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Come arrivano e dove vanno i nostri soldi: un bilancio alla portata di tutti

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Capitolo Primo:

Da dove vengono i soldi: quello che è oggi non sempre è stato così

Unita l'Italia, dal 1860 i Comuni sono nati con la autonomia amministrativa, che si sostanzia nella capacità impositiva: si chiama così la Comunità che a livello locale raccoglie dai Cittadini le risorse che sono necessarie per il suo mantenimento e che le affida ad amministratori locali.
Per semplificare le tasse: dirette (come l'IRPEF) o indirette (la tassa sui carburanti, le marche da bollo o una quota del costo dell'elettricità), sono in passato state divise in due grandi scaglioni: quelle dai Cittadini versate al Paese, allo Stato; quelle che le singole Comunità hanno chiesto ai Cittadini per le spese della Comunità.
Si è andati avanti così fino al 1971 quando una riforma della legge finanziaria ha rivoluzionato il sistema di riscossione, anche semplificando molto la congerie infinita di imposte indirette (imposta sul bestiame, imposta sui cani, imposta sulla casa, imposta sui domestici, ecc.), un guazzabuglio cresciuto in un secolo di vita, costosissimo e pasticciato.
La semplificazione era cosa egregia, ma dentro è stato infilato anche l'esproprio della autonomia amministrativa ai comuni, alle Comunità.
In pratica si è detto (ed è stato fatto): riscuotiamo tutto su base nazionale e poi lo Stato rende ai Comuni una quota degli introiti in base agli abitanti (e altri parametri).

Un metodo che chi scrive non condivide e giudica come una delle cause principali della susseguente tangentopoli e dello stato miserando su cui oggi la gestione pubblica si dibatte.
Gli amministratori locali non furono contrari (soprattutto nel Meridione, ma non solo): si toglieva loro il compito ingrato di fare gli esattori, di motivare la tassazione verso gli elettori, l'obbligo di bene amministrare, di risparmiare (sennò le tasse aumentavano o non diminuivano); i Cittadini sentivano direttamente gli effetti di una amministrazione incapace o dalla spesa allegra.
Tutto venne spostato a livello politico centrale: bravo amministratore divenne non chi era più oculato e prudente ma quello che riusciva a ottenere di più (e spendere di più).
Si è più visto da allora un Comune che abbia reso soldi ai Cittadini, che abbia ridotto le loro tasse ?
Politica nazionale e politica locale diventarono una questione di rapporti e mutui scambi di interessi e favori (ti porto i voti se mi finanzi la strada; se mi fai la leggina che mi fa avere maggiori risorse, ecc.).
L'amministratore locale non risponde più direttamente ai Cittadini, alla Comunità che lo ha eletto; da questa deve raccogliere voti facendo promesse. Poi se fa valere le relazioni ottiene le risorse (o il bus 47 dalla ATM), se le risorse che arrivano sono molte, diventa un distributore di lavori ed appalti facili, ecc.
E avanti a spendere.... Viene meno, diventa molto meno importante, l'esigenza di bene amministrare (i Cittadini non collegano le tasse che pagano con le spese di chi amministra la Comunità).
In questa situazione, meno i Cittadini sono informati, meno partecipano alla vita della Comunità, più liberi di decidere e spendere sono coloro che hanno i comandi e gestiscono la cassa comune.
Non è questione di destra o sinistra; oggi il sistema è così. Così non va bene.

Questa è la situazione fino ad oggi; chi ci amministra è incolpevole (forse), ma è parte di un sistema che è interessato a mantenere in vita.
Tornare alla situazione precedente renderebbe la amministrazione trasparente; il sindaco dovrebbe rispondere direttamente di ogni spesa piccola o grande; per avere maggiori risorse le dovrebbe chiedere con nuove tasse ai Cittadini. Sarebbe molto più serio (e con molto minor potere nello spendere). Per avere il consenso dovrebbe essere davvero capace e onesto; altrimenti i Cittadini lo cambiano.
Da solo questo sistema sarà difficile che si autoriformi (nonostante la recente modifica costituzionale che con il federalismo fiscale attribuisce autonomia amministrativa al Comune) .
Perché questo succeda i Cittadini devono riprendere in mano la loro Comunità, affidandosi e fidando in persone che questo sistema vogliono riformare, che pretendono l'applicazione della autonomia amministrativa oggi sancita dalla Costituzione.
Si deve tornare ad una Comunità autonoma ove i Cittadini gestiscono direttamente i loro soldi; ove le tasse le devono approvare loro e decidere quindi degli investimenti e delle spese.

Le conseguenze per la nostra Buccinasco della attuale centralizzazione statalista le vedremo nei prossimi capitoli.


Secondo capitolo

l'ICI: una emergenza diventata prassi, dimezzata dal 2008 (come l'addizionale IRPEF).

L'imposta comunale sugli immobili è nata nel 1992; era in corso di una gravissima crisi finanziaria che quasi pose l'Italia a rischio di insolvenza. Il governo dell'epoca, con il fermo sostegno di Banchitalia (governatore Ciampi) intervenne con una manovra pesantissima che ebbe quale leva fra l'altro una Imposta Straordinaria sugli Immobili, poi divenuta ICI.
Il comune tornò così ad avere una parziale "capacità impositiva", a raccogliere cioè risorse direttamente dai Cittadini.
Una tassa indiretta, non basata sul reddito, quindi particolarmente malvista.
E' stata abolita per la prima casa con l'anno 2008 (dal secondo semestre).
Per completare l'opera è stata abolita anche la addizionale IRPEF comunale.
Non che sia cambiato molto per il Cittadino (lo vedremo poi).

L'effetto per la gestione della Comunità è stata la ripetizione di uno scippo; la riduzione della già piccola autonomia amministrativa; il Comune è tornato a dipendere quasi interamente dai "trasferimenti dallo Stato", diretti o attraverso la regione (che altro non sono che soldi nostri ripartiti come si è spiegato nel capitolo precedente).
Infatti: il mancato introito dall'ICI sulla prima casa adesso viene integrato dallo Stato (un vantaggio per chi evade: con l'ICI era difficile; adesso continua ad evadere anche la sua ICI. I soldi che vengono a mancare lo Stato la prende da coloro che le tasse le pagano (a cominciare da chi vive del proprio lavoro).

Anche in questo caso gli amministratori locali non si sono stracciati le vesti, non si sono opposti (tranne voci isolate) alla ripresa della statalizzazione delle entrate (curiosamente effettuata da una coalizione che ha proposto e approvato la modifica della costituzione istituendo il federalismo fiscale, di cui parleremo nel capitolo successivo).

Dal secondo semestre 2008 lo Stato incamera i soldi che servono alla Comunità, dai Cittadini che pagano le tasse ed è lo Stato che ha in esclusiva, in accordo con i rappresentanti delle istituzioni decentrate, l'immenso potere di ripartirle alle Comunità locali.
L'effetto ? chi ha più relazioni e conoscenze regionali o nazionali, più ottiene, le esigenze locali contano meno.

Le amministrazioni meno indebitate (e Buccinasco è fra queste) ricevono meno ed i loro Cittadini, che magari versano più di altri, pagano le spese anche per chi non versa o versa meno.


Capitolo terzo

Il federalismo fiscale e la nostra Comunità

Parlando delle entrate, diventa importante risalire ai principi e rifarsi alla nostra Carta Costituzionale.
Spieghiamo allora cosa è e da dove viene la tanto dibattuta questione del federalismo fiscale. Leggiamo cosa dice oggi (dal 2009) l'articolo 119 della Costituzione:

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa.

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, ................. . Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio. ecc.

Si è voluto sottolineare la rilevanza che questa recente modifica costituzionale assume per il Comune (la nostra Comunità), perché strettamente legata alla materia che stiamo trattando: il bilancio della nostra Comunità, le nostre entrate.
In una parola la autonomia amministrativa della nostra Comunità, oggi è sancita dalla Costituzione del nostro Paese.

Si tratta di fattore importantissimo per la nostra Comunità; ha poco a che vedere con le spinte autonomiste o di decentramento portate avanti soprattutto dalla Lega.
Si assiste a spinte molto forti perché il decentramento avvenga al livello regionale (e lì si fermi).
In questo modo la politica cambierebbe ben poco: anziché dallo stato centrale i giochini della politica si realizzerebbero a livello regionale, rimane lo scambio di favori/poteri fra i politici che amministrano; Cittadini e la Comunità resterebbero esclusi come oggi.

Finora si assiste infatti ad un spinta verso il decentramento a livello regionale.
Avete per caso notato un amministratore locale, dico uno, che stia sollevando la questione della autonomia amministrativa del suo Comune ?
Non seguo direttamente i lavori dell'ANCI, ma non ho notato al riguardo interesse o dibattito; l'impressione è che tutto va come prima e nessuno si muova per rendere effettiva la autonomia amministrativa del Comune. Non noto interesse da parte di nessun partito o movimento tradizionale perché si renda operativo quanto il Parlamento ha approvato nelle modifiche costituzionali: la autonomia finanziaria di entrata e di spesa per la nostra Comunità.

Forse è comprensibile (chi si sente debole o impreparato ha paura di perdere il posto) ma rimane profondamente ingiusto.
Non si è mai visto del resto che qualcuno (lo Stato, la Regione) rinunci facilmente al potere che detiene, riduca in parte le sue entrate a favore della autonomia alle Comunità locali che oggi ne sono totalmente prive.
Noi Cittadini Consapevoli la vediamo dura e dovremo senz'altro batterci per ottenere l'applicazione di un nostro diritto.
Staremo a vedere. Siamo convinti che per ritornare ad un serio decentramento amministrativo i Cittadini dovranno essere Consapevoli ed attivi e far valere le loro ragioni.

Nel prossimo capitolo cominceremo ad esaminare oggi come si realizzano le entrate della nostra Comunità.

 

Comuni: basta spese a go go

Comuni: basta spese a go go . Si sta avvicinando l’ora della verità.

Partiamo dalla nostra Carta Costituzionale: articolo 119:
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, ................. . Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio. ecc.

Lo dice la Costituzione. Il Parlamento deve emanare la legge che la applica. Tutti parlano di riforme di tutte le riforme, perfino del “federalismo” citando l’articolo 51 della nostra carta.

Nessuno che parla dell’autonomia impositiva ed amministrativa dei Comune; nessuno che la pretende.
500 Sindaci lombardi sono andati dal Prefetto a depositare la fascia tricolore. Titolano così i giornali.
Questi signori (si fa per dire) che con un atto simbolico ma molto forte hanno rinunciato al loro incarico, consegnano al rappresentante dello Stato il simbolo del loro potere che lo Stato riconosce.
Quindi da oggi possiamo considerarli non più Sindaci ma comuni Cittadini (meritevoli di ben scarsa considerazione).
Nessuno che parla dell’autonomia impositiva ed amministrativa dei Comune; nessuno che la pretende.

Perché rinunciano simbolicamente al loro incarico ? Protestano perché non arrivano soldi dallo Stato: perché lo Stato li dà agli “altri” e non a noi che siamo “virtuosi”.
Ce n’è uno fra questi che chiede l’applicazione dell’articolo 119 della Costituzione ? dalle interviste e dagli articoli letti non risulta. Tutti a chiedere soldi, perfino a lamentarsi che l’ICI eliminata non sia stata dallo Stato interamente rimborsata.
Tutti che lamentano di non poter rattoppare le strade; senza soldi per gli asili, per il sostegno alle famiglie in difficoltà. Neppure uno, dico uno, che si sia vantato di una riduzione di spesa di qualche significato.

La loro concezione del ruolo è SPENDERE i soldi che LO STATO DEVE DARE. Confondono lo Stato con i Cittadini che allo Stato le tasse le pagano. Nessuno che si provi a chiedere soldi ai Cittadini motivando le ragioni della spesa e facendo un referendum locale. Non è che non ne hanno il coraggio, non ci pensano nemmeno.

Pensano di vivere ancora nel quarantennio durante il quale la svalutazione sistematica della lira ha portato il cambio con il marco da 157 a quasi 2.000 lire. Mentre la spesa dello Stato correva e i soldi venivano ai Sindaci giù dalla cappa del camino senza interruzione.
Sono abituati a far valere, a coltivare le relazioni politiche "di alto bordo" per chiedere e ottenere. Non si rendono nemmeno conto che lo Stato siamo noi Cittadini; non una cassa infinita alla quale pretendere.
Sono gli stessi, ci scommetto, che chiedono nelle piazze la riduzione delle tasse.

Promossa dalla Lega (sembra), trova l’assenso di esponenti di tutti i partiti, di tutte le coalizioni. Lì con il cappello in mano a chiedere a Tremonti che molli “la grana”, mentre il Ministro delle Finanze è impegnato a recuperare 5 miliardi di euro che mancano ai conti dello Stato.

Se si cerca una attestazione della “politica” nel nostro Paese vecchia, incartapecorita, totalmente inadeguata ad affrontare i problemi del Paese ebbene: questa di oggi ne è la dimostrazione certificata.

Infine una nota: il nostro Sindaco non ha comunicato una sua posizione e sembra non aver partecipato a questa farsa del deposito della fascia tricolore nelle mani del Prefetto.
Non sono tenero verso il Sindaco Cereda. Se in questo caso avesse deciso di non aderire ha fatto bene e mi complimento con lui.

