Statuto comunale: una elaborazione casereccia che sarà utile approfondire

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Ci informa Pruiti sul suo sito che la commissione istituita tre anni or sono per la revisione dello Statuto a terminato i suoi lavori per cui si avrebbe ora il passaggio in Consiglio Comunale per la sua discussione.

Ad una prima lettura, è triste dirlo, l'impressione non è entusiasmante. Un testo che sa  di copia-e-incolla preso qui e là con una serie di commi e capitoli che sanno di minestra riscaldata. Non si coglie un impegno uno sforzo verso il rinnovamento nel rapporto fra l'istituzione Comune e i Cittadini, anzi si avverte un volare basso, una certa superficialità.
Accanto alle affermazioni di principio ripetute, quasi una copiatura di commi della costituzione e leggi regionali, vi sono affermazioni di principio che tutti approvano prima ancora di leggerle. Come questi principi poi vengono messi in pratica nello Statuto, si fa fatica ad individuarlo.

Si avverte da questo elaborato che il mondo dei partiti rimane tetragono, chiuso al rinnovamento, ad aprire porte e finestre per fare della comunità una realtà partecipata e condivisa. Salvo poi lamentarsi che la "politica" è sempre meno seguita, ridotta al lumicino la sua credibilità, un senso diffuso di sfiducia e disinteresse (per non dir di peggio).
Nella politica locale non si avverte (almeno questo è ciò che colgo) un minimo di visione generale, il senso, la coscienza di un divenire, uno sviluppo della Comunità.
Cosa ci voleva a suddividere l'opera in 5 o 10 punti e realizzare serate di discussione invitando i Cittadini ad una elaborazione aperta ai contributi di tutti ? Uno statuto deciso dagli eletti ma dopo una diffusa illustrazione partecipata; una cultura accresciuta della Comunità, i diritti e i doveri del Cittadino, ma anche di chi ci amministra ?

Prenderò in esame i punti salienti che a mio parere dovrebbero essere focali nella definizione di una Comunità moderna e democratica. Aperta ad iniezioni di democrazia diretta come è richiesto sempre più insistentemente dal senso comune; importantissimo in questa fase di criticità nell'economia e nel lavoro che richiede una accentuata partecipazione e condivisione, fase critica che sarà tutt'altro che breve.

Spero che almeno alcune delle carenze maggiori trovino modo di essere attenuate. Non mi aspetto un grande risultato: il nostro statuto resterà un tavolo a tre gambe, con la quarta rotta, tenuta insieme da uno spago. Da riprendere in mano e rifare il prima possibile.

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