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Con questo articolo dell'amico Samuele Venturini cerchiamo di fare un po' di chiarezza sul tema "nutria sì nutria no" che ha animato alcuni blog locali nelle scorse settimane.
Esiste un animale che appartiene all'ordine dei Roditori, originario del Sud America e che ha fatto la sua comparsa sul nostro pianeta nell'Oligocene (circa 30 milioni di anni fa). Il suo nome è Coypu, meglio conosciuto come castorino o Nutria.
Molti di noi lo hanno visto nuotare per le rogge o i fontanili di Buccinasco o mangiare sulle rive degli argini dei corsi d'acqua ma non solo.
Tante sono le voci che circondano questo animale ma prima di lasciarsi trasportare dai pregiudizi, sempre infondati, è buona norma conoscere la reale entità del fenomeno in questione. Iniziando dalla sua storia.
La Nutria è stata importata in Italia alla fine degli anni '20 per produrre le famose pellicce di castorino e il primo allevamento si trovava in Piemonte. Nel secondo dopoguerra, a fronte di una crisi che colpì proprio il business di queste pellicce, i piccoli imprenditori per evitare i costi di abbattimento degli animali, decisero di liberare intenzionalmente le nutrie e il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Spesso si leggono notizie che parlano di fantomatici danni causati dalle nutrie; ebbene, qualcuno si è mai chiesto se è davvero così? In questi casi è sempre buona norma non dare mai nulla per scontato.
A questo punto una premessa è d'obbligo: le condizioni idrogeologiche dei suoli planiziali come i nostri sono alquanto particolari. Si tratta di terreni alluvionali composti da materiale facilmente malleabile e duttile, adatto a diverse coltivazioni.
Si imputano alle Nutrie i danni alle sponde e agli argini dei corsi d'acqua ma in realtà l'attività di scavo di questo Roditore è solo una concausa. Infatti è stata la non curanza dell'Uomo a importare nel nostro Paese degli animali alloctoni che non sarebbero mai dovuti stare qui.
Certo, nei casi in cui il numero di esemplari è elevato si possono avere danni ad alcuni punti degli argini e/o a qualche porzione di raccolto, ma il numero deve essere davvero consistente. Ciò non significa comunque che dappertutto vi siano questi danni anzi, proprio a causa della capacità di autoregolazione delle nutrie, spesso gli eventuali danni sono molto più contenuti di quanto si creda.
La Nutria (Coypu) è un Roditore prettamente vegetariano, timoroso e docile. Solo se provocato può assumere atteggiamenti di difesa ma questo è un comportamento normale adottato da ogni animale. Spesso la gente interpreta erroneamente alcuni aspetti etologici perché non conosce il soggetto o perché è stata indotta ad aver paura di un semplice castoro (sudamericano). I motivi di tali disinformazioni si possono trovare nei business che ancora esistono nei confronti di questi animali.
Da un punto di vista ecologico la Nutria vive in armonia con l'avifauna locale (Gallinelle d'acqua, Germani reali, Oche cignoidi, etc.), se il suo equilibrio non viene destabilizzato il Coypu è in grado di autoregolarsi e quindi l'ambiente non risente di particolari problemi. La Nutria inoltre presenta un periodo di gestazione piuttosto lungo per essere un roditore: circa 130 giorni. Di conseguenza è stato calcolato che in buone condizioni una Nutria potrebbe essere in grado di partorire 2.7 volte in un anno. Le cucciolate sono mediamente costituite da 4-6 cuccioli a seconda però della disponibilità delle risorse trofiche.
Nonostante le Nutrie siano animali alloctoni, si sono adattati molto bene ai nostri ambienti tanto che per la legge 157/92 questi roditori non sono specie cacciabile e sono considerati animali naturalizzati.
I nemici naturali dei Coypu, soprattutto dei cuccioli, sono molteplici e tra di essi si annoverano lupi, volpi, mustelidi, gatti selvatici, uccelli rapaci e ciconiformi, pesci come il luccio e il siluro (quest'ultimo alloctono). Il freddo può costituire un pericolo mortale per le Nutrie.
Da un punto di vista igienico sanitario infine, la Nutria, salvo casi particolari, non rappresenta alcun genere di pericolo e ciò è dimostrato dalle analisi effettuate dagli Istituti Zooprofilattici.
Non è giusto che siano gli animali a pagare con la vita gli errori degli uomini ed è importante che ognuno possa prendere coscienza di questo in modo da optare per soluzioni eticamente e scientificamente efficaci e biocompatibili. L'uomo arreca danni di gran lunga superiori all'ambiente e ai suoi simili.
Samuele Venturini
per ulteriori info http://www.tursiops-biology.com/nutria_-_myocastor_coypus.htm
Una domanda per Samuele. Mi
Una domanda per Samuele.