Nota: chi volesse una riflessione più organica si vada a leggere/rileggere il contributo soprastante.

E invece anche Buccinasco ha

E invece anche Buccinasco ha aderito mandando una supplente come riportato dal blog di Franco Gatti
http://francogatti.blogspot.com/2010/04/anche-buccinasco-restituisce-la-...

Ah ah fantastico, Cereda ha

Ah ah fantastico, Cereda ha mandato alla manifestazione proprio la persona (Maiolo) che era stata defenestrata dalla Moratti.
Infatti la manifestazione era contro il governo, ma la 'nostra' rappresentante se l'è presa col sindaco di Milano.
Tanto per farsi un altro nemico...

Fascia Tricolore "prestata"

Fascia Tricolore "prestata" alla Maiolo ?

Insomma: la manifestazione dei Sindaci lombardi contro la politica sparagnina del Governo; per chiedere al Governo di "cascià i danée"; che simbolicamente (ma i simboli in questo caso sono pesanti) rinunciano all'incarico depositando nelle mani del rappresentante locale del Governo la fascia tricolore, Loris Cereda l'ha fatta o no ?

Per farla attraverso un suo delegato deve a questi conferire una delega specifica (penso che farlo verbalmente non sia adeguato).
Deve poi anche consegnare al delegato la fascia tricolore: lo ha fatto ?

Se lo ha fatto, delegato o meno, ha compiuto un gesto a mio non compatibile con il permanere nell'incarico.
Un Prefetto dotato del corretto senso dello Stato il giorno dopo avrebbe nominato tanti commissari governativi quante sono le fasce tricolori ricevute simbolicamente o meno.
Questo in un Paese europeo ove il senso dello Stato viene prima di tutto (la Gran Bretagna ad esempio; ma si potrebbe citarli tutti).
Se tutto va liscio come l’acqua su un sasso di torrente, e nessuna conseguenza c’è per i Sindaci, acquista più forza l'impressione di vivere in un Paese dalle istituzioni evanescenti dove il Diritto e “molto elastico”: negli USA lo chiamano "Banana Republic".

Se la delega è stata solo verbale (del tipo: vai pure a rappresentare Buccinasco, io ho altro da fare di più serio; magari accompagnata da un buffetto, da una manata sulla spalla) e non ha consegnato alla Maiolo la fascia tricolore (ri-sottolineo: il simbolo che attesta il riconoscimento della carica da parte del Governo, del Paese), se ha agito così.... ha perso una occasione per dare del suo ruolo una immagine di coerenza e serietà.

"...cun permess, cun permess che me vegn fastidi..." frase tratta da un racconto di Emilio Gadda un grandissimo milanese oggi quasi dimenticato.

Il Sindaco "el cerca i

Il Sindaco "el cerca i danée" al Governo.

Non da solo, il nostro Sindaco, ma comunque responsabile del gesto, chiede soldi.
Dice, dicono i Sindaci che hanno manifestato: abbiamo soldi ma non li possiamo spendere perché il "patto di stabilità" obbliga a rispettare rigidi parametri europei, che la legge del Governo trasferisce a tutti i Comuni indistintamente.
In questo modo, i Sindaci simbolicamente dimissionari (come amano sottolineare che la protesta è solo "simbolica"! dicono: Governo, guarda che mi dimetto però è uno scherzo!) chiedono lo svincolo da una legge europea, non applicando la quale in quattro e quattr'otto l'Italia è fuori dalla zona euro; si ritorna alla lira (con quel che ne deriva).

Dicono: così non è giusto perché applicata in questo modo il Comune che ha speso troppo continua a poter spendere, solo un po' meno; il Comune che ha amministrato meglio, ha meno spazi per "risparmiare".

Chiedono quindi che lo Stato dia a Comuni maggiori quote di IRPEF o di altre tasse, che rimborsi i Comuni dalla minor entrata dell'ICI (tassa comunale abolita nel 2008).

Sanno benissimo i Sindaci che per fare una cosa del genere il Governo deve spendere meno, deve risparmiare se vuole avere risorse da distribuire.
Deve risparmiare il Governo e ne ha di spazi. Ma lo deve fare per ridurre le tasse ai Cittadini !
Non per darle ai Comuni da spendere !

Dicono al Governo i Sindaci: io non voglio risparmiare; risparmia tu !

IMPARINO UN PO' A TIRAR LA CINGHIA come stanno facendo in silenzio milioni di cittadini, migliaia di imprese e artigiani, di professionisti.

Invece di riempirsi la bocca col federalismo fiscale, comincino a farlo davvero: chiedano e raccolgano direttamente ai Cittadini "i danée".
Vogliono farlo ? dovranno seriamente dimostrare ai Cittadini che hanno speso oculatamente e bene i soldi disponibili...

Ci provi il nostro Sindaco: guardi in faccia la realtà quotidiana delle sue delibere di spesa!

Tiri la cinghia ! Impari a risparmiare sul serio, anziché mandare un assessore "de foera" per una sceneggiata che poteva risparmiarsi.

Buccinasco / Italia Quando

Buccinasco / Italia

Quando affrontiamo il tema delle spese della nostra Comunità, poco comprensibili, curiose o dall’apparenza incongrua, in chi legge si può rilevare una nostra prevalente se non esclusiva polemica rivolta al Sindaco.
L’insistere su un tema che è frequente, quasi sistematico; denunciare modalità e processi non trasparenti, che rispettano solo formalmente le procedure (forse neppure sempre), può apparire ripetitivo.
Uno può pensare: tanto si sa già; non possiamo far niente; questo insistere è una critica che diventa personale, quasi a prescindere.

A chi pensasse così vogliamo chiarire le importanti ragioni di questo insistere, di questa denuncia sistematica. Ciò che interessa non è la persona Sindaco, è la spesa che così non può proseguire.

Una prima cosa va detta: da ciò che appare sui media tutti i giorni, la pratica amministrativa della nostra Amministrazione, del nostro Sindaco si può definire abbastanza diffusa, quasi usuale.
Non è una scusante naturalmente; ma è corretto dare a questo “costume” dello spendere una connotazione che la relativizza. Costume comunque divenuto ingiustificabile che non possiamo sopportare più.

La nostra denuncia non è di destra né di sinista: va allo “stile di spesa” nella sua ormai insostenibile gravità: per la economia del Paese come della Comunità.

Il sistema tributario italiano è esplosivo e ci inchioda: se vogliamo trovare risorse per la ricerca e gli investimenti è indispensabile ridurlo decisamente ed in tempi brevi.
L’unico modo possibile per ridurre la spesa è rendere efficiente la Pubblica Amministrazione, il sistema previdenziale e il sistema sanitario: vi sono consistenti possibilità di rendere decisamente meno costoso tutto i sistema, accrescendo efficienza e servizi.
I risparmi così ottenuti devono essere reimmessi nel circolo economico indirizzati al sistema produttivo, alla ricerca avanzata, alle attività competitive su scala mondiale: la nicchia e la qualità. L’unica strada per mantenere o accrescere un po’ il PIL e i posti di lavoro (e non aspettiamoci miracoli nei prossimi decenni: sarà già buono arrestare la discesa).
Che i Sindaci, gli amministratori locali non se ne rendano conto e proseguano nell’usare come in passato le risorse dallo Stato (i soldi dei Cittadini)che addirittura vadano a piatire i nostri soldi dallo Stato per continuare in questo andazzo, è tanto incosciente da diventare una idiozia.
Devono riorganizzarsi e razionalizzare la spesa, devono diventare virtuosi.

Programmare una riduzione di spesa del 20% mantenendo o meglio accrescendo i servizi alla Comunità. Questo oggi è l’imperativo per chi ci amministra. Ineludibile;”categorico”, come era uso profferire dal balcone un politico del passato.
Un imperativo vero, oggi.

I nostri gruppi politici di Maggioranza e Minoranza proprio non affrontano la questione, addirittura neppure ne parlano (quasi a nascondere la testa sotto la sabbia), è una incomprensibile sottovalutazione del problema principe di Buccinasco come del Paese.

Non dobbiamo stancarci di dirlo, di denunciarlo, di pretenderlo.
Dobbiamo far di tutto per ottenerlo.

Il gioco delle tre carte Nel

Il gioco delle tre carte

Nel notiziario della Comunità di Maggio il Sindaco si impegna in uno sforzo di approfondimento su un tema scottante e attuale; il federalismo fiscale. Cerca di spiegarlo “in modo intelligibile alla gente”, dice.

Fa il suo compitino e, “more solito”, infila argomenti e definizioni fra loro non proprio sorrette da una logica ferrea. In questo modo crede di accontentare tutti e .. nessuno ci capisce nulla.

“Il Cittadino dovrebbe sapere quanto contribuisce con le sue tasche alle entrate del Comune” : questo lo sappiamo già: 30 milioni di bilancio comunale (tasse, diritti, o che altro, sono tutti soldi nostri), diviso 28.000 residenti, fanno 1071 euro a residente (neonato o centenario compresi). Questo costa oggi ai Cittadini il nostro Comune; ogni anno.

L’abbiamo già detto: quello che deve applicarsi è la Costituzione che dice (art. 119):
“ Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa.”
Papale papale significa: le tasse il Comune le raccoglie dal Cittadino e le usa per amministrare il Comune. Più è capace di amministrare, più è efficiente, meno fa pagare ai Cittadini. Questo dice la nostra Carta. Così facendo non si scappa: il prelievo fiscale del Comune si riduce oppure gli amministratori li mandiamo a casa.
Dice ancora il Sindaco: “ridurre i finanziamenti (forse intende i trasferimenti, ndr) dagli enti superiori verso gli enti inferiori …. aumentando le risorse di diretta competenza di ogni ente” (se la parola “ente” che chiude la frase è il Comune, non si capisce come fanno ad aumentare le risorse al Comune se lo Stato (ente superiore) trasferisce meno…
Un argomentare macchinoso e poco chiaro, ma forse è un mio limite. Io interpreto così; non riesco a trovare altra lettura che abbia una logica.
Mettendoci a parte di queste trovate dichiara il Sindaco che è “attivo su diversi tavoli istituzionali”. Se i concetti che ne risultano sono così …. forse è utile che riposi un po’ e rifletta meglio su ciò che capisce da questi tavoli.
La dichiarazione della assoluta trasparenza: da una descrizione come questa appare un velo di Salomè per coprire le pubenda (stabilire un quid del prelievo da lasciare al Comune per continuare a spendere come adesso).
Quel che ha paura il nostro Sindaco (e con lui quasi tutti i nostri politici) è il doversi impegnare a chiedere direttamente le tasse a noi Cittadini. Infatti si vanta di non aver applicato l’Irpef (come se fosse un suo merito), mentre manda la Maiolo col cappello in mano a chiedere soldi al rappresentante dello Stato e a consegnare la fascia tricolore (simbolicamente: così per finta insomma).
Dice il Sindaco che “la pressione fiscale delegata localmente andrebbe ad aumentare generando maggiore inefficacia”(magari vuol dire inefficienza). Forse ha quale riferimento il modo con cui sta gestendo oggi.
Provi un po’a chiedere nuove tasse per spendere 150.000 euro l’anno per far redigere i verbali delle multe da terzi; a spendere 200.000 per progettare un nuovo PGT quando ve ne era uno solo da sistemare; ecc. ecc… Vada, vada a chiedere i soldi ai Cittadini con nuove tasse ! Ci provi…
Se li devi chiedere ai tuoi Cittadini, le tasse sei obbligato a ridurle e devi diventare sparagnino come un genovese !
Se ho capito il pout-pourri del suo argomentare, ciò che descrive non è il federalismo fiscale, ma il continuare come oggi (e non è certamente il solo a pensarlo), è un gioco delle tre carte per continuare a spendere.
Non ha il Sindaco, non hanno ancora capito i politici di questa infelice stagione, che lo Stato deve spendere meno, molto meno.
Deve diventare efficiente per aumentare le risorse alle imprese e ai Cittadini per far riprendere l’economia. Non per darle ai Comuni! Andando avanti così stanno erodendo il tenore di vita del Paese ! Stiamo ogni anno, ogni mese diventanto più poveri.
E' proprio ora di dire basta; rischiamo di finire male, molto male.

La crisi e il lavoro a

La crisi e il lavoro a Buccinasco

Il nostro ex Sindaco fa una sintesi fra gli effetti in Lombardia della crisi mondiale e i riflessi sulla occupazione. I dati sono lì, non contestabili.
Aggiungerei che da Marzo si assiste ad una ripresa dell’economia, confermata ad Aprile, neppure molto timida, ma sempre al di sotto dei livelli pre crisi.
L’occupazione si sta muovendo, in termini significativi, ma anche qui al di sotto del passato con una domanda di lavoro inferiore alla crescita.

Il Comune cosa può fare ?
domanda retorica: abbiamo una gestione “liberista” che intende in termini “americani” la gestione del mercato: si autoregola, le cose vanno a posto “da sole”, basta qualche tampone sulle situazioni di grave criticità.
Idea che trova la sua evidenza nel nulla che l’amministrazione fa in chiave proattiva per difendere e far ricrescere l’occupazione. Elargisce sussidi in casi familiari o personali seri; tutto qui.
L’attuale gestione assente della nostra amministrazione era prevedibile; sta eseguendo i suoi programmi.

