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Amianto a Buccinasco: un tema trascurato? (seconda parte)

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Dopo aver visto nella "puntata" precedente le possibili conseguenze della presenza dell'amianto nella nostra città, cerchiamo di identificare le possibilità di soluzione.

Intanto: quando è obbligatorio intervenire.
Le norme prevedono l'obbligo quando il manufatto contenente amianto si presenta in forma friabile.
A determinare lo stato di obbligatorietà è una apposita struttura della ASL, denominata ARPA, che effettua un controllo specifico, su richiesta dell'interessato o dell'ente locale. Ciò detto tuttavia non deve far restare inerte l'ente locale o il privato interessato.

E' da rimarcare infatti il fattore "tempo" che certamente incide:
- in misura maggiore per i manufatti esterni come tetti e coperture,
- in misura minore nel caso di tubi interni, coibentazioni di caldaie ecc (ove sorge il pericolo soprattutto nel caso di ristrutturazioni interne).
Il trascorrere del tempo porta ad un degrado nella sicurezza che, anche se non viene stabilito l'obbligo della rimozione, non consente di aspettare a braccia conserte senza far nulla aspettando che poi qualcuno se ne accorga.

Quindi da un lato il controllo per le situazioni più a rischio; dall'altro la valutazione e la promozione del possibile intervento di messa in sicurezza con opere di incapsulamento.
Queste ultime a loro volta richiedono un monitoraggio (ma in tempi molto meno frequenti) che verifichi il permanere delle condizioni di sicurezza.

Vediamo cosa dice riguardo alle modalità di intervento il sito www.assoamianto.it (sito che oltre a fornire elementi utili per approfondire le conoscenze, offre una estesa bibliografia sul tema)

NORME PER IL TRATTAMENTO

Le lastre piane o ondulate di cemento-amianto, impiegate per copertura in edilizia, sono costituite da materiale non friabile che, quando è nuovo o in buono stato di conservazione, non tende a liberare fibre spontaneamente. Il cemento-amianto, quando si trova all'interno degli edifici, anche dopo lungo tempo, non va incontro ad alterazioni significative tali da determinare un rilascio di fibre, se non viene manomesso. Invece, lo stesso materiale esposto ad agenti atmosferici subisce un progressivo degrado per azione delle piogge acide, degli sbalzi termici, dell'erosione eolica e di microrganismi vegetali. Di conseguenza, dopo anni dall'installazione si possono determinare alterazioni corrosive superficiali con affioramento delle fibre e fenomeni di liberazione.
I principali indicatori utili per valutare lo stato di degrado delle coperture in cemento-amianto, in relazione al potenziale rilascio di fibre, sono:
• la friabilità del materiale;
• lo stato della superficie ed in particolare l'evidenza di affioramenti di fibre;
• la presenza di sfaldamenti, crepe o rotture;
• la presenza di materiale friabile o polverulento in corrispondenza di scoli d'acqua, grondaie, etc.;
• la presenza di materiale polverulento conglobato in piccole stalattiti in corrispondenza dei punti di gocciolamento.
La bonifica delle coperture in cemento-amianto viene necessariamente effettuata in ambiente aperto, non confinabile, e, pertanto, deve essere condotta limitando il più possibile la dispersione di fibre.

