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'Ndrangheta: i nuovi arresti dell'operazione Parco Sud spiegano anche l'esplosione alla Chiesetta del luglio 2008

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Operazione della Dia nel Sud Milano: così la 'ndrangheta ha provato a mettere le mani sul castello di Cusago

(Davide Bortone, dal sito www.giornalelibero.com)

Altro che movimento terra, appalti edili e traffico di droga. La cosca Barbaro-Papalia della 'ndrangheta ha tentato di mettere le mani anche su un altro grosso affare: quello del castello di Cusago. Un'operazione da 4 milioni di euro. Lo dimostra l'arresto del presidente e del vicepresidente del gruppo immobiliare Kreiamo di Cesano Boscone, Alfredo Iorio e Andrea Madaffari, che erano in trattativa con Fabio Rappo, detentore delle quote di maggioranza della società Il Castello Srl, per la compravendita del maniero cusaghese. Un affare che non è andato in porto in circostanze quanto meno sospette: dopo aver versato il compresso, prima dell'estate 2009, Kreiamo non è andata a rogito. Si diceva per problemi finanziari. Ma forse il cerchio delle forze dell'ordine cominciava già a stringersi attorno ai due imprenditori cesanesi, definiti quest'oggi dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) due tra gli "insospettabili" che avevano iniziato a fare affari col clan Barbaro-Papalia, attivo in tutto il sudovest e in particolare nei Comuni di Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico e Trezzano sul Naviglio, anche dopo essere stati a loro volta intimiditi.

Nel corso della mattinata, il personale della Dia di Milano, del Gico della Guardia di Finanza di Milano e dell'Arma dei Carabinieri di Corsico, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia del Tribunale di Milano (Pm Bocassini, Venditti, Dolci e Sorari), hanno dato esecuzione alle 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Milano Giuseppe Gennari, e a oltre 60 perquisizioni. Nell'operazione sono stati sequestrati beni per 5 milioni di euro, costituiti da beni immobiliari e quote societarie a carico di affiliati della cosca Barbaro Papalia. Complessivamente sono iscritte al registro degli indagati 48 persone. Le indagini sono iniziate a ottobre 2007, in seguito a numerosi accertamenti che avevano evidenziato possibili infiltrazioni di "elementi appartenenti o contigui" alla 'ndrangheta, in attività edilizie e immobiliari, nelle aree del Sud Milano. La Dda, che già coordinava diverse indagini collegate ai reparti di polizia del territorio su reati strumentali all'associazione mafiosa e perlopiù riferite "a traffici di stupefacenti e a episodi estorsivi e intimidatori", ha delegato indagini mirate.

L'APPORTO DEL CAPITANO DI CORSICO
Determinante è risultato l'apporto di Ruggero Rugge, capitano dei carabinieri della Compagnia di Corsico, il cui trasferimento dalle zone 'calde' della Calabria al sudovest milanese sta risultando un provvedimento sempre più utile e azzeccato da parte dell'Arma. Quello che è emerso è che la cosca Barbaro Papalia aveva costituito un'associazione per delinquere finalizzata anche all'infiltrazione in appalti del settore edile e del movimento terra, "attraverso società a loro direttamente o indirettamente riconducibili", riferiscono gli inquirenti. Un'organizzazione che ha saputo fare fronte in maniera spaventosa alla carcerazione di alcuni capi carismatici (per citarne uno: Domenico Barbaro "l'australiano"), ricevendo addirittura "le strategie di massima" direttamente dalle carceri. E riorganizzandosi in base ad esse. Il sodalizio, come riferiscono gli inquirenti, "ha evidenziato da subito notevole forza di intimidazione, interessi operativi nel tradizionale segmento del traffico di stupefacenti e buone capacità imprenditoriali nell'edilizia e nel movimento terra, grazie a rapporti privilegiati con affermati operatori del settore". E' il caso, questo, di Alfredo Iorio e Andrea Madaffari, a capo dell'impero societario di Kreiamo, i cui cantieri sono tuttora aperti e altri hanno recentemente chiuso anche in Comuni come Cisliano, alle porte di Abbiategrasso. Tra l'altro, Alfredo Iorio risulta anche presidente del Cusago calcio.

I TASSELLI DEL MOSAICO
A maggio 2008, in un box di Assago, sono stati sequestrati due fucili mitragliatori, un fucile a canne mozze, una mitragliatrice, cinque pistole, dispositivi silenziatori, diverse munizioni e una bomba a mano. Il tutto era a disposizione della cosca indagata. Altra data fondamentale è il 5 giungo 2008, quando a Corsico sono stati sequestrati quattro chili di cocaina e arrestati i due detentori. Come nelle migliori tradizioni della criminalità mafiosa, il sodalizio, "essendo in grado - spiegano gli inquirenti - di garantire una buona copertura nel territorio in cui era attivo, si è prestato anche ad attività di appoggio logistico a favore di altri gruppi della 'ndrangheta".

L'8 giugno 2008, infatti, in un appartamento di Assago nelle disponibilità della famiglia Barbaro, è stato arrestato il superlatitante Paolo Sergi, nato a Platì il 18 settembre 1942, ricercato dal 7 maggio 2008 per ordine della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. "I sequestri e gli arresti - evidenziano i pm, i responsabili della Dia e della Dda e le forze dell'ordine - hanno una valenza molto importante in quanto fonti di prova delle connotazioni e delle capacità militari dell'organizzazione indagata". Nel corso delle attività investigative, è stata anche documentata la presenza di "soggetti calabresi contigui all'organizzazione" nei cantieri della linea ferroviaria Milano-Mortara e della Tav, in attività di movimentazione terra e smaltimento rifiuti, interrati proprio sotto i binari. E' stato anche rilevato che Salvatore Barbaro, figlio di Domenico "l'Australiano", era socio occulto al 50 per cento della Buccinasco Immobiliare Srl, proprietaria di un immobile del valore di circa 1 milione e 400 mila euro. Fu la cosca stessa cosca a incendiare l'agenzia immobiliare per intimidire il titolare, Salvatore Sansone, picchiato e ricoverato in seguito per diversi giorni in ospedale.

I NOMI
Ma ecco i nomi delle persone per le quali è scattata la custodia cautelare in carcere: Domenico Barbaro, nato a Platì il 5 maggio 1937 (già detenuto); Francesco Barbaro, nato a Platì il 31 ottobre 1976; Rosario Barbaro, nato a Platì il 19 luglio 1972 (già detenuto); Salvatore Barbaro, nato a Locri il 15 agosto 1973 (già detenuto); Andrea Madaffari, nato a Milano il 1 luglio 1973 (non detenuto); Franco Michele Mazzone, nato a Milano il 24 marzo 1965 (non detenuto); Nicola Carbone, nato a Milano il 10 aprile 1965 (non detenuto); Giuseppe D'Aloja, nato a Minervino Murge (Bari) il 7 maggio 1956 (già detenuto); Achille Frontini, nato a Milano il 26 luglio 1943 (non detenuto); Alfredo Iorio, nato a Cosenza il 18 luglio 1970 (non detenuto); Giuseppe Liuni, nato a Canosa di Puglia il 23 ottobre 1957 (già detenuto); Paolo Salvaggio, nato a Pietraperzia (Enna) il 29 gennaio 1957 (non detenuto); Fortunato Startari, nato a Melito di Porto Salvo il 5 giugno 1974 (non detenuto); Claudio Triglione, nato a Milano il 1 marzo 1982 (non detenuto).

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