Mi riferisco a notizie apparse in questi ultimi mesi su una diffusione incontrollata nella zona di Lacchiarella /Opera, con interventi della Provincia, raccolta e eliminazione di soggetti a migliaia, per ridimensionare decisamente la sua presenza, lamentando danni, ecc.
In quei luoghi mi sembra siano presenti parchi naturali con molta acqua e forse questo può spiegare il fenomeno..
La domanda, che credo il Cittadino di Buccinasco possa porsi e lo interessi è: una diffusione così massiva può verificarsi anche nel Parco Sud di Buccinasco e/o territori limitorfi ?
Quali le eventuali attenzioni e i comportamenti utili per controllarne la diffusione ?
Il parere di Samuele credo possa essere a tutti gradito.
Un grazie se vorrà informarcene.
Ciao a tutti e grazie per
Ciao a tutti e grazie per l'interessamento. La presenza di un ambiente favorevole è certamente determinante nel favorire la diffusione degli animalli e nel caso in questione della nutria. Ho sentito anche io che nel Comune di Lacchierella la situazione è di una portata particolare. Va detto che è da alcuni anni che va avanti così e questo dimostra un'altra volta l'inefficacia dell'abbattimento.
Il caso di Lacchierella però non è la regola. Ci tengo a precisare che occorre indagare bene quali siano i motivi principali di una concentrazione così elevata di nutrie.
A Buccinasco la situazione sembra essere decisamente più limitata, tenendo conto che da noi a Buccinasco le nutrie esistono da circa una decina di anni (testimonianza raccolta da una persona).
Stando alla domanda del signor Luigi, rispondo che, nonostante il fenomeno "nutrie" sia ancora poco studiato, in condizioni naturali pressochè costanti la possibilità di una diffusione massiva qui a Buccinasco è molto scarsa. Va detto infatti che le nutrie sono animali territoriali e sopra una certa densità generalmente non vanno.
Esistono tecniche molto efficaci di ingegneria ambientale per contenere la diffusione di questo animale ed è in studio anche un progetto per un approccio più ecologico nel contenimento di questi animali. Ne parlerò prossimamente.
Anche a detta dell'ISPRA (ex-INFS) l'eradicazione della nutria è impossibile a causa del vasto numero di canali d'acqua presenti nella pianura padana. Anzi, l'abbattimento in questi casi favorisce il tasso di natalità ed immigrazione.
A Buccinasco comunque, salvo casi eccezionali, non si riscontrano problemi particolari e ogni allarmismo risulta ingiustificato.
Rimango a completa disposizione per qualunque chiarimento e approfondimento in merito alla questione.
Un caro saluto!
Avete mai sentiro parlare
Avete mai sentiro parlare della Convenzione di Berna (1979), ratificata e resa esecutiva dallo Stato italiano con legge 5 agosto 1981, n.503? La Convenzione è relativa alla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa dalla quale deriva la Direttiva Habitat della C.E.
La nutria è un animale alloctono (non indigeno) dichiarato invasivo, assieme ad altre 10 specie tra le quali lo scoiattolo grigio, dalla Recommandation n°77 (1999) e successive, emanate dal Comitato permanente.
La fauna invasiva deve essere strettamente controllata, limitata ed eradicata nell'interesse della biodiversità e non solo.
Cordialmente.
Gentile signor Lucio,
Gentile signor Lucio, conosco le leggi da lei citate ma le posso dire che tali regolamenti non permettono l'uccisione indiscriminata degli animali alloctoni. L'articolo si riferisce in particolar modo a Buccinasco dove la nutria, come in altre parti d'Italia, è specie naturalizzata (legge 157/92) e non arreca danni evidenti alla biodiversità, anzi, ne contribuisce all'arricchimento.
Ci tengo sempre a ricordare che è stato l'uomo a portare qui le nutrie e sempre l'uomo è la causa della loro colonizzazione nei notri habitat.
Prima di giungere al controllo della fauna alloctona (che di per sè non è invasiva, è l'uomo che la rende tale...) bisognerebbe controllare il commercio.
cordiali saluti.
Le Convenzioni
Le Convenzioni internazionali, le Direttive CE e le leggi italiane devono essere lette completamente e non possono essere distorte a proprio comodo. La legge 157/92 costituisce anche attuazione della Convenzione di Berna, fatta per la tutela e la conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa;è stata resa esecutiva con legge n.503/81. Nessuno ha dichiarato la nutria specie naturalizzata! Le specie animali, dichiarate invasive dal Comitato permanente, sono 11 ed esattamente: visone americano, ondatra,nutria,scoiattolo grigio,gobbo della gamaica,cervo sika,procione,cane procione,castoro americano, tartaruga della florida e rana toro.
