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Come arrivano e dove vanno i nostri soldi: un bilancio alla portata di tutti

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Sosteniamo Buccinasco (a cura di Luigi Saccavini)

Capitolo Primo:

Da dove vengono i soldi: quello che è oggi non sempre è stato così

Unita l'Italia, dal 1860 i Comuni sono nati con la autonomia amministrativa, che si sostanzia nella capacità impositiva: si chiama così la Comunità che a livello locale raccoglie dai Cittadini le risorse che sono necessarie per il suo mantenimento e che le affida ad amministratori locali.
Per semplificare le tasse: dirette (come l'IRPEF) o indirette (la tassa sui carburanti, le marche da bollo o una quota del costo dell'elettricità), sono in passato state divise in due grandi scaglioni: quelle dai Cittadini versate al Paese, allo Stato; quelle che le singole Comunità hanno chiesto ai Cittadini per le spese della Comunità.
Si è andati avanti così fino al 1971 quando una riforma della legge finanziaria ha rivoluzionato il sistema di riscossione, anche semplificando molto la congerie infinita di imposte indirette (imposta sul bestiame, imposta sui cani, imposta sulla casa, imposta sui domestici, ecc.), un guazzabuglio cresciuto in un secolo di vita, costosissimo e pasticciato.
La semplificazione era cosa egregia, ma dentro è stato infilato anche l'esproprio della autonomia amministrativa ai comuni, alle Comunità.
In pratica si è detto (ed è stato fatto): riscuotiamo tutto su base nazionale e poi lo Stato rende ai Comuni una quota degli introiti in base agli abitanti (e altri parametri).

Un metodo che chi scrive non condivide e giudica come una delle cause principali della susseguente tangentopoli e dello stato miserando su cui oggi la gestione pubblica si dibatte.
Gli amministratori locali non furono contrari (soprattutto nel Meridione, ma non solo): si toglieva loro il compito ingrato di fare gli esattori, di motivare la tassazione verso gli elettori, l'obbligo di bene amministrare, di risparmiare (sennò le tasse aumentavano o non diminuivano); i Cittadini sentivano direttamente gli effetti di una amministrazione incapace o dalla spesa allegra.
Tutto venne spostato a livello politico centrale: bravo amministratore divenne non chi era più oculato e prudente ma quello che riusciva a ottenere di più (e spendere di più).
Si è più visto da allora un Comune che abbia reso soldi ai Cittadini, che abbia ridotto le loro tasse ?
Politica nazionale e politica locale diventarono una questione di rapporti e mutui scambi di interessi e favori (ti porto i voti se mi finanzi la strada; se mi fai la leggina che mi fa avere maggiori risorse, ecc.).
L'amministratore locale non risponde più direttamente ai Cittadini, alla Comunità che lo ha eletto; da questa deve raccogliere voti facendo promesse. Poi se fa valere le relazioni ottiene le risorse (o il bus 47 dalla ATM), se le risorse che arrivano sono molte, diventa un distributore di lavori ed appalti facili, ecc.
E avanti a spendere.... Viene meno, diventa molto meno importante, l'esigenza di bene amministrare (i Cittadini non collegano le tasse che pagano con le spese di chi amministra la Comunità).
In questa situazione, meno i Cittadini sono informati, meno partecipano alla vita della Comunità, più liberi di decidere e spendere sono coloro che hanno i comandi e gestiscono la cassa comune.
Non è questione di destra o sinistra; oggi il sistema è così. Così non va bene.

Questa è la situazione fino ad oggi; chi ci amministra è incolpevole (forse), ma è parte di un sistema che è interessato a mantenere in vita.
Tornare alla situazione precedente renderebbe la amministrazione trasparente; il sindaco dovrebbe rispondere direttamente di ogni spesa piccola o grande; per avere maggiori risorse le dovrebbe chiedere con nuove tasse ai Cittadini. Sarebbe molto più serio (e con molto minor potere nello spendere). Per avere il consenso dovrebbe essere davvero capace e onesto; altrimenti i Cittadini lo cambiano.
Da solo questo sistema sarà difficile che si autoriformi (nonostante la recente modifica costituzionale che con il federalismo fiscale attribuisce autonomia amministrativa al Comune) .
Perché questo succeda i Cittadini devono riprendere in mano la loro Comunità, affidandosi e fidando in persone che questo sistema vogliono riformare, che pretendono l'applicazione della autonomia amministrativa oggi sancita dalla Costituzione.
Si deve tornare ad una Comunità autonoma ove i Cittadini gestiscono direttamente i loro soldi; ove le tasse le devono approvare loro e decidere quindi degli investimenti e delle spese.

Le conseguenze per la nostra Buccinasco della attuale centralizzazione statalista le vedremo nei prossimi capitoli.


