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25 aprile: Liberazione
  In occasione della celebrazione del 25 aprile, abbiamo deciso di pubblicare sul nostro sito una riflessione del nostro Luigi Saccavini.
Buona lettura.
1. Liberazione: per che ? per chi ? Liberazione è ciò che hanno voluto i Padri Fondatori di una Italia nuova.Nuova, per non ripetere gli errori che hanno portato lo Stato allo sfacelo; per definire i nuovi principi su cui lo Stato si deve reggere, i diritti e le libertà dei Cittadini.
La nostra Costituzione è il risultato della Liberazione; costruita e messa a punto da un Parlamento composto di Cittadini eletti che della Liberazione erano stati i fautori. Liberazione e Costituzione sono il loro lascito: a noi e alle future generazioni di Cittadini.
Ricordiamo i principali.Il ripudio della guerra come metodo di risoluzione delle controversie fra gli Stati.Le cariche e incarichi pubblici sempre e solo con un termine prefissato; soggetti a nomina elettiva (diretta o indiretta), sostituibili. Tutti soggetti alla legge.I Cittadini sono tutti eguali ed hanno pari diritti, senza distinzioni di genere, credo religioso, razza. Il diritto del Cittadino alla libertà di manifestazione del pensiero in tutte le forme.Il diritto ad associarsi e riunirsi.Il diritto di costituire e aderire a movimenti e partiti.Il diritto alla libertà, soggetta a limitazioni solo in conseguenza di imputazioni specifiche regolate dalla Legge; il diritto ad avere un difensore.Il diritto ad una istruzione libera, ad una libera stampa e informazione.Il diritto di libera intrapresa e libera associazione sindacale.Il voto alle donne arriva in Italia con la Liberazione.
Cose oggi pacifiche, che nessuno mette in discussione, che nessuno dichiara di voler modificare, anche da chi chiede aggiornamenti. Sui principi tutti sono concordi e tutti li sostengono.
Può apparire un fatto usuale e normale, ma non è stato così: per giungere a ridisegnare il quadro delle regole del nostro Stato è stato necessario, indispensabile liberarsi del vecchio; c'è voluta la Liberazione.Teniamoceli ben stretti questi principi. Condivisi e posti a riferimento del nostro essere italiani. Tutti gli italiani, senza esclusioni.
Liberazione sono i valori di quel 25 Aprile: tutti a quei valori oggi facciamo riferimento. La Liberazione è madre della Costituzione: il nostro timone.
2. Liberazione oggi: da che e da chi, perché ?
Liberazione da cosa ?Da dove veniamo ? vediamo la vita comune, i diritti del Cittadino e i suoi doveri; come si erano strutturati.
Divieto di riunione (un numero superiore a 3 persone è assembramento. Richiede preventiva autorizzazione del Prefetto)Fermo di polizia: facoltà di arresto (essere "trattenuto") senza motivazione, con un limite prolungabile a discrezione degli organi di polizia, senza possibilità di difesa; di intervento della giustizia.Obbligo di mantenimento del luogo di residenza; il trasferimento soggetto ad autorizzazione di polizia (subordinato a motivazione e dimostrazione di capacità di reddito nella nuova abitazione).Pubblicazione e stampa soggetta ad autorizzazione preventiva; discrezionale senza riferimento a norme puntuali.Nel luogo di abitazione: nomina del Capofrabbicato, funzione soggetta a riconoscimento della polizia, con compiti di controllo e denuncia dei comportamenti civili e politici "anomali".Programmi e libri scolastici obbligatori; unici in tutto il Regno. Progettati e intrisi della propaganda del Partito Unico. Obbligo di giuramento di fedeltà al Duce e al Partito Fascista, per pubblici dipendenti e insegnanti. Divieto di associazione politica; le associazioni soggette e controlli di attività e autorizzazioni di polizia. Il Partito Unico (sciolti tutti gli altri e divieto di costituirne ): con autonoma struttura militare (armata) libero di agire. Soggetto formalmente ai codici (civile e penale) ma dipendente e diretto dal Capo del Partito/Capo del Governo.Tribunale Speciale per la difesa dello Stato: sottratto al codice ordinario per condannare e punire chi sostenesse una visione politica non coincidente con il Partito Unico (carcere e/o confino).Obbligo di iscrizione al Partito Unico per aver titolo a concorrere ad un posto di lavoro (pubblico o privato).Sindacato Unico, di nomina governativa. Divieto di associazione autonoma e di organizzazione. I giornali, la stampa, soggetti ad autorizzazione che può essere accordata o ritirata dal Prefetto senza motivazione e senza possibilità di fare ricorso giudiziale.Eliminate le cariche elettive: Parlamento autonominato e senza scadenza; tutte le cariche in enti locali e nazionali di nomina governativa; senza limiti e revocabili in ogni momento, senza motivazione (il Sindaco che diventa Podestà).Per finire: le leggi razziali, che hanno riguardato gli ebrei ma anche i "coloniali", Cittsdni senza diritti o con diritti di secondo grado.
