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Home » Per una politica di interventi di Edilizia Residenziale Sociale Per una politica di interventi di Edilizia Residenziale SocialeA Buccinasco si dice sempre di voler riutilizzare vecchie aree dismesse trasformandole in nuovi quartieri residenziali meglio inseriti nel tessuto urbano: ecco una piccola proposta per riutilizzare al meglio queste aree, rivalutandole. Il Comune di Buccinasco, auspicabilmente di intesa tra maggioranza ed opposizione, dovrebbe dotarsi di una politica abitativa sociale, cosiddetto “housing sociale”, che non si limiti alla gestione dello stock pubblico esistente ma persegua un incremento dell’offerta abitativa sociale, che non sia esposta e “sensibile” alle pressioni degli operatori immobiliari. A mio avviso, una politica abitativa oggi deve avere come assoluta priorità l'ampliamento dell'offerta a canone contenuto (sociale, moderato, concordato). Mentre dovrebbe essere contrastata la svendita (ahimè rilanciata a livello nazionale, regionale e anche da Aler) degli alloggi pubblici a canone sociale, dovrebbe per contro essere incrementato l'apporto di nuovi alloggi da destinare stabilmente all’affitto a canone sostenibile. Il legislatore definisce “alloggio sociale” l’unità immobiliare adibita “ad uso residenziale in locazione permanente” e specifica che il servizio di ERS – Edilizia Residenziale Sociale è erogato da operatori pubblici e privati “prioritariamente attraverso l’offerta di alloggi in locazione” alla quale va destinata la prevalenza delle risorse disponibi” L’obiettivo di potenziare il social housing, nelle sue molteplici articolazioni, dovrebbe in particolare prevedere il forte potenziamento dell’offerta di alloggi “a canone moderato” Al di la della confusione terminologica, la modalità del canone moderato è una forma di intervento fruente di contributo regionale (per i vincoli posti sui requisiti degli assegnatari): è proprio tale contributo a dare la possibilità di contenere i canoni entro limiti appunto moderati (assai inferiori a quelli del semplice “canone convenzionato”). Va quindi ribadita l’opportunità che il Comune di Buccinasco concorra all’assegnazione di queste forme di co-finanziamento regionale, in modo da poter soddisfare decorosamente il fabbisogno abitativo di fasce di reddito modeste, ancorchè non minime. Adriano Carena Presidente Sosteniamo Buccinasco Osservatorio
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Adriano, anch'io prima la
Adriano, anch'io prima la pensavo così. Poi l'esperienza e i fatti mi hanno fatto cambiare idea. Il "canone moderato" non funziona, non funziona da nessuna parte e non ha funzionato nemmeno a Buccinasco con le case Aler di via Bologna e quelle del q.re Buccinasco+.
Il fallimento è dato dal costo che si aggira mediamente su 500 euro al mese + le spese. La gente che si può permettere un affitto del genere preferisce farsi un mutuo ed acquistare in edlizia libera (magari migrando nella zona di Binasco o più lontano).
Cosa serve? Servono case a "canone sociale", cioè max 150 euro al mese (a Buccinasco c'è una lista di 300 famiglie con i requisiti giusti).
Poi servono case in "edilizia convenzionata" VERA da acquistar, soprattutto per coppie giovani o gente separata (quindi anche monolocali o piccoli bilocali).
Ovviamente io sono erp IL NON CONSUMO DI TERRITORIO, quindi solo trasformazioni di cemento esistente con cessione adeguata di standard, perequazione e mitigazione ambientale, preferibilmente in zone già servite da mezzi pubblici e urbanizzate adeguatamente.
Secondo me il canone
Secondo me il canone sociale, cioè regalare una casa a una famiglia teoricamente per sempre, va bene per le situazioni "minime" citate da Adriano. Ci vuole una riserva di questi posti, ma una riserva.
Non è più possibile caricare masse di popolazione sulle spalle dello Stato.
Canone moderato ed edilizia convenzionata sono meccanismi più moderni, che aiutano la gente spingendola ad aiutarsi da sola, e liberano risorse per chi ha veramente bisogno.
L'aiuto erogato in questo modo potrebbe anche raggiungere livelli da canone sociale, ma solo in base alla situazione momentanea del beneficiario. E a termine, altrimenti diventa un privilegio.
L'altro giorno Damiano Di Simine di Legambiente Lombardia, che ha partecipato al nostro evento su Stop al consumo di territorio, presentando una ricerca diceva che in Lombardia l'offerta di nuove case è molto superiore alla domanda.
Quindi ok nuove case se servono, ma lavoriamo prima di tutto a far entrare le persone in quelle che già esistono. Si può aiutare più gente in meno tempo.
Sul fatto che la famiglia che paga 500 euro/mese preferisca farsi un mutuo, è vero ma la banca non glielo dà.
Si può lavorare anche sulla facilità di acquisto, creando un programma comunale di garanzia sui mutui contratti da giovani e famiglie non "minime". Questo riduce il rischio per la banca, che può erogare un mutuo altrimenti non erogabile e/o ridurre l'interesse.
Sappiamo tutti che il problema degli affitti è che vanno defiscalizzati. Ma i governanti incapaci non sono una scusa: il comune può ottenere lo stesso risultato riducendo il costo di alcuni servizi a chi prova di vivere in affitto.
Questo spinge l'inquilino in nero a registrare il contratto, il proprietario a pagare le tasse, che ritornano in parte al comune e alla Regione.
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