Una politica che è usuale e regge in USA: un paese ove i Cittadini da sempre sono portati a cavarsela da soli. Un grande paese che rimane il più innovativo e flessibile.
In Italia e in Europa non è così; da noi affidarsi al mercato lasciando che le cose si sistemino da sole può anche essere una politica legittima ma rischia di essere imbelle, da economisti apprendisti stregoni: pensare che il modo di vivere di tutta una popolazione di fronte alla crisi cambi dalla sera alla mattina. Socialmente sarebbe drammatico e forse neppure una intera generazione sarà sufficiente.

Attenti però alle cure: conoscendo come si sperperano danari per sostegni al reddito (già perché la Cassa integrazione sviluppa il lavoro nero, mantiene sul mercato attività senza futuro che sono una palla al piede della nostra economia); investire al riguardo deve farsi con grande misura e competenza.
Sono portato a diffidare di iniziative a favore dell’occupazione che si fermano al messaggio, ai proclami (cercando consenso e voti) che poi danno pochi o nulli risultati.

Far crescere i posti di lavoro è lento, faticoso ma possibile; richiede azioni proattive complesse, iniziative che sviluppino le attività produttive locali, monitoraggi delle esigenze professionali innovative per preparare nuove mansioni che il mercato richiede e molto altro.

Qui ci vuole davvero competenza e capacità di gestione imprenditoriale, di imprenditori seri disposti a prestarsi alla politica (con buona pace di chi diffida a prescindere della categoria).
Se si vogliono davvero risultati, l’esperienza vera non è un optional di cui si possa fare a meno; diventa indispensabile.

I soldi: proviamo a

I soldi: proviamo a spenderli bene ?

Come intendono oggi, e come invece dovrebbe agire l’amministrazione locale. (un esempio di come impiegare bene i nostri soldi)

Pruiti è un sano provocatore: sul sito di cielle “spara” una proposta quasi buttata là ma intrigante:
“perché invece di appaltare per 500.000 euro l’anno la gestione del verde il Comune non la gestisce direttamente ? si darebbe un lavoro stabile a 10 persone e si risparmierebbero 200.000 euro.”

Detta così è semplice, sembra facile (e uno pensa a 10 dipendenti comunali in più). Proviamo ad esaminare la situazione.
Primo: la conduzione del Sindaco non si distingue certo per una gestione oculata della spesa: un nervo scoperto.
Secondo: l’appalto del verde è obiettivo forte, che suscita interessi, con una gestione che il Sindaco ha pasticciato al punto da arrivare alla nomina di un commissario per rifare l’appalto; anche con il commissario sembra si stia ritardando.
Terzo: se vi sono appetiti sulla gestione del verde, evidentemente l’appalto è economicamente interessante, molto interessante (quindi possono esserci ragionevoli spazi per risparmiare).
Quarto: di verde a Buccinasco ce n’è molto ed una manutenzione accurata (su cui i Cittadini sono sicuramente d’accordo) richiede anche il coinvolgimento e la partecipazione attiva della cosiddetta società civile, della popolazione residente.

Se questo è il contesto, la “provocazione” di Pruiti può avere senso ?
Un senso certamente lo ha, ma vedere la soluzione solo per le 10 persone assunte dal Comune rischia di essere (o diventare) un altro modo per spendere danaro.

Intanto: abbiamo a Buccinasco la ASB S.p.A. che sembra fatta apposta per gestire in modo imprenditorialmente serio un appalto del verde. Può partecipare al bando e presentare una proposta competitiva.

Deve fare un progetto accurato; studiare le mansioni appropriate e individuare i costi ottimali; impostare le assunzioni in ragione delle stagioni.
Fare un piano che proattivi i cittadini con proposte e partecipazione. Far diventare “il verde” un valore sentito e condiviso, sul quale ci si impegna.
Per fare ciò è necessaria una gestione manageriale seria e competente. Alla fine dell’anno la Comunità avrà risparmiato e il verde sarà molto più gradevole, con la soddisfazione di tutti.
Si ottiene che le risorse sono bene impiegate, senza assumere raccomandati che poi fanno flanella, senza appalti agli amici degli amici.

Rispetto alla situazione di oggi, siamo su un altro film, un altro canale.
Ecco: il compito di Sosteniamo Buccinasco è costruire questa alternativa che oggi manca a casa nostra.

Batte cassa il Sindaco. Al

Batte cassa il Sindaco. Al Comune il 5 per mille ?

È ormai un mese che il blog della nostra Comunità porta questo appello.
Confesso di averlo sottovalutato e non sono andato a leggere il contenuto: mi stavo perdendo qualcosa di straordinario e infelice al tempo stesso.
Ciò che è incredibile è la motivazione…. veramente stonata. Forse l’appello è stato buttato là senza pensarci troppo e senza rileggerlo. Così vengono a galla e si rendono comprensibili le pulsioni psicologiche che originano l’azione e che si intenderebbe paludare, velare, nascondere.

Proviamo a rileggere l’appello (per destinare il 5 per mille al Comune):

PERCHÉ ?
“…… l’Amministrazione Comunale potrebbe incrementare il bilancio con nuove risorse, ….”

PER METTERLE DOVE ?
“....che andrebbero a rafforzare un’economia locale già indebolita.”
Cioè ? forse per nuovi appalti ?

A COSA È DOVUTA LA MANCANZA DI MEZZI ?
“Infatti le mancate entrate dovute all’eliminazione dell' ICI sulla prima casa hanno in qualche modo impoverito i bilanci dei Comuni, che rischiano di poter far "quadrare i conti" e rispettare il patto di stabilità solo a prezzo di tagli e sacrifici.”
Ma l'ICI non l’hanno voluta eliminare loro ? S’aspettavano un Governo la rendesse al Comune stampando carta moneta come si faceva all'epoca della lira ?

DOVE SI DICE DI IMPIEGARLI ?
”…… i cittadini di Buccinasco potrebbero favorire il proprio Comune, fornendo un'opportunità in più per aiutare i propri concittadini in difficoltà e, quindi, anche se stessi. “

Vaghe3 promesse e nessun progetto specifico, nessun impegno formale sulla destinazione: si tengono le mani libere.
Nessuna riduzione della spesa; se si deve tagliare, i sacrifici chi li farà ? non lo si dice: lo si lascia intendere con un giro di parole.

Un brutto, infelice comunicato, mentre si va avanti a spendere per consulenze al PGT, per corsi formativi tanto curiosi da apparire improbabili, ecc. ecc.

Proposta in

Proposta in positivo.

Proviamo a suggerire come il Sindaco "Servitore della Comunità" avrebbe potuto diversamente impostare un appello ai Cittadini perché il 5 per mille venisse devoluto al Comune.

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Il 5 per mille: una destinazione utile alla nostra Comunità.

Cittadini,
Certamente avrete in mente altre e altrettanto nobili destinazioni per il 5 per mille che potete attribuire ad enti e istituzioni diverse.
Vi conosco e so che saranno molte le indicazioni che si pongono fini e intenti positivi verso le quali avete già un orientamento.
Quest'anno mi sento, fra le tante, di proporne una che aiuti la nostra Comunità e venga incontro alle situazioni di maggior disagio che questa crisi sta generando in fasce di concittadini, minoritarie che però sono in crescita.

Faccio degli esempi: sostegno al reddito di situazioni familiari precarie; partecipazione a contributi per alloggi di anziani dalle disponibilità limitate; contributi economici a famiglie che hanno criticità dovute a mancanza di lavoro; libri scolastici e contributi per una serena vita scolastica ai bimbi meno fortunati; ecc.

Ecco cari Cittadini, se il versamento del 5 per mille avviene a favore del Comune il vostro sindaco si impegna a inserire questi fondi in una gestione speciale riservata esclusivamente a sostegni sociali di questo tipo.
La contabilizzazione del 5 per mille ricevuto, entrate ed uscite, verrà rigorosamente riepilogata e classificata per categorie, nel rispetto assoluto dell'anonimato verso i beneficati.
Mi sento di garantire che non vi saranno altri impieghi.
I risultati saranno pubblicati sul periodico della Comunità.

Un gesto dei Cittadini di Buccinasco, dedicato ai meno fortunati di noi, per sentirci uniti e partecipi.

A nome di tutti, un grazie dal vostro Sindaco.

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Adesso si può capire la differenza ?

I NODI STANNO VENENDO AL

I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE

Adesso la cinghia la deve tirare lo Stato, si sta già parlando di tagli indiretti (ma sostanziali) nelle pensioni, di riduzione degli stipendi ai dipendenti pubblici.
Bontà loro anche i parlamentari e i politici si tassano (neanche una goccia nel mare, ma un segno di partecipazione dovuto, che non salva la loro coscienza).

Che la macchina della pubblica amministrazione sia disorganizzata, ridondante, dai controlli formali ma colabrodo; insomma che lo Stato sia inefficiente e sprecone lo sappiamo tutti.
Che non si possa più andare avanti così, che dobbiamo metterci mano, nessun politico lo sostiene con coerenza e la necessaria priorità (fanno finta di non accorgersene).

In zona Cesarini, arrivano con provvedimenti tampone ove a pagare sono i più deboli. I dipendenti; chi lavora, trattato come suddito che deve comunque subire. Cui far pagare gli sprechi e l’inefficienza dello Stato.
Lo Stato deve diventare efficiente: la spesa deve dimagrire. Le tasse ridursi e una quota ben maggiore deve essere allocata nella ricerca, nelle nuove tecnologie; la produzione italiana deve trovare sbocchi molto più importanti all'estero, verso i nuovi mercati.
I dipendenti pubblici vanno trattati da Cittadini, cui richiedere efficienza e competenza che deve trovare il giusto compenso: intangibile.
Non una riserva indiana cui ricorrere per tagli e risparmi.

Guardiamo un attimo a casa nostra a Buccinasco. Andiamo a rileggere il bilancio 2010 e le dichiarazioni del Sindaco: i soldi che mancano, la richiesta dallo Stato di altri fondi, di poter spendere senza rispettare il patto di stabilità (europeo, condizione per rimanere nell’euro).

Il ritardo nell’analisi politica della situazione è evidente.
Adesso cosa faranno i nostri politici di mestiere che non possono far carriera (in tutti i sensi) usando gli strumenti di “scambio” con i quali per anni hanno costruito il consenso ?
Un ritardo che per essere superato comporta l’estromissione di chi intende continuare come ora.
Cominciando dal basso; dai Comuni, da casa nostra.

Vecchia e sbagliata

Vecchia e sbagliata politica; disastrosa per il Paese.

Il sito del PD di Buccinasco espone un poster ove è promossa una giornata nazionale di mobilitazione per gli enti locali.

Un piano politico che chiede al Governo soldi per il Comune: più risorse attraverso il federalismo; restituzione dell'ICI; allentamento del piano di stabilità, ecc.

Tutte richieste di soldi al Governo.
Non hanno ancora capito che con l'euro, questo giochino non si può più fare. Per buonissime e sacrosante ragioni.

Non puoi svalutare la moneta, stampando carta: l'euro ci obbliga a trovare risorse o attraverso la crescita dell'economia o mediante il taglio dei costi.
Se vuoi soldi dal Governo devi chiedergli di risparmiare, preferibilmente indicando dove e come.
Se puoi, aumenti le risorse con la crescita dell'economia, oppure perseguendo gli evasori molto più di quanto fatto finora.

Non esistono altre strade.

Una iniziativa politica vecchia.
Poteva reggere 20 o più anni fa. Comunque sbagliata ma allora il Paese esportava e cresceva; allora si poteva spendere e spandere con il gioco della svalutazione: una droga che dava a tutti l'illusione di aver vinto, mentre la lira scivolava verso il rapporto 2.000 con il marco tedesco e l'amministrazione pubblica continuava allegramente a sperperare.

Mi permetto di consigliare una proposta: pretendano a gran voce che Tremonti faccia retromarcia e ripristini la tracciabilità dei pagamenti ai professionisti; separi il conto familiare da quello dello studio, elimini i pagamenti per contanti.
Dicono che con questo provvedimento Visco fece perdere le elezioni al PD; era comunque una battaglia giusta e lo sarebbe tuttora.

Prima di chiedere soldi per i Comuni, si deve indicare come e dove i Comuni possono risparmiare.
A Buccinasco quasi ad ogni spesa c'è da fare le pulci (e non per minuzie); e viene considerato un Comune virtuoso… immaginarsi cosa c’è in giro per l’Italia.
Una critica sui criteri di spesa del Comune, dal carattere analitico e puntuale non si vede; salvo la protesta quando fa gioco.

Quale è la differenza rispetto alla gestione Cereda ?
Forse qualche errore in meno (facile, dato il livello di competenza).
Viene da chiedersi: sarebbe andato anche Carbonera a consegnare al Prefetto la fascia tricolore ?

Ancora un gioco delle tre

Ancora un gioco delle tre carte: servirà a poco.

Parliamo del "federalismo demaniale", un neologismo inesistente nella nostra carta costituzionale che è spuntato fuori in questi ultimi mesi per accontentare la Lega.
Lo Stato non può mettere in pista un serio processo di democratizzazione: attuare la capacità impositiva degli enti locali. Sono contrari i Sindaci (che non vogliono subire il giudizio dei Cittadini su come spendono i soldi che direttamente devono raccogliere) ed il rischio di un flop è elevato.
Il cosiddetto federalismo fiscale: trasferire le tasse che incassa lo Stato agli enti locali è cosa su cui tutti sono d'accordo. Si continua a spendere come prima o quasi. Chi copre i deficit dei paesi del Sud ? in questa fase è un rischio che non possiamo permetterci.