Secondo capitolo

l'ICI: una emergenza diventata prassi, dimezzata dal 2008 (come l'addizionale IRPEF).

L'imposta comunale sugli immobili è nata nel 1992; era in corso di una gravissima crisi finanziaria che quasi pose l'Italia a rischio di insolvenza. Il governo dell'epoca, con il fermo sostegno di Banchitalia (governatore Ciampi) intervenne con una manovra pesantissima che ebbe quale leva fra l'altro una Imposta Straordinaria sugli Immobili, poi divenuta ICI.
Il comune tornò così ad avere una parziale "capacità impositiva", a raccogliere cioè risorse direttamente dai Cittadini.
Una tassa indiretta, non basata sul reddito, quindi particolarmente malvista.
E' stata abolita per la prima casa con l'anno 2008 (dal secondo semestre).
Per completare l'opera è stata abolita anche la addizionale IRPEF comunale.
Non che sia cambiato molto per il Cittadino (lo vedremo poi).

L'effetto per la gestione della Comunità è stata la ripetizione di uno scippo; la riduzione della già piccola autonomia amministrativa; il Comune è tornato a dipendere quasi interamente dai "trasferimenti dallo Stato", diretti o attraverso la regione (che altro non sono che soldi nostri ripartiti come si è spiegato nel capitolo precedente).
Infatti: il mancato introito dall'ICI sulla prima casa adesso viene integrato dallo Stato (un vantaggio per chi evade: con l'ICI era difficile; adesso continua ad evadere anche la sua ICI. I soldi che vengono a mancare lo Stato la prende da coloro che le tasse le pagano (a cominciare da chi vive del proprio lavoro).

Anche in questo caso gli amministratori locali non si sono stracciati le vesti, non si sono opposti (tranne voci isolate) alla ripresa della statalizzazione delle entrate (curiosamente effettuata da una coalizione che ha proposto e approvato la modifica della costituzione istituendo il federalismo fiscale, di cui parleremo nel capitolo successivo).

Dal secondo semestre 2008 lo Stato incamera i soldi che servono alla Comunità, dai Cittadini che pagano le tasse ed è lo Stato che ha in esclusiva, in accordo con i rappresentanti delle istituzioni decentrate, l'immenso potere di ripartirle alle Comunità locali.
L'effetto ? chi ha più relazioni e conoscenze regionali o nazionali, più ottiene, le esigenze locali contano meno.

Le amministrazioni meno indebitate (e Buccinasco è fra queste) ricevono meno ed i loro Cittadini, che magari versano più di altri, pagano le spese anche per chi non versa o versa meno.


Capitolo terzo

Il federalismo fiscale e la nostra Comunità

Parlando delle entrate, diventa importante risalire ai principi e rifarsi alla nostra Carta Costituzionale.
Spieghiamo allora cosa è e da dove viene la tanto dibattuta questione del federalismo fiscale. Leggiamo cosa dice oggi (dal 2009) l'articolo 119 della Costituzione:

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa.

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, ................. . Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio. ecc.

Si è voluto sottolineare la rilevanza che questa recente modifica costituzionale assume per il Comune (la nostra Comunità), perché strettamente legata alla materia che stiamo trattando: il bilancio della nostra Comunità, le nostre entrate.
In una parola la autonomia amministrativa della nostra Comunità, oggi è sancita dalla Costituzione del nostro Paese.

Si tratta di fattore importantissimo per la nostra Comunità; ha poco a che vedere con le spinte autonomiste o di decentramento portate avanti soprattutto dalla Lega.
Si assiste a spinte molto forti perché il decentramento avvenga al livello regionale (e lì si fermi).
In questo modo la politica cambierebbe ben poco: anziché dallo stato centrale i giochini della politica si realizzerebbero a livello regionale, rimane lo scambio di favori/poteri fra i politici che amministrano; Cittadini e la Comunità resterebbero esclusi come oggi.

Finora si assiste infatti ad un spinta verso il decentramento a livello regionale.
Avete per caso notato un amministratore locale, dico uno, che stia sollevando la questione della autonomia amministrativa del suo Comune ?
Non seguo direttamente i lavori dell'ANCI, ma non ho notato al riguardo interesse o dibattito; l'impressione è che tutto va come prima e nessuno si muova per rendere effettiva la autonomia amministrativa del Comune. Non noto interesse da parte di nessun partito o movimento tradizionale perché si renda operativo quanto il Parlamento ha approvato nelle modifiche costituzionali: la autonomia finanziaria di entrata e di spesa per la nostra Comunità.

