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Home » I costosi errori amministrativi da non ripetere: consigli per un buon 2009 I costosi errori amministrativi da non ripetere: consigli per un buon 2009
Inserito da Sosteniamo Bucc... il 5 Febbraio 2009 - 6:57pm
di: Alessandro La Spada, Luigi Saccavini, Adriano Carena Il nuovo anno di Buccinasco inizia con problemi vecchi: le uscite correnti superano le entrate, e il pareggio arriva solo grazie a operazioni straordinarie come la cessione dei terreni a scopo edilizio. In un'azienda ben gestita, i ricavi della normale attività quotidiana coprono le spese di funzionamento (stipendi, cancelleria, interessi, luminarie natalizie, etc.). Quello che avanza è il profitto. Quando invece si coprono le spese di funzionamento vendendo il patrimonio aziendale, questo si riduce. Alla lunga scompare, e l'azienda fallisce.
Buccinasco è ben lontana da rischi del genere, ma ha comunque spese di funzionamento superiori alle entrate ordinarie. Per diversi motivi: dallo Stato arrivano meno soldi, è difficile avere nuove entrate senza mettere tasse (ci vorrebbe uno spirito imprenditoriale assente nella Pubblica Amministrazione italiana). Allora si dovrebbero tagliare i servizi, ma il bilancio di Essendo all'inizio dell'anno vogliamo collaborare alla buona amministrazione della città segnalando alcuni episodi che speriamo non si ripetano più. A tal fine abbiamo esaminato centinaia di pagine di documenti, parlato con i diretti interessati e chiesto il parere di persone attive in altre amministrazioni locali. Crediamo che una migliore gestione di fatti come quelli che raccontiamo di seguito, avrà ritorni positivi sui conti del nostro comune.
Qui la lista dei documenti ufficiali su cui si basa il nostro articolo
1. Fondi pubblici ("decreto Visco")
Visto l'obiettivo dello Stato di ridurre i versamenti alle realtà locali, secondo noi la possibilità andava sfruttata subito. Chiunque accoglie al volo un rimborso fiscale. Non vediamo perché il comune debba rimandare, col rischio che un nuovo provvedimento complichi la situazione.
Uno sconto di un miliardo delle vecchie lire, pari al 77% del totale, proposto dal debitore il 19 dicembre, deliberato il 28 dicembre e dichiarato immediatamente esecutivo "considerata l'urgenza" (dopo due anni di battaglia legale). Il comune si è anche pagato l'avvocato, visto che le spese sono state "compensate tra le parti". È comprensibile che il privato, di fronte alla sentenza negativa del tribunale, chieda al comune di trovare un accordo. Ma gli accordi si fanno prima di andare dal giudice, non dopo. E comunque, la trattativa doveva avere dei punti fermi: - Riconoscere il debito, altrimenti si manda il pessimo messaggio che pagare non conviene, meglio piantare una grana e vedere che succede. - Si può trattare su sanzione e interessi, come avviene per le multe. Ma una parte deve restare, è il costo del lavoro di accertamento. - Vanno rifuse le spese legali, causate dal comportamento del debitore. È il minimo per sedersi al tavolo.
L'operazione era prevista nel giugno dell'anno precedente, ma la nuova amministrazione, uscita vincitrice dalle elezioni di maggio, sospese la procedura perché credeva di poter vendere il terreno a un prezzo superiore. L'assessore ai Lavori Pubblici Guido Lanati fece effettuare una nuova perizia, che aumentò il valore del terreno di 900.000 euro. Tutto bene sui soldi, ma dall'asta annullata alla cessione è passato quasi un anno. Una persona coinvolta nell'operazione ci ha spiegato che a giugno la nuova giunta si era appena insediata, a luglio ha iniziato a lavorare, ad agosto ci sono le ferie, a settembre ha nominato il perito, per l'esito ci voleva "un po'", a fine anno c'è troppo da fare, a gennaio c'è l'arretrato della pausa, e l'asta si è tenuta "poco dopo". Ci ha colpito questo passare da un mese all'altro come se fossero i giorni della settimana. In un'impresa privata, se salta un affare da diversi milioni di euro e quei soldi servono, come servivano terribilmente al nostro comune, non ci sono ferie che tengano. Le persone restano in ufficio finché non è tutto pronto. Identica disponibilità si chiede ai consulenti esterni. Non si mette in sofferenza il bilancio di una media azienda, qual è il comune di Buccinasco, senza che qualcuno ci rimetta la carriera. A meno che non ci fosse la precisa volontà di rinviare la vendita all'anno dopo, per affossare il bilancio 2008 predisposto dai 'nemici'. Ma questa è solo un'ipotesi.
La nuova giunta ha valutato l'iniziativa troppo costosa, destinata a fallire, e l'ha annullata. Al suo posto metterà un centro gestito da un'associazione di Roma, con un costo di 150.000 euro, senza creare posti di lavoro.
Un progetto in fase avanzata si annulla solo quando ce n'è uno migliore già pronto. In questo caso verranno spesi 150.000 euro al posto di 25.000 (+500%), azzerati i posti di lavoro, la rapidità è sotto gli occhi di tutti: saracinesche ancora abbassate dopo un anno e mezzo.
Nonostante questi errori di gestione, Buccinasco ha pochi debiti (indice di interessi passivi quasi zero contro un limite di 15), e teoricamente potrebbe chiedere alle banche cifre enormi, oltre 50 milioni di euro, prima di dover svendere il territorio per far fronte alle spese. Avrebbe tutto il tempo per ridurre i costi tagliando i servizi meno utili, e per creare attività produttive con la sua Azienda Speciale. Affinchè questa solidità permanga, diamo alcuni consigli alla giunta comunale:
- Più decisione nelle riscossioni. Se si sparge la voce che basta opporsi per avere sconti, e che sconti!, tutti saranno incentivati a provarci. Il PEG spiega le cose concrete che verranno fatte con i soldi messi a bilancio. Senza quello, i numeri dicono poco. A Buccinasco si usa presentare il PEG tempo dopo il bilancio preventivo, infatti anche il preventivo 2009 è stato approvato senza PEG. Speriamo che il nuovo anno ci porti una gestione attenta della casa comune, e un bilancio preventivo accompagnato dal documento necessario per capirlo. Per dirla con il ministro Brunetta, "la Pubblica Amministrazione deve essere una casa di vetro".
Luigi Saccavini Adriano Carena Osservatorio
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