I metodi di bonifica applicabili sono:
Rimozione: le operazioni devono essere condotte salvaguardando l'integrità del materiale in tutte le fasi dell'intervento. Comporta la produzione di notevoli quantità di rifiuti contenenti amianto che devono essere correttamente smaltiti. Comporta la necessità di installare una nuova copertura in sostituzione del materiale rimosso. Per la rimozione delle lastre di copertura occorre effettuare sostanzialmente le seguenti operazioni: rimozione dei chiodi di fissaggio, evitando la rottura delle lastre, palettizzazione delle lastre e disposizione dei bancali con le lastre in zona appartata e non transitabile per gli automezzi. I bancali con le lastre in cemento-amianto dovranno essere avvolti in film di polietilene di adeguato spessore, etichettati, e tramite un trasportatore autorizzato verranno conferite in discarica autorizzata unitamente al materiale d'uso (tute, filtri, materiale aspirato), anch'esso insaccato e sigillato.
Incapsulamento: possono essere impiegati prodotti impregnanti, che penetrano nel materiale legando le fibre di amianto tra loro e con la matrice cementizia, e prodotti ricoprenti, che formano una spessa membrana sulla superficie del manufatto. L'incapsulamento richiede necessariamente un trattamento preliminare della superficie del manufatto, al fine di pulirla e di garantire l'adesione del prodotto incapsulante. Il trattamento deve essere effettuato con attrezzature idonee che evitino la liberazione di fibre di amianto nell'ambiente e consentano il recupero ed il trattamento delle acque di lavaggio.
Sovracopertura: il sistema della sovracopertura consiste in un intervento di confinamento realizzato installando una nuova copertura al di sopra di quella in cemento-amianto, che viene lasciata in sede quando la struttura portante sia idonea a sopportare un carico permanente aggiuntivo. L'installazione comporta generalmente operazioni di foratura dei materiali di cemento-amianto, per consentire il fissaggio della nuova copertura e delle infrastrutture di sostegno, che determinano liberazione di fibre di amianto. La superficie inferiore della copertura in cemento-amianto non viene confinata e rimane, quindi, eventualmente accessibile dall'interno dell'edificio, in relazione alle caratteristiche costruttive del tetto. Nel caso dell'incapsulamento e della sovracopertura si rendono necessari controlli ambientali periodici ed interventi di normale manutenzione per conservare l'efficacia e l'integrita' dei trattamenti stessi.

Misure di sicurezza durante gli interventi sulle coperture in cemento-amianto
1 - Caratteristiche del cantiere: le aree in cui avvengono operazioni di rimozione di prodotti in cemento-amianto che possono dar luogo a dispersione di fibre devono essere temporaneamente delimitate e segnalate.
2 - Misure di sicurezza antinfortunistiche: la bonifica delle coperture in cemento-amianto comporta un rischio specifico di caduta, con o senza sfondamento delle lastre. A tal fine, fermo restando quanto previsto dalle norme antinfortunistiche per i cantieri edili, dovranno in particolare essere realizzate idonee opere provvisionali per la protezione dal rischio di caduta, ovvero adottati opportuni accorgimenti atti a rendere calpestabili le coperture.
3 - Procedure operative:
- inerenti la rimozione delle coperture (bagnatura preventiva, prodotti collanti, vernicianti o incapsulanti specifici che non comportino pericolo di scivolamento, particolare cura nella rimozione, mediante l'utilizzo di utensili specifici, ecc., la bonifica dei canali di gronda, l'accatastamento e pallettizzazione delle lastre, imballaggi delle lastre, etichettatura a norma di legge dei materiali di risulta, allontanamento e smaltimento dei materiali rimossi, ecc..);
- inerenti l'installazione della sovracopertura (impiego di materiali che presentino idonee caratteristiche di leggerezza, infrangibilità, insonorizzazione, elevata durata nel tempo e dilatazione termica compatibile con il supporto in cemento-amianto; spruzzatura sulla superficie delle lastre di prodotti incapsulanti; bonifica dei canali di gronda; rimontaggio delle lastre movimentate; montaggio della nuova copertura.
4 - Protezione dei lavoratori: nelle operazioni che possono dar luogo a dispersione di fibre di amianto, i lavoratori devono essere muniti di idonei mezzi di protezione individuali delle vie respiratorie e di indumenti protettivi. Le calzature devono essere di tipo idoneo al pedonamento dei tetti.