Devono essere eradicate e quando impossibile almeno confinate e controllate. Raccommandation n°77(1999) e n.99(2003). Cordialmente, Lucio Parodi 37.
Nutrie e
Nutrie e Comunità
Buccinasco allo stato attuale sembra registrare una presenza non invasiva, ma certamente stanziale e diffusa.
I contributi dei due (Parodi e Venturini), che possiamo senz’altro ritenere competenti della materia, fanno emergere una questione che ha la sua importanza.
Un riassunto da comune Cittadino; le risposte che vorrano venire credo aiutino chi ci legge a capire e farsene un’idea chiara:
> Le nutrie non sono eradicabili (l'abbattimento si dimostra inefficace, dice Venturini)
> Le normative europee stabiliscono l'eradicazione e quando impossibile il confinamento e/o il controllo.
Ciò posto (o meglio precisato se necessario), ecco le domande che si prega di chiarire:
A chi è demandato il monitoraggio (periodico o costante) della diffusione nelle diverse zone? Quali gli interventi cui è tenuta la Comunità, la amministrazione locale ?
Quale deve essere il comportamento del Cittadino ?
In quali altri paesi europei sono diffuse le nutrie ?
Vi sono metodiche di intervento che hanno più successo ed efficacia ?
Complimenti per i contributi e un grazie per le risposte che ne verranno.
Buongiorno, chiedo scusa
Buongiorno, chiedo scusa innanzitutto se ho dato l'impressione di "distorcere" le leggi, non è mia intenzione ma ad ogni modo so di cosa parlo ma so anche che ho ancora molto da imparare.
La nutria in base alle legge 157/92 è specie naturalizzata e non caicciabile in quanto gli esemplari oggi presenti derivano da nuclei stanziali e appunto naturalizzati. In alcuni posti si è creato un equilibrio tra la presenza del roditore e la biocenosi locale.
Che la nutria è naturalizzata oltre a dirlo la legge e i principali Enti Istituzionali (tra cui l'ISPRA o ex-INFS) è anche un dato di fatto in quanto generalmente in Itaia vive in equilibrio con diversi ecosistemi.
Le leggi in ambito biologico non devono e non possono essere applicate alla lettera perchè ogni caso è a sè stante e difatti sono previste le dovute variazioni.
La nutria, sulla base dei documenti del Ministero dell'Ambiente, non è eradicabile almeno in Italia.
Caro Luigi, ti ringrazio per il gentile intervento, consetimi di aggiungere che è anche l'ISPRA che asserisce l'impossibile eradicazione della nutria dal territorio italiano.
Ed ecco le mie risposte, per quanto mi è possibile, alle tue domande:
- A chi è demandato il monitoraggio (periodico o costante) della diffusione nelle diverse zone? Quali gli interventi cui è tenuta la Comunità, la amministrazione locale ?
* Il monitoraggio è demandato alla Polizia Provinciale, ai proprietari di fondi o comunque agli Enti di Ricerca. non vi è, che io sappia, un organo direttamente preposto a ciò se non appunto le associazioni o gli enti che si occupano di gestione faunistica. Le amministrazioni possono collaborare e proporre ordinanze e studi di settore come da legge 157/92.
- Quale deve essere il comportamento del Cittadino ?
* il Cittadino può riferirsi agli Uffici Ecologia dei Comuni o come detto prima ad associazioni apposite.
- In quali altri paesi europei sono diffuse le nutrie ?
* Ecco qui un link esplicativo: http://www.nwrc.usgs.gov/special/nutria/europe.htm In pratica per colpa degli allevatori di pellicce di castorino, la nutria è presente in Nord America, in quasi tutta l'Europa Continentale e in parti dell'Asia.
Attualmente non esiste un metodo veramente efficace (l'abbattimento crea l'effetto opposto) ed è per questo che esistono studi e progetti in proposito tra cui proprio sul nostro Comune, prego però gli interessati a contattarmi di persona per eventuali approfondimenti.
Ringraziando e rimanendo sempre a disposizione, porgo cordiali saluti.
P.S. permettetemi una piccola considerazione personale: le leggi relative alla tutela della fauna, flora, biodiversità sono giuste anche se ancora a mio avviso carenti. Si devono riferire però solo ad aspetti generali perchè ogni singolo caso è unico e la legge deve necessariamente, ove possibile, essere cambiata e applicare nuove strategie. Questo è il grosso problema di incompatibilità tra giurisprudenza e scienze della vita. La prima oltre un certo limite deve cedere il passo alla seconda. Si deve collaborare e non comandare. La Vita è un'entità dinamica e in continua evoluzione e l'uomo è ancora molto lontano dalla comprensione di tutti i meccanismi. Non è un caso infatti che sia proprio l'uomo ad aver "creato" l'invasività, spesso gonfiata, delle specie.
