente nei riguardi di chi tentava con la violenza di condizionare le scelte politiche ma soprattutto di chi nei cinque anni di amministrazione e nei due di opposizione ha continuato a cercare di denigrare, di diffamare, di svilire perseguendo una strategia che è quella della deligittimazione.
Qui mi fermo, aspetto i completamenti e le rettifiche.
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