Centro Giovani: un bando da mettere al bando

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Nelle scorse settimane i cittadini di Buccinasco hanno avuto un'altra sorpresa: il Centro Giovani cambierà gestione. Curiosamente, le regole del nuovo appalto, che aumenta molto i costi, impediscono a chi ha gestito il centro per oltre 15 anni persino di partecipare alla gara (che scade in pieno agosto). Problemi anche sui numeri: le cifre dell'amministrazione comunale sulla partecipazione alle attività del centro sono più basse di quelle rilevate dai gestori.

La questione crediamo sia molto seria. La politica locale agisce entro i riti e le regole delle interrogazioni; fa il suo dovere istituzionale, si muove correttamente ma si ferma lì. Ottenuta la risposta, al massimo si pubblica e si critica (con ragione). La maggioranza sta zitta: né approva né commenta. Spera nella disinformazione, nel silenzio, meno sono informati i Cittadini, più si possono trattare da sudditi. La politica di casa nostra finisce qui.

A nostro modesto parere invece è qui, dalla informazione, che deve cominciare la politica: occorre un riflessione di sistema. Spiegare ai Cittadini cosa sta succedendo e cercare di decodificare quanto si sta facendo: capire e far capire. Le idee e le riflessioni giuste hanno le loro gambe e posso fare molta strada quando non restano alla superficie e hanno almeno un po' di fondamento.

In genere la reazione della politica è stizzita, di qui come di là si risentono; temono il confronto anche perché così le idee, le riflessioni circolano; informare da fastidio. Vuol dire che si sta colpendo nel segno; voltano la testa e vanno avanti facendo finta di niente, (ufficialmente). Poi magari ricevi telefonate o vieni a sapere che sulla questione sollevata si sta discutendo, ecc.  Le idee meditate, per la loro parte coerente e per quanto hanno di valido, puoi nasconderle sotto il cuscino, ma camminano, sono inarrestabili Come le gocce d'acqua sul granito, col tempo scavano e passano.

Ben lo sapeva il potere già 500 anni fa: in un mondo con il 95% di analfabeti proibiva e bruciava libri; messi all'indice con pene gravi e rischio di eresia per chi li detenesse. Le idee generano arrovelli, riflessioni, collegamenti e confronti con le proprie e con quelle di altri, il confronto delle idee ci migliora e ci fa crescere; tutti.

Siamo andati a prenderci le carte disponibili, abbiamo esaminato il bando (in altro post già commentato); abbiamo sentito gli interessati. Il risultato è diviso in quattro parti. Dedichiamo queste riflessioni al gruppo di brave persone di buona volontà che da 15 anni ed oltre animano e fanno gruppo con i giovani di Buccinasco, facendoli crescere e garantendo una libera possibilità di sviluppo alle giovani personalità in formazione.

Un ringraziamento ed un augurio che non è solo il mio, ne sono certo; l'augurio che possano proseguire la loro attività per altri 15 anni almeno.

1. CENTRO GIOVANI. UN BANDO PER ANDARE ALLO SBANDO?

Il bando per la nuova organizzazione del Centro Giovani merita approfondimenti e riflessioni, anche alla luce dei motivi (e dei numeri) che l'assessore Centola ha indicato rispondendo ad interrogazioni. Cerchiamo di fare utile informazione e conoscenza per i Cittadini; opera di trasparenza che sostituisce l'opacità comunicativa di questa amministrazione.

Cominciamo dai numeri. Quali sono i risultati quantitativi? i giovani che trovano utilità e partecipano alle varie iniziative?

L'assessore indica i giovani frequentanti (ad alcune non a tutte) delle iniziative del centro avendo quale riferimento l'anno scolastico (Settembre/Giugno). A questo scopo cita i numeri di iscritti (e frequentanti) anno 2010 di:
- "Dopo la campanella" : 24 (non indica che si tratta del solo mattino); se si considerano anche i partecipanti pomeridiani il totale è 45 (compreso i non tesserati).
- "Musicalmente" : 26 (non indica i partecipanti pomeridiani), il totale sarebbe 51.
- "E...state al centro": 46. compresi i partecipanti il totale sarebbe 51.
Il totale dell'assessore dà 96. Il totale indicato dagli operatori (che comprende anche frequentanti non tesserati), dà 147.

Vi sono altre attività che promuove il Centro Giovani: "SonSuono", "Dischettini", "Spazio Aperto", "Spazio Orientamento", non citate dall'assessore. Con queste altre iniziative dimenticate dall'assessore: secondo gli operatori si arriva ad un totale complessivo di 262 giovani fra partecipanti diretti ed indiretti, tesserati e non (e siamo a Luglio; a fine anno si arriverà a 300).

Con una tendenza che è stabile da almeno 4 anni (sempre dati degli operatori), con un totale di 150 tesserati e una numero di frequentanti che porta in genere al raddoppio. Quindi non un calo, quindi numeri che un loro peso lo hanno; da cui si può partire per migliorare i risultati e le partecipazioni. L'importanza del Centro Giovani con questi dati si riesce a comprendere meglio; meno con le cifre dell'Assessore.