Ecco allora il federalismo demaniale: beni pubblici, inalienabili o meno, passano in proprietà alle regioni, che possono metterli a reddito o venderli.
La Lega è contenta; tutti sono contenti perché si può vendere terreni e vecchi fabbricati. Si pensa a oneri di urbanizzazione ed avanti con spese e investimenti.

Progetto che non fa i conti con la crisi esistente e con la popolazione stabile.
In qualche area si potrà lottizzare con profitto ma per la maggior parte del patrimonio quanto venduto lo sarà a cifre misere e le costruzioni non partiranno. Esiste già tanto di quell'invenduto da preoccupare seriamente...

Veniamo dall'esperienza del flop clamoroso del Piano Casa Lombardia. Non ci sono soldi, non c'è domanda e costruzioni pochissime.
Lo tzunami su cui puntava anche la giunta Cereda, non c'è stato.
L'edilizia è in una crisi nera, con un meno 25% e passa di minori cantieri (2010 rispetto al già critico 2009).

Nonostante questa situazione alla Bicamerale il disegno di legge è passato con l'approvazione o l'astensione di quasi tutti (verdi esclusi).

Via libera da quasi tutti pur di evitare o rimandare l’unica scelta vera: la razionalizzazione e riduzione dei costi pubblici: a Roma come in tutti i Comuni.
Sarà un flop che consente alla Lega di cantare vittoria: un pugno di foglie secche nelle mani.

Se ne rendono conto, oppure sperano davvero di continuare a spendere senza controlli ?

Il mondo alla rovescia del

Il mondo alla rovescia del nostro Sindaco

Nel Seicento usavano ed erano diffusi disegni e incisioni con il contadino su un trono, lo storpio con l’armatura, il cieco che cuce una stoffa, l’angelo che tampina una donzella procace, ecc. Erano serie quasi tutte intitolate “Il mondo alla Rovescia”; diffuse in particolare nel bolognese, per quanto ricordo.

Cereda se ne esce in questi giorni con affermazioni del tipo (blog del Comune):
“il Comune imprenditore (maiuscole e minuscole le ho invertite io; un evidente lapsus calami) è quello che, nel limite delle sue competenze, favorisce chi vuol fare impresa, non il Comune che si sostituisce al privato e fa operazioni comunque a rischio imprenditoriale.”

Il Sindaco Cereda è informato che è operante una ASB S.p.A. Azienda Speciale Buccinasco, controllata dal Comune proprio per attivare attività imprenditoriali che consentano di prestare servizi e fare reddito (e invece perde 400.000 euro l’anno) ?

Abbiamo impiegato dieci anni nel nostro paese a privatizzare il panettone, le aziende tessili, la chimica pubbliche, le Poste; riuscendo a chiudere un fiume di perdite.
Sono passati trent’anni ed adesso viene fuori che il privato è meglio a prescindere, quale che sia il costo ?
Un mondo alla rovescia, appunto.

Il Comune deve ricercare sempre l’efficienza; se riesce ad esserlo direttamente tanto meglio. Se è più efficiente e valido il privato, tanto di guadagnato.
Se chi amministra si sente inadeguato a fare impresa, lasci pure ad altri l’incarico e smetta di recar danni.

La questione viene fuori anche con l’appalto del verde, che potrebbe essere gestito da ASB, in una regolare gara d’appalto, se riesce ad essere competitiva, magari facendo risparmiare alla collettività e realizzando un servizio migliore. Non se ne fa nulla.

Adesso salta fuori un affitto di terreno per 1.000 euro al mese, da dare a un privato per 40 anni (poi ridotti a 18 per decenza)… e dice per giustificarsi che a prescindere non è il Comune che deve fare impresa ?.
Questa non è “sussidiarietà” (l’iniziativa della Comunità che integra i servizi di natura pubblica). Questo è sperpero di risorse e beni pubblici che finiscono in reddito a pseudo imprenditori addentro nel “sistema”.
Rinunciare ad essere competitivi e prendere per buono a prescindere il privato, lo ripetiamo: E’ SPEPERO.
Ne più ne meno se la situazione fosse invertita come è ASB: azienda del Comune, mal gestita che perde fior di quattrini.
Per risolvere il problema la vogliono liquidare....
Incapacità di fare, di ben fare, di gestire i danari dei Cittadini.

ALLARME ALLARME il dottor

ALLARME ALLARME
il dottor Cereda promette una sorpresa per i cittadini di Buccinasco, l'ultima volta era un gigantesco boiler di un colore che a Milano ha precisi riferimenti agli stravizzi alcoolici.

Lotta all’evasione:

Lotta all’evasione: Tremonti propone la cosa giusta, ma resta solo, anche dentro la maggioranza.

Sulla tracciabilità Tremonti si corregge di suo (complimenti) e la ripropone (cosa non usuale in politica, da sottolineare)
Visco aveva posto il limite a 1.000 euro;. Tremonti lo propone a 3.000.
Secondo la Repubblica di oggi Berlusconi sarebbe contrario disponibile al massimo a porla a 10.000 euro.
(molto poco rispetto al limite odierno di 12.500: ricordate gli 80 circolari da 11mila e rotti di pagamento in nero dell’immobile “Scaiola” vista Colosseo ? fatti appunto per star sotto il limite della tracciabilità).

Sempre secondo Repubblica ci si sarebbe accordati a 7.000 euro.

Fosse vero, sarebbe un compromesso molto al ribasso, perché è lì che si fa oltre il 25% della evasione (45.000 miliardi l’anno: il doppio dei tagli da fare per rispettare i limiti UE sul disavanzo).

Sorprende che la minoranza (e il PD) resti ancora muta su questa lotta all’evasione.
Il PD sembra ancora condizionato dall’effetto elettorale della legge Visco; spera che adesso giochi a suo favore ?
Se Tremonti e il suo Governo finisce per adeguarsi rettificando quasi solo le uscite, vi saranno soprattutto tagli e pagheranno sempre i più poveri, quelli che già più sentono gli effetti di questa crisi.
Gli evasori andranno avanti a guadagnare alle spalle del piccolo contribuente, di chi lavora e paga le tasse.

Chi fa opposizione potrà protestare per la politica del Governo denunciare l’iniquità della manovra; ma perché non proporre in positivo la lotta al nero sostenendo una legge del suo precedente Governo ?
Tremonti sarebbe meno solo e forse si otterrebbe di più nella lotta all’evasione.
Non vorrei che si stesse praticando la politica del tanto peggio tanto meglio: non è tempo per giochni del genere.

Ecco la lista dei possibili

Ecco la lista dei possibili interventi, da due giornalisti che mediamente sono bene informati:
http://www.corriere.it/politica/10_maggio_24/tagli-alla-spesa-pubblica_a...

Mi sembra che tocchi tutti, dai grossi ai piccoli, dai dipendenti agli autonomi.
Come sempre, chi è in regola ci perderà poco (blocco degli aumenti salariali per 3 anni, che poi comunque andranno riconosciuti con gli arretrati).
Ci perderà molto chi si vedrà togliere il 10% su stipendi da centinaia di migliaia di euro (grossi manager pubblici), oppure chi dovrà iniziare a emettere fatture, che costituiranno base imponibile tassabile. Oppure i partiti, che perderebbero addirittura metà del rimborso elettorale.
Bravo Tremonti, avanti così.
Berlusconi sarà all'altezza del suo ministro?
Da quanto leggo, sembra si stia già impegnando per annacquare tutto.
Sarei impressionato dal vedere l'opposizione che sostiene un ministro serio, ancorché avversario.
Proprio come a Milano settori di PD e sinistra hanno sostenuto i provvedimenti antitraffico della Moratti contro il PDL.
Questo sarebbe fare gli interessi della comunità, fare politica in modo nuovo e non ideologico, guadagnandosi il rispetto delle persone serie.

Molto lontani

Molto lontani dall'efficienza pubblica dei Paesi (nostri competitor sull'export nel mercato modiale); quanto si sta realizzando ne è la dimostrazione.
La tracciabilità si chiuderebbe con un compromesso a 5.000 euro: almeno il 90% dei compensi che i privati cittadini pagano a professionisti e artigiani è inferiore a questo importo e finirà in gran parte, come ora, nella marea nera esentasse.
La stangata sulla scuola (ancora) e ai dipendenti pubblici, ma senza "macelleria sociale" (col che credo si vorrebbe intendere senza licenziamenti).

Mi viene da raccontare cosa ha comunicato ieri (udito oggi a radio24) il neo primo ministro inglese Cameron: un piano di riduzione di 350.000 dipendenti pubblici (160 miliardi di sterline annue di risparmi).
Un piano che richiederà anni ed un investimento importante in outplacement: riqualificazione professionale, aggiornamento, lavoro sull'autostima, incentivazione alle aziende private che assumono: nessuno o quasi starà a casa, neppure un giorno.
Nessuna macelleria sociale ma la trasformazione di una occupazione esuberante, un costo per il sistema, che diviene lavoro produttivo che genera ricchezza.
Posso affermarlo perché conosco e ho studiato un piano ancora più straordinario che in GB ha riguardato negli anni Ottanta 800.000 dipendenti pubblici.

Quando mai noi, in Italia, saremo in grado di coniugare l'efficienza della Pubblica Amministrazione e il pieno rispetto, la tutela della dignità e dei diritti del Cittadino, di chi vive di lavoro ?
Abbiamo un Governo conservatore e liberare (così si dichiara), come quello odierno inglese (che una settimana dopo le elezioni rende pubblico un progetto di quel peso).
Quando la nostra politica smetterà di considerare il "posto pubblico" parte di un voto di scambio, di una collocazione per gli "amici" (cosa importa poi dei costi che ne derivano per il Paese ?).

Per finire una nota che ha effetti su casa nostra.
I Comuni dovranno trovare risorse andando a cercare gli evasori di Buccinasco; potranno trattenere il 33% del recuperato.
Una bella sfida per il nostro Comune. Andranno a mordere sui piccoli redditi piuttosto che sui grandi, o viceversa ?

Povero Paese mio. Ne parlo

Povero Paese mio.

Ne parlo da almeno due anni di una crisi insostenibile per il nostro Paese; posso dirlo e non me ne vanto La funzione di Cassandra non mi si addice; nella mia attività di imprenditore sono portato da sempre a vedere i problemi, meglio se antivedere, per coglierne la soluzione, dalla parte della sfida per lo sviluppo.

Da almeno dieci anni noi in Italia avremmo bisogno di una gestione unitaria. Non perdonerò mai a Prodi di aver scelto la sfida di un Governo risicato e zoppo quando la soluzione poteva essere, l’unica giusta, poteva essere una gestione unitaria che prendesse per le corna i nostri problemi e li affrontasse con un respiro decennale.

Abbiamo un macigno di debito pubblico che ogni anno ci costa 70 miliardi di euro fra interessi e capitale (e tocchiamo ferro che i tassi non si alzino); oltre a ciò dobbiamo investire per rinnovare e sostenere l’industria e l’esportazione. Dobbiamo ancora investire per riorganizzare e rendere efficiente la pubblica amministrazione e gli enti statali incartapecoriti e costosissimi (INPS, Sanità, INAIL, ecc.); senza questi risparmi le tasse non calano e la competitività del Paese perde ogni giorno posizioni.

Si sta approntando una manovra che dovrebbe comporsi di 20 miliardi di aggiustamenti “strutturali”: che significa tagli nelle spese o aumenti delle entrate che durano nel tempo, non spot.
Il ministro delle finanze lo sta chiedendo in tutti i modi, sta pregando che lo si ascolti.
La medicina è amara, amara per tutti, per i Cittadini ma soprattutto per i politici: questi non vogliono il rigore che hanno in passato sprezzato, che rischia di far perdere i voti delle categorie diffuse ove più si evade; delle categorie che si aspettano il miracolo e devono far i conti con una realtà amara che durerà diversi anni.
Non vogliono che si riducano le possibilità di fare affari con la spesa pubblica e danno per il Paese.

Da questa situazione escono aggiustamenti strutturali molto modesti, nell’ordine di qualche miliardo: una ventina di questi sono spot (come il condono dell’edilizia (ennesimo), il blocco agli stipendi pubblici per qualche anno, ecc.).
Un pannicello caldo su una gamba di legno.

Avrebbe ragione Casini: ci vuole un Governo nazionale e concorde (come l’Italia ebbe nei primi tre anni dopo la Liberazione); un Governo che duri almeno due o forse tre legislature (come in Germania nel suo tragico primo dopoguerra)

E invece si continua, ciascuno a far la sua recita di posizione: dall’una come dall’altra parte, mentre la casa brucia.
Tristi i ministeri che protestano con Tremonti, che tirano ciascuno per la sua parte, a sostituire le riforme strutturali con risparmi di spesa che finiscono in una stagione. Con i Sindacati che fanno la loro recita, ecc. Gli imprenditori che assistono basiti a questo sfascio.
I Cittadini,il Paese, che non trovano una linea politica nella quale riporre fiducia.