Liberazione: da chi ?Da un Presidente del Consiglio eletto, trasformatosi in carica senza scadenza. Divenuto un dittatore detentore di tutto il potere, senza la possibilità di sostituirlo se non con il sovvertimento del sistema.
Una prima conclusione:Oggi nessuna di queste regole sarebbe neppure proponibile tanto al di fuori del comune sentire sono divenute in questi decenni di vivere democratico (con tutti i limiti che ha avuto ed ha anche oggi).Liberazione è quindi termine che ha un senso storico preciso, l'uscita da un incubo nel quale il Paese si è trovato; lo ha lasciato alle nostre spalle. Un lascito prezioso ci ha dato la Liberazione, nato da una tragedia immane; da preservare e ricordare.
3. Liberazione: come ci si è arrivati ?
Come possiamo vedere oggi quel 25 Aprile di 64 anni fa ? La fine di un incubo durato ventitré anni, culminato con una improvvida e stupida guerra di aggressione.
Vergognosa, maramalda, la dichiarazione di guerra ad una Francia già allo stremo, verso la quale l'Italia (e i Savoia) sono debitori dell'Italia Stato nazionale. (Chissà quando e come sarebbe venuto senza i morti francesi nella seconda guerra del Risorgimento).
Un grosso azzardo, un bluff rispetto alle risorse disponibili nel Paese rimasto agricolo (mentre l'Europa nel periodo era divenuta industriale); giocato sperando su una durata di poche settimane.
Non fu così e ne venne una tragedia immane, con italiani nei Balcani, in Russia, in Africa male equipaggiati e attrezzati, senza un valore un convincimento un obiettivo vero, a parte un squinternato Impero di cartapesta. Una "passeggiata" finita con centinaia di migliaia di morti e sofferenze. Incubo terminato con un Paese davvero giunto "nudo alla meta".
Liberazione da un incubo che era nato in modo quasi soft, con una "marcia su Roma" in vagone letto e una progressiva abolizione delle libertà civili, quasi inavvertite da un Paese abbagliato dal "pensiero unico", da conquiste coloniali in ritardo di almeno un secolo.
Liberazione da una monarchia e una classe dirigente del Paese rivelatesi di capacità e qualità drammaticamente inferiori al compito.Un Paese lasciato a se stesso, diviso: pur di salvar la pelle.(sappiamo delle ricostruzioni che cercano di giustificare ciò che non può esserlo; che fu e resta una vergogna, la fine ingloriosa di un mondo).
Liberazione: un lavacro necessario per ripartire da capo e rifondare il Paese.
4. Liberazione: contro chi
Un discorso complesso, che rischia di attizzare fuochi e divisioni; è doveroso affrontarlo.
Liberazione è liberazione di tutti, di tutti i Cittadini, di tutti gli Italiani.
Liberazione di tutti e contro nessun italiano. Italiani che hanno vissuto e perseguito obiettivi a seconda di come e dove casualmente o volontariamente si sono trovati nel momento della divisione, dell'8 settembre.
La Storia la fanno sempre i vincitori. E' vero anche in questo caso; tuttavia dobbiamo provare a vedere e capire le ragioni di tutti, se e quando ci sono.
I Repubblichini Quanti sono coloro che hanno fatto parte di quell'esercito perché obbligati dalle circostanze ? quanti di questi convinti dalla propaganda e dalle ragioni del "Duce" ? quanti per dar fede ad una parola data ? (quanto espressa in totale autonomia di coscienza è altro aspetto); quanti hanno ripudiato e giudicato vigliacco il cambiamento di alleanza dalla sera alla mattina, fatto da un Re marionetta ? Quanti magari disposti ai lavori in Germania piuttosto che arruolarsi nella RSI che al dunque non se la sono sentita, condizionati da situazioni familiari, da paure, ecc.
