Sinti, una delibera interessante. Alcuni aspetti da approfondire

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Il 23 Agosto una delibera di Giunta determina, sinteticamente, quanto segue:

Uno: si prende atto di un percorso di positiva integrazione e stabilizzazione della comunità Sinti;

Due: accertata la presenza di costruzioni (in legno) accanto a strutture mobili, in Parco Sud, si ritiene di non procedere alla distruzione, accettando lo stato di fatto;

Tre: si determina la stipula con la comunità Sinti di un “patto di legalità e socialità” che regoli il governo (l’autogoverno) di territorio e spazi del campo nonché piani di miglioramento di standard igienici e di sicurezza;

Il territorio è comunale e la Comunità è stanziale, quindi con avvicendamenti contenuti o nulli; acconsentire la realizzazione di casette in legno (oggi una o due) è azione che tende nel tempo a una diffusione in cambio di roulotte e camper; è naturale e credo possa essere anche positivo.

Ciò illustrato, la delibera non sembra chiarire alcuni aspetti che vengono alla mente (forse si intende affrontarli in seguito):

Uno: non viene stabilito un parametro di cubatura per il singolo insediamento; un limite massimo; un rapporto fra abitanti e cubature utili. Il rischio di abusi è bene venga considerato e sia prevenuto.

Due: non viene illustrato cosa succede alla casetta se la famiglia che la ha costruita decide di trasferirsi: potrà venderla ? o dovrà cederla al Comune a condizioni predefinite, essendo il Comune ad assegnare l’unità abitativa al subentrante, anche con potere di veto?

Tre: la comunità attuale può nel tempo ampliarsi oppure le piazzole assegnate non sono aumentabili? è il caso di prevedere un’area limite di riserva, non superabile?

Quattro: il problema maggiore: la comunità Sinti ha notorie difficoltà a procacciarsi occasioni di lavoro regolare e continuativo. Un piano di integrazione della comunità non può prescindere da una attenzione particolare a questa importante criticità. Devono darsi da fare in proprio ma è giusto che vengano adottati meccanismi di assesment e orientamento al lavoro, corsi e aggiornamenti professionali; magari anche il rilascio di un “libretto formativo” che descriva anche capacità e precedenti, con il quale presentarsi nella ricerca del lavoro.

Spero che queste note non siano viste come una critica: ribadisco che l’iniziativa è apprezzabile. E’ bene in ogni caso che le regole siano chiare e vengano fatte rispettare, come a tutti i Cittadini. Le buone regole creano una comunità più unita e partecipe.

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