Dove andrai a finire così, sfortunato Paese mio ?

Per finire (ma non siamo

Per finire (ma non siamo alla fine): stiamo partendo male.

Una ultima riflessione per chiudere un discorso, che ha carattere generale e riguarda il Paese, più che Buccinasco.
Ciò che è stato deciso non è negativo e doveva essere fatto.
Ci si è arrivati all’ultimo momento, pressati dagli eventi, con anni di ritardo, senza programmare gli interventi: decisioni affrettate.
In queste condizioni le decisioni potevano cambiare poco: di strutturale, di metodico c’è quasi nulla.
Adesso tagli temporanei che esauriscono il loro effetto in un anno o due.
Siccome si può pacificamente escludere che in queste condizioni negli anni prossimi possa aversi una ripresa delle esportazioni e della economia, bisogna studiare inevitabili tagli della spesa. Programmarli adesso, se non si vuole ripetere una sceneggiata poco decorosa per chi ci governa: nuove improvvisate che colpiranno i più deboli, inevitabilmente.
La macchina dello Stato con questi provvedimenti migliora di poco o nulla, il suo peso (una grande palla di piombo) continuerà a gravare sulle spalle della produttività del sistema Paese.
Il “risparmio” nel numero dei dipendenti pubblici con tre anni di blocco al turn over sarà consistente, ma a scapito dell’efficienza: se ne andranno i pensionati oppure quelli più dotati di sicurezza in se stessi, i più capaci. Resteranno i meno dinamici, con una inevitabile caduta di motivazione e senso di appartenenza (già su livelli men che mediocri).

Tutti a criticare perché non vi sono interventi strutturali: nessuno che ha il coraggio di dire quali.
Fermarsi alla constatazione critica è parziale e facile: si deve avere il coraggio di guardare in faccia alla realtà e capire cosa si potrebbe fare.
Nessuno lo dice,si ha quasi paura di dire quali potrebbero essere gli interventi “strutturali”: proviamo a individuare alcune macroaree.
Uno: INPS e INAIL: si devono togliere dalla condizione di monopolio inefficiente (costosissimo) e trasformati gradualmente in sistema misto e competitivo: spazi alle assicurazioni private e competitività piena con il sistema pubblico. Deve rimanere, ma dovendo competere. L’effetto ? a parità di prestazioni il costo si riduce di diversi punti, generando maggiore competitività per le imprese, maggiori disponibilità per chi lavora.
Due: processo di razionalizzazione degli uffici pubblici, centrali e periferici, con piani di outplacement di medio periodo avendo l’obiettivo di evitare periodi di inattività. Lavoro immane in termini progettuali e di realizzazione. I risultati in termini di efficienza del Paese sono notevoli. Aumenterà il rapporto popolazione/occupati, oggi uno dei più bassi d’Europa: uno spreco della capacità lavorativa; questa deve assolutamente aumentare perché il sistema pensionistico regga.
Tre: La sanità pubblica deve rendersi competitiva, rendendo autonome le singole unità sanitarie, la assicurazione malattia che diviene un sistema misto pubblico/privato. Tutte le strutture (private o pubbliche) in competizione le une con le altre, per proporre alle assicurazioni le condizioni più valide in termini di qualità ed economicità: di efficienza (La Regione che gestisce la Sanità è un residuo di statalismo drammaticamente inefficiente).

Può sembrare addirittura brutale questo discorso.
Non se ne parla ma qui sta la nostra crisi; a regime potremmo recuperare 50 miliardi l’anno e ridiventare efficienti come negli anni Sessanta.
Non voltiamo la testa dall’altra parte: non possiamo.
Affrontiamole per tempo se vogliamo dare un futuro decente ai nostri figli, al nostro Paese.

Non se ne parla nella

Non se ne parla nella manovra, ma è il problema numero uno.

Tutti chiedono e sottolineano l’importanza di manovre strutturali: di risparmi sulla spesa pubblica che non si limitino a uno o due anni, che siano definitivi e migliorino l’efficienza.
Naturalmente “questo è il problema”: parafrasando Amleto “essere o non essere un Paese efficiente”.
Questo è il problema e la manovra Tremonti lo sfiora appena.
L’impressione è che si speri nei due anni in una ripresa “miracolosa” dell’economia, delle esportazioni; si potrà continuare a spendere, a sprecare i soldi dei cittadini.
Incoscienza pura: primo, perché anche se fosse i problemi resterebbero tutti; inoltre una ripresa significativa non ci sarà; in queste condizioni e molto probabile che si continui a scendere nell’export, la domanda interna starà inevitabilmente ferma.

Quasi nessuno riprende e commenta la decisione che ha l’effetto più pesante sul piano dei risparmi: non rinnovo del turn over per tre anni: non si riassume per sostituire chi lascia, che vada in pensione o per altre ragioni (da 300.000 a 400.000 occupati in meno).
Siccome è indolore sul piano sociale, nessuno si lamenta. Qualche giornale nel riassumere la manovra, non la cita neppure (Italiaoggi).

Senza riorganizzare la macchina dello Stato questa sarà la vera macelleria. 3 milioni di personale sfiduciato e mal pagato, nel disinteresse di chi dovrebbe averne cura: di chi ci governa, di chi ci rappresenta in parlamento.

Sugli occupati bisognerebbe in effetti intervenire per rendere efficiente e far produrre più e meglio servizi, con personale riqualificato, preparato, motivato, orgoglioso del ruolo che ricopre; sarebbe necessario un turn over consistente, con un progetto di outplacement avanzato, per gli esuberi.

Questa sarebbe una manovra strutturale; non l’unica, ma certamente il problema numero uno (nel silenzio quasi totale).

Proposta della minoranza per

Proposta della minoranza per ridurre i costi della politica locale.

Mentre la maggioranza al riguardo tace, salvo lamentarsi con il Governo (il suo!) per i tagli programmati dalla finanziaria; mentre prosegue nella spesa senza significativi interventi al ribasso, "rispettando" il bilancio preventivo 2010 (approvato prima della crisi dell'euro); mentre si procede così con una minoranza finora silente tanto da apparire basita, incapace di elaborare un progetto alternativo, finalmente qualcosa si vede.

Nulla di eclatante, intendiamoci; la minoranza ci ragiona su e alla fine partorisce un progettino. Dalla montagna dei costi della nostra amministrazione, viene partorito un topolino.

Presenta un progetto che riduce i costi della politica (anticipando di un paio d'anni un taglio già previsto): la riduzione da 7 a 5 degli assessori (che costano ciascuno 1.000 euro mese o giù di lì).
Su un bilancio che spende circa 30 milioni l'anno, 24 mila euro non sono neppure l'uno per mille. Diciamo che non è neppure un progetto; è una proposta di riduzione della spesa dal significato simbolico che colpisce solamente (e intende mettere in difficoltà) la maggioranza.
Speriamo che venga approvata, ma per favore non pigliamo in giro i Cittadini.

La minoranza,e la maggioranza, insieme, dovrebbero prendere in mano i capitoli di spesa del bilancio e proporre adesso (non in commissione, quasi in silenzio, senza parlarne e senza pubblicare nulla fino alla discussione in Consiglio), adesso proporre e far mettere ai voti tagli di spesa ben più incisivi e razionali.
Il Comune deve risparmiare almeno 3 milioni e deve darsi da fare per recuperare tasse evase, individuando già ora dove e come agire (smettendo di cercare entrate con il consumo del territorio).

Mettiamoci di buona lena, la falce in mano, a sfrondare spese inessenziali o inutili, sprechi e "aiuti" a chi ha già abbastanza se non molto.
Mettetevi in testa che la politica che dobbiamo, che dovete fare, non è più quella di spendere, ma di lesinare, di tirare la cinghia; di oculata gestione delle risorse.
Non per un anno; probabilmente neppure un decennio basterà.
Chi questa politica non vuole o non si sente in grado di fare, smetta di far danni e tolga il disturbo. Prima possibile.

L'ultimo intervento di Rino

L'ultimo intervento di Rino Pruiti è stato rimosso a causa del turpiloquio e tono inaccettabile verso Luigi Saccavini.

Turpiloquio? Tono

Turpiloquio? Tono inaccettabile. Non fatemi ridere per favore. Chi offende e non ha rispetto è Saccavini, basta leggere quello che ha scritto. Mentre invece la mia risposta viene censurata...

Capisco, credo che accetterò il consiglio che mi è stato dato anche ieri sera da saggi amici e amiche che stimo, lascerò perdere e ignorerò quello che scrive.

Ovviamente, parlando lui a nome di Sb sul sito di Sb, dovrò comportarmi allo stesso modo con Sb

Saluti

Rino Pruiti

Esprimi una valutazione

Esprimi una valutazione politica ad un politico di mestiere e fai emergere una carenza nella sua azione ? ti devi fare una grande scorta di pazienza.
Gli generi una irritazione come il fuoco di santantonio; cerca di espellerti aggredendo, offendendo.
L'obiettivo che si pone è zittirti, anche superando i limiti del vivere civile.

Per farlo usa uno strumento vecchio e spuntato, ma che una sua efficacia verso chi legge la mantiene: la decontestualizzazione: capisce ciò che gli fa comodo di capire, così crea l'obiettivo su cui "bastonare".

Nel caso ciò che è in ballo sono le decisioni del Governo di tagliare pesantemente i "trasferimenti" agli enti locali (soldi nostri versati in forme e con tasse diverse); chiedendo, obbligandoli a spendere meno. Chiunque legge lo capisce chiaramente.
Il nostro "politico” fa finta di non capire e spara. A vanvera, ma spara.

Sul merito, SUL MERITO, la politica locale finora ha visto la maggioranza reagire così: consegnare la fascia tricolore al Prefetto, rinunciando (per gioco) ad esercitare il potere. Chiede che i soldi non calino; che si modifichi la legge europea di difesa dell’euro. Il Sindaco è arrivato a elencare sul blog i "risparmi" (le maggiori spese evitate)che dice di aver fatto:
la minoranza, SUL MERITO (compreso il "politico”): ……………………......................................................................................
mi sarò perso qualcosa: l'unica proposta che riduce i costi della amministrazione è quella sopra.
Su ciò che fa e sostiene la maggioranza è silente, basita: non sa che dire. non una posizione critica, non una richiesta esplicita di soldi al Governo. Non mi sembra che in Consiglio si sia SUL MERITO chiesta o votata una delibera: contro il Governo o di riduzione della spesa.

Il "politico” oltretutto non si accorge che sta clamorosamente sbagliando.
Fa politica da enne anni ed ha un consenso che può misurarsi da solo: lo misuri e rifletta.
Il confronto con il Cittadino Mario Rossi che si chiede e gli chiede: "che differenza c'è fra la tua politica e quella della maggioranza sui tagli alla spesa decisi dal Governo ?"; "sui tagli alla spesa non ho visto e non ho capito cosa state facendo, cosa state proponendo, sembrate fermi; silenti e basiti."

Invece di cogliere un assist rispondendo in positivo, ragionando e proponendo una posizione sul merito, SUL MERITO (diversa od eguale alla maggioranza, come crede), risponde come sopra.
Forse così ritiene di aumentare il suo consenso...
Siamo in un paese libero e ciascuno ha la libertà di sbagliare la sua “politica”.
Poi può anche insultare come un bambino che piange colto in fallo dalla mamma.
Non gli è consentito zittire chi esprime una critica ragionata; se la sua reazione è il fuoco di santantonio dovrà farsene una ragione perché chi scrive, cultore del dubbio e disposto a cambiare parere quasi ogni momento, lo fa solo a ragion veduta: RAGION VEDUTA.
Lasci stare insulti ed offese: non gli danno consenso; più probabilmente ne perde e non è che ne abbondi.

Vedo solo ora che il pezzo

Vedo solo ora che il pezzo in questione del "politico" è stato tolto per decenza.
E' un errore lamentarsene: gli si è fatto un favore; personalmente lo avrei lasciato.

Gli sbagli, quando rimangono e restano visibili, istruiscono e aiutano a migliorarsi.

Come spende la Politica: un

Come spende la Politica: un caso esemplare.

Come si fa a consumare danaro dei Contribuenti progettando ed eseguendo spese a pezzettini. Quando è finito uno, manca il resto e si deve stanziare altro, ecc. In questo modo si decidono spese il cui conto finale diventa poi spropositato.

L’argomento è gradevole e intrigante: far decollare il Naviglio come via di comunicazione per trasporto pubblico verso Milano e viceversa.
Meno inquinamento, meno traffico stradale, più collegamenti, ecc. Bello.

Meccanismi di contributi regionali (sempre soldi nostri) e altre spese consentono a Buccinasco di far parte della compagine che finanzia il progetto e realizza anche una stazione, una fermata entro i pochi metri di Naviglio del nostro comune. Molto bene, da approvare.

Nel progettare, pensa un Cittadino (comune, non un ingegnere di idraulica del territorio) avranno considerato tutto. A cominciare dagli argini: che sono la struttura più delicata di un canale reso navigabile perché il moto ondoso generato dai natanti li degrada velocemente. Fra i politici e manager locali (di ieri, di oggi o di domani), regionali, gli enti consortili delle acque, e di che altro, ce ne sarà stato uno che abbia fatto presente del problema ?
Sembra di no. Si è stanziato per i traghetti, per gli attracchi (anche a Buccinasco), si è inaugurato. Tutto bene tutti bravi.