Infine: Quanto costa ?
Ecco cosa ci dice il sito www.altroconsumo.it (sito che prende in esame la sola rimozione; l'incapsulamento dovrebbe avere costi significativamente inferiori)

Rimuovere una tettoia in eternit costa intorno ai 13-15 euro a metro quadrato. Costi aggiuntivi da considerare sono: il ponteggio, da un minimo di 500 euro per il tipo più semplice fino a diverse migliaia di euro nei casi più complessi, e il Piano di intervento per la rimozione, un documento che l'azienda deve redigere e presentare alla Asl competente per territorio per spiegare come intende muoversi. A pagare è il proprietario dell'immobile. Se i materiali da rimuovere si trovano nelle parti comuni del condominio, la spesa va divisa tra i condòmini.

Illustrati gli aspetti essenziali che ci consentono di capire il problema, nel successivo intervento sul tema vedremo cosa e come potrebbe agire la nostra Comunità.
Un contributo, una ipotesi di Sosteniamo Buccinasco con il contributo del Comitato Buccinasco Senza Amianto perché si cominci ad affrontare concretamente e tempestivamente il problema.

Luigi Saccavini

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Osservatorio

  • Da molti mesi Buccinasco è governata da un commissario prefettizio, in seguito alle note vicende giudiziarie che hanno portato all’arresto del sindaco, di un assessore e di un consigliere comunale. La nostra città sperimenta il collasso della politica italiana, travolta dagli scandali, incapace di rinnovare facce e idee.
    Mentre il commissario Iacontini regge le sorti del Comune, un gruppo di cittadini, lavoratori e imprenditori si è attivato per avviare una nuova fase della politica locale. Basata su idee finalmente moderne, superando i pregiudizi incarnati dai concetti di ‘destra’ e ‘sinistra’.

    di
    Sosteniamo Buccinasco, Vedetta, PD, UDC
    06/01/2012 - 03:15
    Commenti:
    0
  • La situazione del campo Sinti, irregolare ma consolidata e priva di reali problemi per la collettività, ha avuto una svolta con l'arrivo a Buccinasco del commissario prefettizio.
    Francesca Iacontini ha preso alcune decisioni rese necessarie dal suo mandato, che ricordiamo è di far rispettare le regole. I Sinti, attraverso l'associazione Apertamente, le hanno accettate e iniziato a eseguirle: smontare le case, firmare impegni scritti etc.
    Ma a fronte di un ritardo sui tempi del percorso concordato, è rispuntata l'ipotesi di un intervento di forza. L'arrivo delle forze dell'ordine era previsto lunedì 7 novembre.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    09/11/2011 - 13:23
    Commenti:
    0
  • La chiusura inopinata della scuola Nova Terra dura ormai da una settimana. E' chiara a tutti la profonda ingiustizia subita dalle famiglie che hanno pagato un servizio, dai bambini che hanno diritto di andare a scuola, e dai lavoratori che rischiano di perdere il posto.

    Noi crediamo che l'assurdità di chiudere d'improvviso una scuola con 350 iscritti e 40 lavoratori, magari mormorando un rabbioso "arrangiatevi", sia durata abbastanza. Ci sono Istituzioni che possono e devono intervenire per ripristinare la regolarità delle cose.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    01/11/2011 - 19:33
    Commenti:
    0
  • Nei giorni scorsi avevamo espresso la nostra preoccupazione per la scelta, ormai semi-definitiva, di dare il via libera alla ristrutturazione edilizia dell'area di Buccinasco Castello. Il Castello e gli edifici limitrofi sono gli unici manufatti di Buccinasco con un reale valore culturale e artistico, dato che l'altra zona che si usa citare, Gudo Gambaredo, ha un valore prima di tutto simbolico, legato alla figura di Don Giussani.

    Dato che in Italia le iniziative edilizie si trasformano spesso in mere speculazioni, che non guardano in faccia nessuno e tanto meno si preoccupano del territorio, eravamo preoccupati che lo stesso potesse ripetersi con il Castello.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    12/10/2011 - 13:35
    Commenti:
    0

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