Forse è comprensibile (chi si sente debole o impreparato ha paura di perdere il posto) ma rimane profondamente ingiusto.
Non si è mai visto del resto che qualcuno (lo Stato, la Regione) rinunci facilmente al potere che detiene, riduca in parte le sue entrate a favore della autonomia alle Comunità locali che oggi ne sono totalmente prive.
Noi Cittadini Consapevoli la vediamo dura e dovremo senz'altro batterci per ottenere l'applicazione di un nostro diritto.
Staremo a vedere. Siamo convinti che per ritornare ad un serio decentramento amministrativo i Cittadini dovranno essere Consapevoli ed attivi e far valere le loro ragioni.

Nel prossimo capitolo cominceremo ad esaminare oggi come si realizzano le entrate della nostra Comunità.

 

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Osservatorio

  • E' in distribuzione in questi giorni il numero di marzo della Piccola Vedetta: una iniziativa editoriale fresca, libera, concreta, tutta dedicata a Buccinasco che dice, senza aver bisogno di carta patinata, le cose che bisogna dire. Come al solito pubblichiamo uno degli articoli del nuovo numero: si parla, sfondando con noi una porta aperta, del Parco Agricolo Sud e della sua salvaguardia. Buona lettura.

    di
    La Piccola Vedetta
    11/03/2010 - 14:26
    Commenti:
    0
  • Anche alla luce dei risultati (perlomeno improbabili) del sondaggio pubblicato sul periodico comunale a spese degli inconsapevoli cittadini, riteniamo di dover tornare a dichiarazioni più concrete e reali sulla questione nuova viabilità. Per questo sulla ipotizzata (ma mai ben spiegata ed illustrata) strada di collegamento Meucci-Buccinasco+-Assago, diventa utile andare a rivedere gli atti e ricordare, ricordarsi di quanto ha dichiarato l'Assessore al Bilancio Cattaneo in un Consiglio Comunale del 16 ottobre scorso (glosse di Saccavini)

    di
    Luigi Saccavini
    10/03/2010 - 09:56
    Commenti:
    0
  • Dal tempestivo e sempre stimolante blog del concittadino Franco Gatti riproponiamo la notizia di una delibera comunale del 3 marzo scorso, delibera che riguarda da vicino uno dei monumenti più storici e più noti del nostro territorio. Una delibera e una notizia sulla quale torneremo e che merita certo un ulteriore approfondimento.

     

    di
    Franco Gatti
    06/03/2010 - 23:55
    Commenti:
    6
  • Nell'ultima puntata della nostra analisi dedicata al delicatissimo tema dell'emergenza amianto a Buccinasco, ci occupiamo dello stoccaggio dell'amianto rimosso.

    Come affrontare la discarica in sicurezza? Cominciamo ad introdurre il problema con un contributo trovato su milano.blogosfere.it a firma Gaetana Ascione. E' una valutazione che porta la data del 20 Ottobre 2009.

    di
    Luigi Saccavini
    03/03/2010 - 23:00
    Commenti:
    0
  • Ricordo l'impiego di questo refrain (musicalmente mediocre) da parte di un Presidente del Consiglio che commentava così negli anni Ottanta l'inflazione a due cifre ed il debito pubblico che esplodeva, correndo velocemente verso il 100% del PIL.

    Qui esaminiamo cifre molto più piccole, siamo a Buccinasco; i criteri sembrano analoghi per l'allegra spensieratezza con cui si spende di qui e di là, con criteri, bè... vien meglio da dire che criteri non se ne vedono; sembrano privi di criterio.

    di
    Luigi Saccavini
    02/03/2010 - 22:42
    Commenti:
    1
  • A volte "la politica del fare" farebbe proprio meglio a non fare nulla: almeno non farebbe troppi danni. Per provare per credere invito tutti i buccinaschesi a fare una capatina al piazzale antistante il Campo Scirea, si proprio quello che in versione patinata vedremo nella imperdibile sit-com di Abatantuono & co. Nei mesi scorsi dopo mesi di abbandono ed erbacce è stato (forse?) ultimato l'allargamento, non si sa quanto davvero necessario, del precedente parcheggio.

    di
    Paolo Fossati
    26/02/2010 - 23:25
    Commenti:
    1
  • Quando si tratta di spese vi sono curiosità che rimangono insoddisfatte. Sono lì come tanti punti interrogativi, senza risposta. Non si può essere esperti e competenti su tutto ed uno finisce per dire: mi sembra caro, prendiamola per buona.
    Un esempio: il Sistema Informatico Comunale, con il 2010 dovrebbe contenere e conservare le "log" (la registrazione cronologica delle operazioni identificando l'esecutore) e proteggerle da accessi, manipolazioni e anomalie (è strumento comune a tutti i Sistemi).

    di
    Luigi Saccavini
    26/02/2010 - 23:22
    Commenti:
    1

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