Si inaugura e il presidente del consorzio Navigli Lombardi (Regione Enti e Comuni, una struttura che amministra un progetto da 138 milioni) se ne viene papale papale con il problema:le sponde sono degradate (125 km complessivi!) e bisogna sistemarle; non tocca a noi (non abbiamo soldi ?) ma al Consorzio Est Ticino Villoresi…..
Quindi dopo l’inaugurazione, il taglio del nastro con le foto e gli articoli, tutto sarà come prima fintanto che non saranno rifatte le sponde.

Chiunque può capire che un conto sono sponde per barchette a remi o qualche transito annuale a bassa velocità; altra musica se si pensa ad un canale di trasporto pubblico che abbia senso.
Ripetiamo: ci sarà stato qualcuno fra manager politici e politici amministratori che in sede di progetto abbia posto la questione ?
A pensar male si saranno detti: adesso facciamo questo che i soldi ci sono; se chiediamo anche i milioni per rifare le sponde finisce che non passa (tanto a pagare poi sono i Contribuenti..) .

Avanti a spendere... Oltre

Avanti a spendere...

Oltre all’appalto del verde di cui noi ci interessiamo da quando nel 2008 è stato revocata dal TAR l’assegnazione originaria: 500.000 euro, la nostra Comunità (noi, con i nostri soldi) spende altri 250.000 per attività complementari: ”conservazione patrimonio aree verdi naturalistiche – pulizia parchi e rogge”. Un lavoro quasi identico, diviso in due appalti distinti: arrivano insieme sul parchetto il dipendente della coop che taglia l'erba e il dipendente di quall'altra che raccoglie lo sporco e svuota i cestini....

Di quest’ultimo, aggiudicatario è un consorzio che a sua volta lo affida ad una sua cooperativa; dovrebbe trattarsi di cooperativa sociale tipo B, che offre lavoro a persone svantaggiate.
Questo incarico viene assegnato alla coop in questione il 16 12 2009.
Il 09 02 (si crede, dato il numero di protocollo: la delibera riporta una data futura). Si susseguono quindi le richieste del Comune alla Cooperativa perché esegua l’appalto e presenti il piano dei lavori, fino al 20 Aprile. Senza alcun esito.
Tanto che il 28 05 il Comune revoca l’appalto e lo affida ad altra coop. Nella stessa delibera però si determina di liquidare le fatture emesse dalla cooperativa estromessa….

Per carità, il lavoro eseguito va pagato.
Vanno pagati però anche i danni e le penali per un appalto che non sia stato eseguito e costringa il Comune alla revoca.
E’ norma in questi casi subordinare il saldo a riconoscimento avvenuto dei danni subiti.

Insomma la sensazione del Cittadino (che considera i danari nelle casse del comune come cosa propria da spendere con attenzione) vede ogni volta assumere spese e pagare da parte della amministrazione come se si trattasse di danari “pubblici” (nel significato “di nessuno”, come le panchine scassate di un parchetto di periferia).

Questo mentre il Comune non ha soldi: ce lo dice quasi ad ogni occasione….

Leggendo queste “determine” non viene in mente a nessuno di chiedere ad ASB S.p.A., società controllata dal comune per prestare opere e servizi per la Comunità: che stenda un progetto, partecipi alla gara, ecc. Che si interfacci quotidianamente con il Comune nella esecuzione, garantendo: lavoro ai Cittadini di Buccinasco, un servizio efficiente, un risparmio di spesa ?
(sempre sul presupposto che questa offerta sia competitiva in termini di qualità/costi)

Credo proprio che bisogni cambiare il modo di condurre la "politica".

Risparmiare nei costi ?

Risparmiare nei costi ? Finora non ne imbroccano una.

Le spese del nostro Comune finalmente vengono portate nel dibattito politico locale; a parlarne fino a ieri solo noi, in termini strutturali (la polemica politica sullo spreco quotidiano, lo ripetiamo a scanso di equivoci, è importante ma è altra cosa rispetto al programma di tagli che l'austerità della manovra 2010 richiede).

La Minoranza ha partorito il topolino con proposta di ridurre il numero di assessori: una proposta che sa di strumentale: riguarda solo la maggioranza e genera risparmi risibili.

Dopo reazioni inviperite contro la nostra critica se ne escono con una nuova e più corposa (si fa per dire): abolire ASB S.p.A., società di diritto privato a controllo pubblico, che esiste da anni: dovrebbe consentire al Comune di promuovere attività che generano reddito (come ente locale non lo può fare); chi ha amministrato in questi anni non è stato capace di cavare un ragno dal buco; non è stato in grado di avvalersene; ASB S.p.A. finora perde e basta (70.000 euro l’anno dicono, costi di personale e gestione).

Cosa propongono ora i partiti di Minoranza ? ASB S.p.A. perde ed allora chiudiamola.
Tanto, dicono: “…le ragioni per la quali era stata costituita L’ASB sono venute a cadere….” .
Insomma: ci dichiariamo incapaci di impostare un programma di lavoro che possa andar bene alla Comunità e generare reddito, tanto vale chiudere.

Da questo sito solo negli ultimi sei mesi abbiamo proposto che ASB S.p.A. partecipi al bando per la gestione del verde; partecipi al bando per la pulizia dei parchi e delle rogge.
Sono esempi di quanto si potrebbe fare di utile, disponendo di una società che fra l’altro consente di arbitrare fra proposte private dai costi sui quali non vi sono parametri di confronto precisi.
Chissà in quante altre occasioni ASB S.p.A. potrebbe utilmente generare un equilibrio di gestione facendo risparmiare alla Comunità.

La Maggioranza finora non è stata capace di proporre nulla. Addirittura il Sindaco teorizza che non compete al Comune fare impresa, che compete alla cosiddetta “sussidiarietà” (che “sussidia” meglio se non ci sono concorrenti o parametri di confronto…(un monopolio alla rovescia).
La Minoranza potrebbe ad esempio proporre: non siete capaci, fate solo perdere soldi, ebbene: mettetela in liquidazione finché non vinceremo le elezioni noi. Vi dimostreremo come e cosa si può meglio gestire.
No! Anche la Minoranza dichiara forfait e propone la cancellazione.
Per risparmiare 70.000 euro rinuncia ad uno strumento che dovrebbe e potrebbe essere di efficienza, generatore di ricavi e di risparmi (solo con la gestione del verde si potrebbero risparmiare centianaia di migliaia di euro).

Un bel risultato.
Vuoi vedere che la approvano alla unanimità che tutti insieme dichiarano la loro incapacità di essere proattivi e positivi ?

Si può dar di peggio ?
Dobbiamo attenderci altre proteste scandalizzate ?

Secondo me Luigi sei un po'

Secondo me Luigi sei un po' troppo "cattivo". A me l'ordine del giorno sulla ASB, esattamente come quello sul taglio degli assessori, mi sembra semplicemente una sorta di voluta provocazione da parte della minoranza (ordine del giorno che dubito verrà votato dalla maggioranza che ricordati governa e può decidere da sola...). E poi si parla sempre di esigenza di trasparenza. In fondo con questo Ordine del Giorno l'attuale minoranza ha detto concretamente che se tornerà maggioranza chiuderà l'ASB. Puoi essere d'accordo o no nel merito, ma a me le dichiarazioni pubbliche da parte dei nostri amministratori piacciono sempre.

Una mozione da porre all'odg

Una mozione da porre all'odg da parte di rappresentanti politici non dovrebbe avere il taglio di una provocazione (per la credibilità dei medesimi e della istituzione mi auguro che non sia così).

Fra la premessa e la conseguenza vedo un giusto nesso logico; le frasi non hanno nulla di forzato (come sarebbe se si volesse celiare invece che partecipare seriamente alla amministrazione).

Un orientamento comune fra maggioranza e opposizione sulla inutilità di ASB è già emerso in una precedente seduta di Consiglio... e non è improbabile una chiusura condivisa.

L'unica remora la Maggioranza potrebbe averla per la perdita di due / tre persone che cessano da un incarico, probabilmente scelte secondo criteri di appartenenza politica (cd spoil system).
Che la gestione attuale (Maggioranza) di ASB sia fallimentare è pacifico: non fanno nulla di significativo.

Fa rabbia che uno strumento di proficua gestione per il nostro Comune resti inutilizzato e finisca buttato nella spazzatura.
Non è un risparmio, non è la cessazione di uno spreco; è un danno. Come darsi una martellata sul dito.

Questo è il problema che emerge dalla non gestione di ASB.

Le cose fatte male, i danni per la Comunità, generano un moto di rifiuto istintivo; la denuncia è doverosa.

Denuncia che in questo caso è rivolta a tutti.
Spero che contribuisca ad un dibattito serio sulla giusta decisione da prendere e mi auguro che finiscano per rivitalizzarla; farne l'uso per la quale è stata posta in essere.

Avanti a spendere.... Lo so

Avanti a spendere....

Lo so che questo argomento sta diventando ripetitivo, ma questo è: il convento questo ci passa. Talvolta qualche iniziativa della Amministrazione può condividersi, non capita frequentemente ed in genere assume una caratteristica prevalentemente "comunicativa", da rèclame.
Il Sindaco puntualmente fa girare la velina con la sua dichiarazione (il "quote" si dice nel gergo degli uffici stampa).
Verrebbe voglia di esprimere un parere positivo, un plauso, ma ci pensa lui, anticipandosi.

Casualmente andiamo a spulciare le spese e nell'ultima seduta del 5 Luglio: ecco la Determina 712: "software per la certificazione anagrafica on line".
Il linguaggio è arduo: certificazione anagrafica è l’attività dell’ufficio Stato Civile: quello ove si va a chiedere e ritirare un certificato, a denunciare una modifica: con il termine certificazione si dovrebbe intendere la realizzazione di un certificato.
“on line” dovrebbe intendersi che questa realizzazione avviene “in linea”: cioè essendo un Cittadino collegato con l’ufficio Stato Civile, richiede e gli viene rilasciato il certificato che può scaricare sul PC servitogli per collegarsi e: salvarlo, stamparlo, inviarlo all’ufficio cui è destinato...
Se questa spiegazione corrisponde, la determina acquista un programma (un software) perché l’ufficio possa inoltrare a chi lo richiede “on line”, il certificato in tempo reale (subito).

Per capirci sulla spesa, due parole in generale sul costo di un programma (software) e sue variabili.
Il costo non è univoco: dipende da fattori diversi e fra questi: quanto tempo è richiesto per progettarlo e realizzarlo (giorni/programmatore) e quante volte il programma viene venduto.
E’ da tutti intuibile che un programma unico costa tantissimo; un programma venduto 100 volte costa un centesimo del primo prezzo; venduto 1000 volte, costa altrettanto meno, ecc.

Necessaria questa spiegazione perché il programma acquistato dal Comune ha queste caratteristiche:
Il fornitore: è società di rilievo primario a livello nazionale; servirà migliaia di enti locali;
Il programma: si compone molto probabilmente di componenti, di pezzi, già realizzati in altre applicazioni, con un assemblaggio che non richiede tempi biblici; infine la vendita sarà intuibilmente realizzata in migliaia di copie;
L’acquisto del Comune: la determina dichiara che il programma è di un unico produttore e non è possibile rivolgersi ad altri per realizzarlo;

Il costo ? 23.400 euro IVA compresa (non recuperabile).

Cosa si può dedurre ?
Escludendo ipotesi di altro tipo, deve essere stata acquistata la prima copia. Se il comune aspettava 6 mesi il costo sarebbe stato un’inezia… forse
Questa è solo una deduzione logica; le scelte informatiche capita spesso che sfuggano alla logica…..

Di spese assimilabili a questa, che fanno nascere domande, con punti interrogativi più o meno grandi, sapete quante ce ne sono ?…..

paolo basta ignorarlo come

paolo basta ignorarlo come fanno tutti a buccinasco

Fa male la verità, in certe

Fa male la verità, in certe situazioni.

Perché faccia male la verità deve colpirci nell'essenziale del nostro fare, nell'immagine che noi cerchiamo di costruire verso l'esterno.
Quest'ultimo aspetto, l'immagine verso l'esterno, è caro a ciascuno di noi; diviene nervo quanto mai sensibile in chi fa politica di mestiere.
Che nella nostra Comunità vi siano politici che utilizzano l'"ignorare" come strumento di allontanamento o perfino di lotta politica, lo vediamo tutti i giorni.

Questo aiuta a costruire l'identikit dell'anonimo; diciamo che si tratta di anonimo molto vicino alla “politica”, o persona che esegue un incarico che dalla “politica” promana.

Il quale neppure si sta accorgendo che non si rivolge ad un politico (né di mestiere, né in prestito): si rivolge ad un Cittadino che affronta e dibatte le questioni che interessano la Comunità.

Rifiutare il confronto sulle cose, evitando le offese e ragionando sul merito, è un sintomo evidente che quanto indicato colpisce nel segno.
Non solo. Rifiutare il confronto autorizza a ritenere che l’anonimo (o il politico suo mandante), non ha ancora percepito che deve cambiare, e profondamente, la politica mestierante di ieri e di oggi.