Dice bene l'Assessore quando afferma: il bando non tratta la chiusura del Centro Giovani, bensì si intende affidare l'incarico ad una gestione "sussidiaria": affidata a terzi con una assegnazione biennale. Non si capisce allora perché senta il bisogno di giocare al ribasso sui numeri attuali.

Oltre alla disattenzione verso le iniziative non citate palese è il disinteresse: forse mi sono perso qualcosa ma nessuna delle iniziative e manifestazioni promosse dal Centro Giovani nel 2010 si ritrova sul periodico Buccinasco Informazioni. Diciamo che non c'è feeling; che si stanno costruendo le condizioni per un cambiamento, che non è di lavoro ma di persone. Davvero bisogna lasciare a casa tutti coloro che hanno lavorato per 15 anni e cambiare tutto ? Un bel rischio; forse poco considerato.

 

2. CENTRO GIOVANI: QUANTO COSTA OGGI E QUANTO SPENDERÀ IL COMUNE.

Partiamo dai soldi impegnati e cerchiamo per quanto possibile di essere precisi. Quanto costa oggi alla Comunità il Centro Giovani ?
61.000 Erogazioni complessive 2010 (stima sviluppata su base annua)
- 20.000 introiti al Comune da iscrizioni, biglietti di manifestazioni, ecc. (stima annua 2010)
41.000 costo annuale netto per la Comunità (non vi sono aggravi IVA)

Andiamo adesso a verificare quanto ci viene a costare secondo ciò che stabilisce il bando di gara:
costo biennale 23 mesi: 145.000 + IVA 20% = 174.000
variabile + 20% (opzionale): 34.800.
totale costo 23 mesi: 208.000

Costo annuo allineato (208.000/23 x 24)/ 2 = 108.000 (come noto l'IVA il Comune non può recuperarla e diventa un costo).

Quindi la scelta della Amministrazione porta ad un maggior costo annuo di 67.000.
134.000 euro in due anni.

E' poi da rilevare che nel bando non vi è traccia di una qualsiasi forma di iscrizione a pagamento da parte dei frequentanti. Forse è una dimenticanza; forse si intende agevolare la cooperativa per aiutarla a dimostrare le sue capacità, la validità della sua scelta ? ovvio pensare che se l'iscrizione non costa il gestore non farà fatica a raccogliere iscritti a centinaia. Oppure consentire di sommare al contributo del Comune, le iscrizioni ricevute, che così diventano un reddito per il gestore.

Oppure in alternativa, si vuole consentire una gestione economicamente libera: poter chiedere iscrizioni con un valore consistente e poi dare una applicazione variabile. Mantenere il prezzo alto per chi intende iscriversi ma non è gradito; scontare alla grande per chi invece è gradito e si intende agevolarlo.
Non sostengo che il gestore si comporti necessariamente così: diciamo che il bando è impostato in maniera che gli consente di farlo.

Siamo di fronte a:
UNO: una soluzione più costosa;
DUE: Con un soggetto vincitore che viene valutato sulla carta, in assenza di una conoscenza e di esperienza concreta nel luogo;
TRE. Un contratto che dura due anni e che bisognerà comunque pagare indipendentemente dai risultati.

Per concludere, in termini economici: il bando non ha i presupposti di efficienza indispensabili per far partire un progetto del genere.
A pagare oltre le tasche dei Cittadini, potranno essere i giovani di Buccinasco.

 

3. LA SUSSIDIARIETA' E' UN VALORE ?

Può esserlo, ma lo deve dimostrare in un confronto economico e funzionale. Come qualsiasi attività anche non economica, se agisce in assenza di parametri di efficienza può diventare un disvalore. Perché sia un valore ci vuole un benchmarking con cui si misuri.

Conosciamo tutti l'area da cui è venuta la teorizzazione della sussidiarietà come impegno nel sociale; come affiancamento qualitativo e di partecipazione alla attività istituzionale, anche sostituendosi a questa. Mentre la gestione pubblica anche quando si propone questi scopi finisce col farlo in modo burocratico e materiale, distaccato dalle persone verso cui dovrebbe rivolgersi. C'è del vero in questo presupposto; disconoscerlo sarebbe un errore. Tuttavia....

Non sempre la gestione pubblica diretta è di per sé svilente o dequalificata. Dipende dalle persone coinvolte, dal loro impegno diretto e solidale. Dipende molto anche dagli indirizzi che chi amministra attribuisce alla "operazione"; indirizzi che di sociale possono avere ben poco; i valori sociali che vengono solo in via subordinata, se "avanza" qualcosa. Ci siamo capiti.