Non parliamo di quelli che hanno fatto la scelta per convenienza. Parliamo di motivazioni umane e usualmente comprensibili e corrette; anche nobili. Costoro nella storia risultano i perdenti; lo sono. Ma come è possibile attribuire colpe di queste motivazioni e comportamenti a nostri connazionali ? Si sono trovati dalla parte sbagliata ma sono persone oneste; sono tutti italiani e devono essere orgogliosi di esserlo.Le colpe sono di tutta una classe dirigente del Paese (proprio tutta nel suo complesso, con poche eccezioni che confermano la regola), ai più alti livelli: sono tutte loro le colpe. Hanno usato il Regime, hanno lasciato che diventasse dittatura finché ne avevano vantaggio, perché faceva comodo. Hanno scaricato tutti, tutto il Paese, quando hanno capito che stavano rischiando in proprio.
L'esercito al Sud, i Partigiani, le forze di liberazione.Una scelta che ha richiesto allora una coscienza politica che era di pochi (inevitabilmente dopo vent'anni di "pensiero unico"); adesione che è cresciuta nel corso del tempo. Sono stati la parte giusta, quelli che hanno avuto coscienza più chiara del tempo che stavano vivendo. Hanno rischiato in proprio, motivati da ragioni ed ideali forti; per costruire un Paese nuovo.Aver partecipato alla Liberazione li rende meritevoli; certamente di più di coloro che non lo hanno fatto.
Da una parte come dall'altra ci sono poi gli opportunisti, coloro che ne fanno una scelta di tornaconto, che si vogliono distinguere per dimostrarsi più "fedeli" (fino alla ferocia e alla malvagità: la guerra è sempre sporca, senza eccezioni), o peggio far uso della guerra per saldare conti sospesi... Questi mettiamoli da parte: meritano la nostra disistima, che siano stati da una come dall'altra parte.
Aver vissuto direttamente questi avvenimenti ha dato luogo ad un protrarsi di una divisione subita, più che voluta. Possiamo considerare finito il tempo dei distinguo: il tempo è trascorso e possiamo, siamo in grado di esprimere adesso una visione più meditata.
Liberazione: vederla oggi come una festa di parte, una festa che divide anziché unire, è un grave errore, oltre che non corrispondere al senso autentico della nostra festa, la nuova Italia.Viva la nostra Liberazione!
Eventi dal territorio
Waterworld Ogni Giovedì a partire dal 6 Ottobre dalle 20:30 Piscina Azzurra - Via Costituzione 1 - Buccinasco
APE - Accademia dei Poeti Erranti 29 maggio 2011 parco Spina Azzurra, v. Fagnana 6, Buccinasco
Ass. Parco delle Risaie - progetto Cives 26 maggio 2011, ore 18.30 Galleria Previtali - v. Lombardini 14, Milano (p.ta Genova)
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Perché sporcare la
Perché sporcare la Liberazione, la nascita dell'Italia rinnovata, con pretese inconsulte ?
Grazie alla Liberazione il nostro Sindaco e gli esponenti della sua maggioranza possono essere liberamente eletti, esercitare il loro pieno diritto di uomini LIBERI.
Questi liberi Cittadini rappresentano la Comunità il 25 aprile: il Sindaco, un Consigliere e il Presidente del Consiglio (comunale).
Forse interpretando le aspettative del Sindaco (la piaggeria nei confronti di chi sta sopra è uno sport nazionale), oppure di propria iniziativa, costoro hanno chiesto alla banda comunale di non suonare "Bella ciao" la canzone di tutti i Resistenti, dei Partigiani.
Quindi se ne sono lamentati perché la banda ha comunque eseguito questa canzone simbolo di chi ha lottato per la nostra libertà.
" Non suonare "Bella ciao" qui la maggioranza è di centro-destra " avrebbero motivato i pretendenti al silenzio.
Spieghiamo a questi Cittadini, che si trovano a rivestire un ruolo grazie al voto libero e democratico, voto e libertà rinati proprio il 25 aprile, con la Liberazione, con il sacrificio di tanti italiani per bene.
Sono morti anche per la loro libertà i Partigiani; magari cantando Bella ciao.
Quando vorranno riflettere sul loro gesto, si levino il cappello riverenti; se sono persone civili chiedano scusa.
Il Sindaco silente, vorrà dire la sua ? prendere le distanze da una richiesta/pretesa così improvvida ?
E i colleghi della maggioranza nulla hanno da dire ?
La Liberazione unisce; non è di parte, è di tutti.
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