Questo pensare ed agire caro “anonimo” oggi è l'immagine negativa, superata del fare politica.
Poi non lamentarti che i Cittadini (quelli che credo definirai “la gente”, indifferenziata da manovrare a tuo piacimento) stiano lontani dalla “politica”: dalla politica come tu perseveri nel praticare.

Uno sprone ad insistere, a proseguire: c’è ancora molto da fare per la nostra Comunità.

Sempre di sprechi si

Sempre di sprechi si tratta...

Ci informa il sito di Pruiti di una lettera/interrogazione rivolta al Sindaco e alla sua amministrazione, ma inviata anche alla Corte dei Conti, nella quale si illustrano modalità e combinazioni "curiose" di spesa: rinnovi e nuovi giochi nei parchi, che la terminologia burocratica definisce "installazioni ludiche".

Ci era sfuggita questa coppia di determine della prima metà di giugno; il dettaglio ognuno può andare a leggerselo; le decisioni potranno formalmente corrispondere a regolamenti e non ravvisarsi quindi fattispecie di irregolarità.
E' diventata brava la politica nel rispetto formale delle regole, nel percorrere lo slalom che consente di evitare l'inciampo. Salvo errori marchiani, da ritenere poco probabili, finirà in nulla sul piano giuridico legale.
La politica politicante ne ricaverà argomenti per la reciproca denuncia di torto/ragione.
Poniamo che sul piano formale le decisioni corrispondano alle norme.
La sostanza resta: hanno agito con la cura del buon padre di famiglia o hanno sprecato i nostri soldi ? E' questo che a noi in particolare interessa.

Guardiamo allora alla scelta fatta.

Si decide la spesa di 50.000 euro complessivi per sostituzione e nuovi giochi da parco (asilo via dei Mille, via Morandi, parco Mortisia), IVA compresa.
Dice l’amministrazione in una delle premesse che l’anno precedente il medesimo fornitore aveva eseguito analoghe opere, sempre giochi da rinnovare.
L’appalto è stato suddiviso in due distinte delibere ciascuna con ambiti ed importi inferiori al massimo, oltre il quale è obbligata una gara.
I preventivi sono stati presentati dal fornitore una quindicina di giorni prima: presi per buoni e approvati.

Chiunque avesse dovuto realizzare qualcosa del genere a casa propria, si sarebbe dotato di cataloghi, avrebbe investigato su internet e chiesto diversi preventivi. Avrebbe prestato attenzione alle caratteristiche di sicurezza e solidità; avrebbe richiesto una garanzia di durata e sugli eventuali meccanismi per manutenzioni ordinarie o straordinarie.
Con 50.000 euro di fatturato vuoi vedere che i preventivi sarebbero fioccati, stando bene attenti al prezzo se si voleva ottenere il lavoro ?
Quindi in base alla analisi accurata si decideva la spesa nel migliore mix: prezzo-qualità-durata.

Ai Cittadini importa che i loro soldi siano gestiti così: che chi amministra impieghi con cura, nell’interesse della Comunità i danari che con le tasse versate arrivano al Comune.
L’aspetto formale ci importa un po’ meno; che sia formalmente giusto non li salva. Da quanto appare hanno deciso una spesa “a spanna” e senza la dovuta cura.
Ai Cittadini interessa la sostanza; questo modo di fare lascia intendere spese inappropriate a nostro danno.

Monopolio “liberale”

Monopolio “liberale” …..parliamo di ATM.

Contraddizione in termini dice subito uno studente liceale al primo anno.
Già ente comunale, diventato società pubblica ma di diritto privato, gestisce in regime di concessione (di sostanziale monopolio) le linee urbane, le ferrovie Nord e altro. Fattura 900 milioni di euro e distribuisce utili (ai soci pubblici) per 5 milioni, dopo averne persi 11 in svalutazioni di investimenti finanziari vari (ultimo dato 2008).

Il Sindaco ci illustra sul blog quali sono le condizioni con cui l’ATM offre il trasporto ai Comuni viciniori (testualmente):

“stabilisce un costo kilometrico che si basa sul costo variabile e sul recupero della quota parte dei costi fissi, quindi moltiplica il percorso aggiuntivo (800 metri nel nostro caso) per le volte che viene fatto (quindi per il numero di corse), il totale kilometrico x il costo a kilometro dà il prezzo.

Questo meccanismo di calcolo porta a stabilire che se il capolinea 47 lo si sposta di qualche centinaio di metri facendolo fermare in Esselunga, al nostro Comune vengono chiesti 100.000 euro (!).

Siamo in un paese di tardo, tardissimo nazionalismo, quasi da economia pianificata (ex URSS per intenderci)…
ATM grazie alla “concessione” agisce in condizioni monopolistiche di fatto. Ciò che viene riversato sul prezzo di quelli che il Sindaco definisce “costi fissi” in queste condizioni viene definito a tavolino ed al di fuori di ogni riflesso dal mercato.
Dentro qui ci possono stare condizioni di inefficienza e sovraspese a volontà: ATM aumenta i "costi fissi". Comuni limitrofi e Cittadini pagano; l’ATM fa utili.
In totale mancanza di competitività, senza nessun condizionamento: nessuna spinta del mercato verso la razionalizzazione e il controllo dei costi.

I costi li paga il Cittadino “Pantalone”.
Del quale, nella sua qualità di utente dei trasporti: “chissenefrega” ….
Una delle enne dimostrazioni che vanno a formare l’inefficienza della macchina pubblica, nazionale, regionale, locale.
Dice ancora il Sindaco:

“Ce ne sarebbe da scrivere, però, da liberalisti, dobbiamo accettare le regole dell'economia, soprattutto in un periodo come questo.”

Da Cittadini liberali, da democratici caro Sindaco queste non sono “regole dell’economia” bensì i pessimi frutti di un metodo vetero statalista che fa pagare le sue inefficienze alla Comunità.
Altro che accettarle: c'è da ribellarsi perché cambino le regole, "soprattutto in questo periodo"!

Sarebbe il caso che su questo tema si apra un dibattito pubblico e si lavori per il superamento di una condizione di minorità, di quasi schiavitù: “mangia questa minestra e basta. Non ti piace, arrangiati!”.

Non ce la faremo e saranno

Non ce la faremo e saranno guai seri, se andiamo avanti così.

Dopo la crisi della Grecia e con l’euro sotto attacco Tremonti va con Berlusconi a Berlino.
Si impegnano entrambi ad una manovra correttiva di quest’anno che riduca il deficit. Siamo ad Aprile.
Tremonti la prende seriamente ed arriva a ripristinare la tracciabilità dei pagamenti per ridurre l’evasione, obbliga a ridurre i costi dello Stato tagliando un po’ dappertutto, bloccando il turn over dei dipendenti pubblici per tre anni e riducendo il trasferimento alla regioni.
Criticabilissima perché vi è ben poco di strutturale in questa manovra. Tuttavia tagliare i costi nella P.A. fa male a tutti.
Che vi sia un amministratore pubblico che abbia detto: “c’è da tagliare nell’interesse del Paese, bisogna fare sacrifici, ok farò il possibile e se posso anche di più” ? Io non l’ho sentito né visto.
Tutti a piangere che sono senza soldi; tutti già eccelsi nel risparmiare... (con decine di scandali alla settimana che vanno sui giornali, tutti che riguardano trucchi e imblogli a danno dello Stato, cioè dei contribuenti)

Perché in una azienda privata che registra un calo di fatturato del 30% (nel 2009 sono la maggioranza) la gestione interviene di corsa a ridurre le spese e se non lo fa salta per aria, mentre la P.A. non è capace di esprimere e trasmettere la medesima urgenza sui sacrifici ?

Arriviamo a Luglio. Stiamo andando verso una manovra molto annacquata e sempre più virtuale:
La tracciabilità dei pagamenti parte da 7.000 euro: tanto varrebbe lasciarla perdere.
Viene reintrodotta l’ICI (la chiamano diversamente ma è questo in sostanza). In pratica lo Stato trasferirà meno ai Comuni, ma questi sono autorizzati a tassare. La spesa pubblica totale finirà per non ridursi di un euro e rischierà a conti fatti di aumentare.
Ho perfino trovato un intervento dell’ex ministro Visco che teorizza la reintroduzione dell’ICI (vedere su www.lavoce.info): insomma il sistema dei partiti quando si tratta di soldi per la P.A. diventa bi-partisan…. Pur di mantenere i forzieri pieni le inventano tutte.
Con il governo che un giorno si e uno no parla di uscita dalla crisi, allo scopo di rendere sopportabile la situazione a chi la crisi la subisce davvero sulla sua pelle.

Il risultato: il nostro Comune potrà andare avanti con le spese come fa ora, spese che qui commentiamo quasi ogni giorno (a quanto dicono, sarebbe uno dei “virtuosi”…; immaginiamoci il resto).
Con il debito del Paese e l’economia che non tira (non illudiamoci, non tirerà per almeno 5 anni), siamo attaccati su una cengia di 10 centimetri e sotto un vuoto di mille metri: vogliamo capirlo e metterci mano, in cordata tutti quanti e tutti insieme, di buona lena ?

Avanti ancora a

Avanti ancora a spendere………

poi sulla utilità funzionale si vedrà.
Siamo sempre sulla richiesta ed erogazione dei certificati dell'anagrafe a mezzo web.

Più sopra, il sette luglio abbiamo commentato la delibera di spesa per oltre 23.000 euro destinati all'acquisto del programma, di un programma standard edito in chissà quante migliaia di copie.

Dieci giorni dopo ne spendiamo altri 21.000 (iva compresa) perché abbiamo deciso di buttare nel cestino l'archivio dello stato civile (ma anche realizzare il rilascio delle pratiche edilizie on demand), de-materializzandolo, cioè trasferendo il tutto su memoria magnetica che può essere messa in linea, a disposizione del Cittadino.

Per le pratiche edili si potrà prsumere entro breve un impiego di qualche consistenza, trattando con professionisti; rimane di ardua comprensione tutta questa fretta sulla erogazione on line dei certificati dell'anagrafe.
Quanti saranno i cittadini che ora (adesso!) hanno una sufficiente familiarità per avvalersene ?

L'amministrazione finora non applica le norme ministeriali sulla PEC, non effettua formazione e informazione di alcun tipo. Mentre è sconosciuto a tutti come e cosa si potrà avere, investe per realizzare il rilascio del certificato di famiglia on line.
Forse una analisi organizzativa sulle priorità l'avranno fatta e mi sfugge qualcosa...

Mi viene in mente quel tizio che ha i soldi e compera una Ferrari, pagando il sovrapprezzo per averla subito evitando la prenotazione.
Alla patente ci pensa dopo..., essendo quasi sordo e orbo di un occhio.

Ma la nostra amministrazione non si lamenta dei soldi che non ci sono ?

Finirà che saremo definiti inguaribili pignoli.

SIN VERGUENZA…. E’

SIN VERGUENZA….

E’ cominciata la manfrina nella quale i pubblici amministratori sono abituati da cinquant’anni: se non arrivano i soldi dai Cittadini (loro dicono dallo Stato), prima protestano poi tagliano i costi che generano allarme.

Questa riflessione viene dalla notizia che Corsico “abbandona il ruolo di capofila del PIANO DI ZONA per i servizi sociali..” ed ha avvertito tutti i comuni consorziati: Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico, Cusago e Trezzano che prendano decisioni in merito. Intervista su il Giorno di oggi, la si trova anche su Internet.

La recita (perché è una recita, una comunicazione per far protestare i Cittadini sui tagli) considera opportuno tagliare i costi che fanno più male. Quelli che non si dovrebbe tagliare mai, finché c’è una lira: gli aiuti, il sostegno agli anziani, a chi è in difficoltà. Non è che i nostri amministratori sono diventati inumani.
Non potendo, non essendo capaci (o meglio: non volendo) ridurre altre spese da bilanci fatti di decine di milioni, mettono subito avanti i tagli che incidono poco ma generano reazioni emotive forti. Vogliono dare due messaggi:
UNO: non abbiamo più una lira e tutto ciò che si poteva risparmiare è già stato fatto (??).
DUE: non è colpa nostra se tagliamo queste spese essenziali: è colpa di altri: votateci lo stesso.

Mi auguro che Buccinasco non abbia partecipato alla decisione; anche se la natura consortile del comunicato rende probabile che tutti ne siano almeno informati e non si siano opposti.

Proprio non vogliono capire che di trippa per i gatti non ce n’è, che devono diventare risparmiosi.
Dopo la consegna “simbolica” della fascia tricolore, adesso se ne vengono con questa altra recita: in questo caso con caratteristiche da messinscena invereconda.
Limitarsi a dare la notizia senza reagire, dà l’impressione di fare da megafono della recita.

Consiglio le amministrazioni che hanno condiviso l’iniziativa di farsi un cristiano esame di coscienza prima di proseguire su questa strada, con tanto di confessione, contrizione; con le gote un po’ arrossate dalla vergogna.
Meriterebbero una pena corporale adeguata, da religione integralista; fermiamoci qui.

IL SOLITO VECCHIO REFRAIN;

IL SOLITO VECCHIO REFRAIN; il disco è rotto ma, non vogliono imparare la musica seria e vanno avanti con la tarantella.