Bravo Samuele, hai fatto 30
Bravo Samuele, hai fatto 30 fai 31, magari dicci due parole sul progetto provinciale per la sterilizzazione tramite appositi mangimi (così come fatto con i piccioni), giusto per dare la corretta informazione su quello che si potrebbe fare concretamente.
Oramai sappiamo che comunque lo sterminio di questo animale non è possibile ne auspicabile.
Ciao Rino! ti ringrazio
Ciao Rino! ti ringrazio molto! :)
Si, esiste un progetto sperimentale chiamato Neem control in collaborazione con l'ENEA e la Provincia che ha dato risultati positivi sulla sterilizzazione dei piccioni. In Rete è possibile trovare qualcosa. Si tratta di un metodo di sterilizzazione chimico che però è ancora in fase di studio. Si è proposto anche di farlo su mammiferi come i roditori, nella fattispecie le nutrie, ma occorre un investimento non di poco conto.
Esistono articoli scientifici che mostrano come la sterilizzazione (sia essa chirurgica che chimico-biologica) sia potenzialmente il metodo migliore per ottenere risultati positivi.
Le alternative biocompatibili ed eticamente accettabili esistono eccome, naturalmente andando contro gli interessi dei soliti noti vengono o "nascoste" o disturbate.
Un caro saluto!
Giusto per puntualizzare e
Giusto per puntualizzare e per diritto di informazione: http://it.wikipedia.org/wiki/Specie_naturalizzata
"Si definisce specie naturalizzata o specie spontaneizzata (nel caso di vegetali) una specie, animale o vegetale, originaria di regioni diverse da quella di riferimento e che, successivamente, è immigrata, in modo spontaneo o per cause dovute all'uomo, stabilendo popolazioni e autosostenendosi riproduttivamente nel nuovo areale."
La nutria (o meglio il Coypu) è a tutti gli effetti specie naturalizzata. La Biologia viene prima delle leggi :)
Cordialmente
Da studi ed esperienze
Da studi ed esperienze passate, risulta che la nutria (Coypu), non è eradicabile, almeno in Italia (questo sulla base dei documenti del Ministero dell'Ambiente, a prescindere da una considerazione etica). I tentativi di eradicazione tramite abbattimento non solo non hanno sortito l'effetto desiderato ma hanno aggravato ulteriormente il problema (dati alla mano, esiste bibliografia in merito). Osservando da vicino le nutrie, studiandone per anni l'etologia e l'ecologia (e ragionando un po') si può inoltre capire che le cose non stanno proprio esattamente come i media vorrebbero far credere. Il fatto che le nutrie siano state dichiarate invasive non significa che questa evenienza si verifichi dappertutto ed in ogni circostanza. La natura è un'entità molto complessa che non si può ridurre ad un pugno di leggi. Sono d'accordissimo con il fatto che purtroppo le leggi in materia di fauna e flora sono carenti, come sono carenti gli studi basati su una reale e continua osservazione degli animali.
Concordo pienamente con
Concordo pienamente con quanto scritto da Samuele:
"le leggi relative alla tutela della fauna, flora, biodiversità sono giuste anche se ancora a mio avviso carenti. Si devono riferire però solo ad aspetti generali perchè ogni singolo caso è unico e la legge deve necessariamente, ove possibile, essere cambiata e applicare nuove strategie. Questo è il grosso problema di incompatibilità tra giurisprudenza e scienze della vita. La prima oltre un certo limite deve cedere il passo alla seconda. Si deve collaborare e non comandare. La Vita è un'entità dinamica e in continua evoluzione e l'uomo è ancora molto lontano dalla comprensione di tutti i meccanismi. Non è un caso infatti che sia proprio l'uomo ad aver "creato" l'invasività, spesso gonfiata, delle specie."
Le leggi vanno applicate con il buon senso, altrimenti saremmo dei robots, non degli esseri umani!
Buongiorno, ho un canale a
Buongiorno,
ho un canale a 5 metri dal mio orto ed è pieno di nutrie. Nel mio Comune NON ESISTE e NON è IN PROGRAMMA nessun sistema ne di eradicazione ne di controllo. Insomma mi hanno detto ARRANGIATI. Vorrei sapere a che punto è il progetto del mangime sterilizzante. Amo tutti gli animali e questa sarebbe una possibile soluzione di convivenza. Grazie
Pubblichiamo la risposta di
Pubblichiamo la risposta di Samuele Venturini, già inviata all'interessato:
Gentile visitatore, le vorrei chiedere in che Comune risiede. Il metodo relativo ai mangimi è purtroppo fermo a causa di mancanza di finanziamenti.
Esitono però diversi metodi di contenimento ecologico di questo roditore, le chiedo pertanto, qualora fosse interessato, di contattarmi.
Rimango a sua disposizione,
Un cordiale saluto,
Samuele
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