Questo però è ben vero anche per il mondo della sussidiarietà: gli scopi e i principi descritti in premessa sembrano per la gran parte sfrangiati e sfarinati in un mare di iniziative le più disparate, da cui in primis avere un ritorno: in termini di potere, di lavoro, di equilibrio economico, persino di contiguità se non scambio politico. Ciò che dovrebbe essere il fondamento dell'agire è spesso diventato meno pregnante, secondario.

Troppo spesso la sussidiarietà finisce col costare di più, anche molto di più di quanto può fare la gestione diretta dell'ente locale. Non parliamo poi della società privata a controllo pubblico (nel nostro caso la ASB S.p.A.), che dovrebbe poter rappresentare un parametro di efficienza per consentire a chi amministra e a chi aspira a "sussidiare" di avere il parametro di confronto (il benchmarking dicono in azienda) sul quale poter decidere nell'interesse delle casse comunali (dei soldi dei Cittadini).

Questa che viene i questo caso, se viene, è sussidiarietà a prescindere, già teorizzata dal Sindaco e da noi denunciata. Non abbiamo più soldi da destinare a rischio, senza parametri di confronto.  I Cittadini non possono e ancor meno vogliono pagare tasse per favorire Tizio o Caio. Neppure se riveste l'inefficienza con il manto della sussidiarietà. Termine che nel caso rischia di essere un neologismo di maniera.

 

4. LA SUSSIDIARIETÀ COME SEPARATEZZA SOCIALE.  UNA SCELTA "INTEGRALISTA" PER UNA GESTIONE CHE DOVREBBE PROPORSI E RIVOLGERSI A TUTTI ?

Per come si è comportata questa amministrazione nella preparazione del bando e nella sua gestione, le valutazioni che derivano non sono incoraggianti. L'impressione chiara è che la attuale Centro Giovani struttura comunale di aggregazione giovanile esterna alla socializzazione parrocchiale, sia vista dalla amministrazione come un corpo estraneo o come un terreno da presidiare con la sussidiarietà. Se agisce così, questa amministrazione commette un grave errore di valutazione. Socialmente oltre che economicamente può arrecare danni seri.

La Amministrazione adesso afferma che cerca di migliorare, l'efficienza del Centro Giovani. Adesso. Senza aver in nulla sostenuto gli attuali gestori nei tre anni precedenti; con contributi, iniziative, patrocinii, senza aver sollecitato e promosso l'integrazione fra le diverse forme di aggregazione presenti sul territorio, di vario titolo e orientamento. Certo, gli attuali gestori ci possono e potevano pensarci da soli, ma l'assessore di suo cosa ha fatto i questa direzione ? Qualcosa avrà fatto, spero e credo. Per quanto conosco nulla verso il Centro Giovani che abbia avuto riverbero nella comunicazione, nel periodico comunale.

In generale forse, a frenare proposte e momenti di condivisione e conoscenza, di confronto e di iniziative comuni può essere una certa vena integralista che sotto traccia percorre le associazioni a matrice religiosa che nella amministrazione hanno una loro rappresentanza. Nel mondo degli oratòri e delle parrocchie in genere la chiusura integralista è oggi poco presente; un po' di più si trova in altre confessioni (anche per la condizione minoritaria hanno bisogno di costruirsi e preservare l'identità che giustifica la loro diversità).

Abbastanza marcata invece nel mondo delle scuole private (aperte nel contenuto degli studi, ma inevitabilmente selezionanti nelle adesioni/iscrizioni). Idem nel mondo cielle al di là di una proclamata laicità: un mondo che tende a difendersi, a separare i rapporti interni da quelli rivolti verso gli "altri". Si tratta di una descrizione generale e generica, senza alcuna pretesa che non sia di utilità rispetto alla analisi del Centro Giovani.

Già, perché gestire il Centro Giovani della Comunità diventa un problema e non da poco.  I giovani che per ragioni familiari, di amicizie e frequentazioni socializzano entro l'oratorio o le associazioni più o meno religiose o di altra finalità, hanno già il loro "Centro Giovani" nel quale si identificano. Una struttura della Comunità ha propositi diversi e molto più aperti.

Si propone di aggregare e socializzare i giovani che per le più disparate ragioni non si identificano con le altre. Lo scopo è raccogliere e far vivere in uno spazio aperto, far dialogare e convivere esperienze le più diverse.
Non solo non escludendo nessuno ma aprendosi a tutti, avendo l'obiettivo di integrare. A questa funzione ha finora assolto il Centro Giovani comunale, non male è da credersi, anche se si può certamente migliorare.

Siamo sicuri che con un incarico assegnato ad una qualsiasi onlus che faccia capo ad una organizzazione formalmente laica ma chiaramente targata possa funzionare meglio ? Con un incarico per due anni e senza alcuna sperimentazione ?

E i giovani che non volessero partecipare e aderire per ragioni svariate, sbagliate o giuste, quelli più prossimi al disagio o all'esclusione, li lasciamo a loro stessi ? Una questione non da poco, che ci sembra lasciata senza risposta.

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