E' curioso che sulla difesa del bilancio incomprimibile ci vadano politici impegnati e probabilmente seri.
Dicono proprio così: tutto ciò che si poteva l'abbiamo fatto (e offendono chi non ci crede).
Dicono che le spese sono incomprimibili (?); un po’ di umiltà e la compressione delle spese facendo le stesse cose vedranno che riescono a realizzarla.

Si guarda l' "azienda comune" solo dal lato delle risorse: dicono che il patto di stabilità non consente di spendere soldi che ci sono: vorrebbero, amerebbero farne uso.

Accidenti ! non sono soldi disponibili.
Devono rimanere lì perché abbiamo l'euro e non si può consumare moneta se non vi sono entrate adeguate.
Non ci è consentito svalutare; oltretutto la svalutazione sarebbe la tassa più iniqua per chi ha meno reddito; per i più poveri.
Sono soldi che non ci sono; punto.

Bisogna guardare alle spese: tagliare, tagliare, tagliare.
Cercare i risparmi in ogni angolino, in ogni modo possibile.
Se solo mi metto a commentare le delibere di spesa di una settimana fa trovo centinaia di migliaia di euro che in queste condizioni sono male allocati.
Poi farò l'elenco, ma adesso restiamo sulle spese.

Il bilancio di un ente pubblico non è complicato; è una favola. Vi sono entrate e uscite. Costi e ricavi.

Se vi sono meno entrate si devono tagliare i costi: risparmiare, risparmiare, risparmiare.
Sugli acquisti, sulla razionalizzazione delle risorse umane; automatizzando a costi di mercato; non a 4 o 6 volte tanto.
Pretendendo efficienza da tutti, fornitori e dipendenti: non sbagliando ad ogni decisione per poi transare perché il TAR vi da torto.
Smettere di pagare professionisti per coprire le incapacità (se è vero che ci sono, del che dubito) dei professionisti che fanno parte della struttura e per questo sono già retribuiti.
Individuate modalità di appalto e gestione dei lavori che siano di una normale efficienza (almeno normale).
Fate un budget che sia davvero tale e date dei premi ai responsabili dei reparti che risparmiano di più, come si fa in ogni azienda che deve stare in piedi.
Poi risparmiare ancora finché si raggiungono i 4 milioni di taglio (un 12%).

Per carità di patria fatelo e impegnatevi: ditelo ai Cittadini. Coinvolgeteli nelle scelte se è il caso.
Se si è credibili e si presenta un progetto serio i Cittadini lo capiscono.
Perché i Cittadini vi credano occorre però essere inappuntabili, al di sopra di ogni sospetto; incorruttibili.
L'onestà, la probità la si deve vedere, respirare in ogni agire, in ogni decisione che prendete.

Smettetela di fare sceneggiate come quella di sopra.
Fanno davvero pena e mandano il paese alla malora.

A Buccinasco si spende

A Buccinasco si spende così

Sono cose recenti ed è bene stare nel vago. La vicenda è la seguente:

Il Comune mette all’asta un terreno di 3.000 mq. Base d’asta 152 euro al mq., fanno 450.000 e passa.
Su domanda dell’acquirente il Comune accetta un baratto: cede il terreno contro lavori da eseguire per il Comune, di pari importo.
Un primo lotto di piccoli lavori eseguiti dall’acquirente viene da questi valutato 55.000 euro.
L’ufficio competente del Comune determina il valore di mercato dei lavori eseguiti: 23.000 euro: la metà.
L’acquirente ricorre al TAR sulla determina.
Il Comune riesamina la pratica ed anziché proseguire nella vertenza per la tutela delle sue ragioni, si rende disponibile a riconoscere il valore di euro 55.000 chiesto dall’acquirente del terreno.
Motivo: la determina aveva diversi profili di non linearità e il rischio di essere perdente al TAR è per il Comune elevato.
Detto, fatto: punto e a capo.
Il Comune magari chiede i danni a chi ha combinato la castronata ? Boh!
Cosa potrà succedere degli altri 400.000 euro di lavori ?

Se in via di ipotesi anziché a Buccinasco fossimo nel comune di Roccasecca, provincia di Frosinone, entro un film neorealista anni Sessanta, la rappresentazione poteva essere: non posso riconoscere la tua pretesa di 55.000 euro perché i prezzi ufficiali depositati alla Camera di Commercio sono la metà. Potrei essere censurato, verrebbe fuori un casino politico e rischio anche personalmente.
Allora facciamo così: io contesto il prezzo indicando quello di mercato ma motivo la valutazione in modo contestabile; in questo modo tu puoi far ricorso al TAR con buone ragioni.
Il Comune allora può deliberare una sostanziale sanatoria e riconosce il prezzo che chiedi per evitare di perdere al TAR; così tutto è a posto.
Questo però è il molto ipotetico soggetto di un film neorealista che descrive una situazione degradata del meridione.

Qui siamo a Buccinasco: un altro mondo. Neppure ipotizzabile una manfrina del genere.
Siamo gente seria, qui.

Questa è "unica": chiederò

Questa è "unica": chiederò una decodifica che ci spieghi il significato.

Come ogni semestre la nostra amministrazione spende in comunicazione e stampa: adesso un totale di 22.300 euro con IVA (30 Luglio).
Anche a Buccinasco dobbiamo tagliare i costi (a questo ci penserà dopo ?....)
Intanto con i comuni vicini la Comunità dichiara che non abbiamo più danaro per l'assistenza agli anziani.

Comunicazione del Comune che dovrebbe essere utile ai Cittadini, aiutarli a capire e conoscere i servizi, a farne il miglior uso; a pubblicizzare la raccolta differenziata e ad incentivare le buone pratiche, ad aver cura dei parchi, dei campi giochi; iniziative che tornano in termini di minori costi quanto viene speso nella comunicazione e forse di più.
Questo dovrebbe essere, questo dovrebbe fare, la comunicazione del Comune.

I risultati e l'azione della comunicazione che viene svolta è cosa sotto gli occhi di tutti; quanto coincida con ciò che ho sopra descritto, ognuno giudicherà.

Presenterò da Cittadino una istanza scritta al riguardo e insieme, chiederò che ci spieghi questa motivazione "tecnica":

"ANALISI INTEGRATA DEI DATI DELLA PRECEDENTE ELABORAZIONE (che evidentemente è stata già fatta e pagata, ma la cui analisi si ritiene non esaustiva. ndr)
"... MAPPATURA DI TEMI STRATEGICI DELLA COMUNICAZIONE;.."
".. COSTRUZIONE DI UN PIANO SISTEMATICO DELLE AZIONI ED INTERVENTI..."

Questa oscura quanto evanescente descrizione richiede, da sola, una spesa di 8.700 euro IVA compresa, non recuperabile.

Pubblicherò la risposta che mi verrà data (se lo faranno).

La TARSU aumenta. La colpa

La TARSU aumenta. La colpa è dei Cittadini (??).

La questione ha rilievo perché quest’anno la tassa è stata da questa amministrazione aumentata del 25%.

Formalmente dovrebbe essere così la colpa è dei Cittadini: in base alla quantità e alla qualità dei rifiuti portati all’inceneritore, emerge un costo Comune che, suddiviso secondo parametri di attività e nucleo familiare, grava su ogni soggetto residente, su ogni famiglia.

Dovrebbe essere così. Ma esistono Comune per Comune variabili importanti. Esaminiamo le più frequenti:

UNO: il Comune ritiene “in-politico” aumentare la Tarsu perché riduce il consenso e non la aumenta: la tiene bassa; la differenza la copre con altri fondi. Poi succede che deve tagliare il bilancio e con una improvvisa inversione di rotta applica un aumento stratosferico.

DUE: la raccolta nella piattaforma viene gestita meglio, i rifiuti sono meglio ripartiti, l’equilibrio costi/ricavi migliora e l’anno successivo il Comune deve pagare meno.

TRE: il Comune investe in comunicazione, fornisce materiali e istruzioni alle famiglie, invita i Cittadini ad essere proattivi, effettua informazione nelle scuole; ecc. (si potrebbero indicare molte iniziative al riguardo). Migliora la qualità del materiale mandato in discarica e ottiene una riduzione del costo per gli anni seguenti.

QUATTRO: il Comune non ritiene importante questa partita di bilancio; ritiene sufficiente il livello raggiunto e lascia le cose come stanno.
I Cittadini più sensibili si proattivano di loro, anche se altri meno sensibili buttano rifiuti male ripartiti e a loro non viene un richiamo, una multa, una informazione che li sensibilizzi.

In ogni caso la colpa è sempre dei Cittadini, anche indirettamente: sono loro che hanno eletto chi li amministra.
Questo però non assolve a priori chi è chiamato al servizio di gestire la Comunità.
Basta la lettura di queste considerazioni per capire a chi, in casa nostra, sono da assegnare meriti e demeriti.

TARSU: la coda.... Tende ad

TARSU: la coda....

Tende ad essere diffusa la concezione che le tasse non sono colpa di nessuno.
Arrivano come un temporale: sono inevitabili e chi amministra non può fare diversamente…

Non è così!

Si può e si deve fare diversamente!
Bisogna impegnarsi seriamente ed amministrare bene.
(semplicità difficile a farsi)

SI

SI RISPARMIA......

l'argomento è ancora l'investimento del nostro Comune per consentire ai Cittadini di collegarsi via internet con il proprio PC e prelevare on line (on demand) i certificati dello stato civile (residenza, stato di famiglia, ecc).

Ne ho già parlato sopra (vedi) e non sarebbe il caso di insistere se ... le spese restassero ferme.
Invece si muovono e crescono, per cui può nascere la curiosità nel lettore: quanto si sta spendendo in totale ?

Ci sta 'ostando 'n po'hino sto mar'hingegno, direbbero a Ficulle.
Ecco il riepilogo:

23.000 ai primi di Luglio per acquisto software (programma di gestione)
21.000 metà Luglio per dematerializzare lo stato civile (metterlo su memoria magnetica)
12.600 due Agosto per software virtual server (deve essere una bomba di programma perché
quelli di cui mi sono interessato costano 3 o 4.000 euro).

A quanto siamo arrivati ? 56.000 e passa. Non è finita, probabilmente.
Si nota subito che le singole spese sono mantenute al di sotto del limite per evitare di indire una gara.

Una riflessione che viene in mente: perchè non cercare di trovare altri comuni partner con i quali fare un investimento consortile con metodi e programmi in comune ?

Siccome il Comune non ha soldi e batte cassa, avranno senz’altro fatto un calcolo di opportunità dell’investimento.
Forse risparmieranno un paio di dipendenti ?

Mi interessa seguire questa vicenda e terrò informati i lettori.

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Osservatorio

  • Da molti mesi Buccinasco è governata da un commissario prefettizio, in seguito alle note vicende giudiziarie che hanno portato all’arresto del sindaco, di un assessore e di un consigliere comunale. La nostra città sperimenta il collasso della politica italiana, travolta dagli scandali, incapace di rinnovare facce e idee.
    Mentre il commissario Iacontini regge le sorti del Comune, un gruppo di cittadini, lavoratori e imprenditori si è attivato per avviare una nuova fase della politica locale. Basata su idee finalmente moderne, superando i pregiudizi incarnati dai concetti di ‘destra’ e ‘sinistra’.

    di
    Sosteniamo Buccinasco, Vedetta, PD, UDC
    06/01/2012 - 03:15
    Commenti:
    0
  • La situazione del campo Sinti, irregolare ma consolidata e priva di reali problemi per la collettività, ha avuto una svolta con l'arrivo a Buccinasco del commissario prefettizio.
    Francesca Iacontini ha preso alcune decisioni rese necessarie dal suo mandato, che ricordiamo è di far rispettare le regole. I Sinti, attraverso l'associazione Apertamente, le hanno accettate e iniziato a eseguirle: smontare le case, firmare impegni scritti etc.
    Ma a fronte di un ritardo sui tempi del percorso concordato, è rispuntata l'ipotesi di un intervento di forza. L'arrivo delle forze dell'ordine era previsto lunedì 7 novembre.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    09/11/2011 - 13:23
    Commenti:
    0
  • La chiusura inopinata della scuola Nova Terra dura ormai da una settimana. E' chiara a tutti la profonda ingiustizia subita dalle famiglie che hanno pagato un servizio, dai bambini che hanno diritto di andare a scuola, e dai lavoratori che rischiano di perdere il posto.

    Noi crediamo che l'assurdità di chiudere d'improvviso una scuola con 350 iscritti e 40 lavoratori, magari mormorando un rabbioso "arrangiatevi", sia durata abbastanza. Ci sono Istituzioni che possono e devono intervenire per ripristinare la regolarità delle cose.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    01/11/2011 - 19:33
    Commenti:
    0
  • Nei giorni scorsi avevamo espresso la nostra preoccupazione per la scelta, ormai semi-definitiva, di dare il via libera alla ristrutturazione edilizia dell'area di Buccinasco Castello. Il Castello e gli edifici limitrofi sono gli unici manufatti di Buccinasco con un reale valore culturale e artistico, dato che l'altra zona che si usa citare, Gudo Gambaredo, ha un valore prima di tutto simbolico, legato alla figura di Don Giussani.

    Dato che in Italia le iniziative edilizie si trasformano spesso in mere speculazioni, che non guardano in faccia nessuno e tanto meno si preoccupano del territorio, eravamo preoccupati che lo stesso potesse ripetersi con il Castello.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    12/10/2011 - 13:35
    Commenti:
    0

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