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Il 10 febbraio: l'esodo e le foibe
  Il 10 Febbraio è istituito da ormai vent'anni come giornata del ricordo di una delle tragedie del secondo conflitto mondiale: l'esodo e le foibe. In questa giornata il nostro Sindaco ha partecipato, congiuntamente ai Sindaci dei comuni del Sud Ovest, in una serata a Corsico (con Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio). Fa piacere che in questo caso Buccinasco, a differenza di altri eventi (come il 21 Marzo dello scorso anno, giornata sulla libertà dalle mafie) sia stata attivamente presente al fianco di altre Amministrazioni del territorio. Evento però su cui nessuno a Buccinasco ha dato notizia; quel che si dice giornalisticamente un "buco"; neppure sul blog del Comune. Un peccato di omissione.
La celebrazione riguarda le mie terre d'origine e inevitabilmente la mia sensibilità è maggiore. Di questa giornata ciò che mi colpisce in particolare è l'esodo degli italiani di Istria, Dalmazia e Fiume. Un evento conseguente all'epilogo di una guerra infausta e disgraziata e alla volontà dei vincitori di rimescolare le etnie con l'intento di evitare il ripetersi di conflitti generati da spinte nazionalistiche motivate dalle etnie. Al di là degli attori del momento, il trasferimento-deportazione da queste terre di 130.000 italiani, lo vedo come un prezzo che il Paese ha dovuto pagare, ha dovuto subire. Adesso si chiamerebbe "pulizia etnica". Ricordo vuol dire soprattutto non dimenticare: il sacrificio, lo sradicamento, il dilemma fra l'abbandono dei propri valori e cultura e il paese dei propri padri; il dramma del nuovo, del ricominciare da capo in una parte diversa della Patria, da estranei e sconosciuti. Ricordo che deve riguardare anche la situazione e i tempi che questo hanno generato; molto poco conosciuti, ormai. I due anni che precedettero l'epilogo furono impregnati di divisioni e ripartizioni: il Sud Tirolo entrato a far parte del Reich; l'area oggi Slovenia pure integrata nel Reich, quale prolungamento della Carinzia, allargata ad Ovest fino a inglobare Trieste e metà del Friuli (comprendendo la valle del Natisone); si arrivò addirittura ad assegnare la Carnia a Cosacchi filonazisti. Anni di sfacelo e disastri, di divisioni territoriali mutevoli a seconda del momento, terminate e ricomposte con la fine del conflitto (per fortuna, ma con mutilazioni severe per l'Italia). Voglio adesso ricordare la tragedia della Carnia, divenuta nell'estate del '44 "Kosakenland" in Nord Italien, assegnata a 40.000 russi e cosacchi filonazisti, comandata da Krassnow, un atamano cosacco. Occupazione ed esproprio di una zona abitata allora da 60.000 italiani di Carnia, con 44 presidi militari di occupazione. Il martirio del popolo carnico è inenarrabile e tuttora ben vivo in coloro che lo subirono. Fra le vicende della inevitabile e decisa reazione partigiana alla occupazione, è da ricordare il parroco Giuseppe Treppo, medaglia d'oro, ucciso per aver reagito allo stupro di due giovani parrocchiane. Storie da non rimuovere. Senza condannare nessuno; da non rimuovere in particolare da parte degli italiani che le vicende di allora portarono a scegliere la parte sbagliata. Finì come doveva finire: tragicamente. Passati migliaia di morti e martìrii, con le divisioni Cosacche in ritirata, il Kosakenland che ridiventa Carnia e in parte Friuli. Le armate cosacche, con carri e cavalli annegate nella Drava: un suicidio collettivo, scelto per non affrontare il conto da pagare verso il loro paese. In queste temperie si innescarono gli eventi conclusivi che commemoriamo. Non dobbiamo dimenticare perché non debba mai più ripetersi.
Luigi Saccavini
Eventi dal territorio
Waterworld Ogni Giovedì a partire dal 6 Ottobre dalle 20:30 Piscina Azzurra - Via Costituzione 1 - Buccinasco
APE - Accademia dei Poeti Erranti 29 maggio 2011 parco Spina Azzurra, v. Fagnana 6, Buccinasco
Ass. Parco delle Risaie - progetto Cives 26 maggio 2011, ore 18.30 Galleria Previtali - v. Lombardini 14, Milano (p.ta Genova)
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