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Home » Uffici in centro, affari e dinamite Uffici in centro, affari e dinamite cronaca dell'operazione investigativa Parco Sud, articolo del 4 novembre da www.repubblica.it Uffici in centro, affari e dinamite ecco le carte e le intercettazioni Nell´ordinanza che inchioda i 17 arrestati, e fotografa le collusioni di 48 indagati, c´è la capillare penetrazione delle cosche nel tessuto economico milanese; il racconto di un potere mafioso che non sente di doversi fermare davanti a nulla; la storia di imprenditori che sembrano opporsi, poi vacillano, infine cedono e finiscono cinicamente a fare affari con le cosche. Le intimidazioni. Chi non si piega viene punito, ma resta in silenzio. Succede al titolare della ditta Arioli srl, il 20 luglio 2007. Ignoti, di notte, entrano e appiccano il fuoco, danneggiano due escavatori e provocano 70mila euro di danni. Il titolare dichiara ai carabinieri di Assago «di non avere sospetti e non aver mai subito minacce». Ma poi un imprenditore del suo stesso settore, il movimento terra, dice ai militari di aver saputo dal titolare della Arioli che «la sua ditta lavorava anche gratis per i Barbaro, che non pagavano le riparazioni». E la stessa ditta, il 10 gennaio 2008, subisce un altro «attentato dinamitardo». L´8 gennaio scorso C. P. e G. S. parlano al telefono: «Ad Assago avevano fatto la festa a qualcuno». Parlano dell´impresa Cerullo, "a cui erano stati bruciati alcuni mezzi - si legge nell´ordinanza - ricollegando l´evento al fatto che il titolare non aveva più intenzione di far lavorare i Barbaro". Va peggio ai titolari di un´agenzia immobiliare di Cesano Boscone: "La notte tra il 6 e il 7 maggio 2008, persone rimaste ignote, dapprima a Cusago, subito dopo a Cesano Boscone, esplodevano ben 7 colpi di pistola. (...) Due attingevano la camera da letto matrimoniale. (...) Tra i due episodi, riconducibili alla stessa mano, non erano intercorsi più di 15 minuti". «L´hanno avvertito al lavoro e l´hanno avvertito nella finestra della camera dove dormiva, l´hanno avvertito da tutte le parti... lui sa cos´ha fatto» intercettano gli investigatori. «Come negli anni ‘90». Antonio Didonè è succeduto al padre alla guida della Didonè srl: «Svolgo questa attività da 35 anni. Lavorando nel movimento terra ho subito danni ai cantieri, ma tranne l´episodio che riferisco, le vicende risalgono agli anni ´90. (...) Solo nel dicembre 2007 ho subito un altro grave danneggiamento: nel cantiere di via Leti, a Milano, diedero fuoco a un escavatore. I lavori di sbancamento e trasporto macerie dovevano essere affidati ai calabresi. Lo feci e non ebbi più problemi». [la Kreiamo spa] Scrive il gip: "Di origine familiare geograficamente comune a quella dei Barbaro-Papalia è ben più di un imprenditore che subisce le pressioni degli ambienti criminali (...). Si sforza di entrare nelle grazie dei Barbaro, con i quali ambisce a costruire una relazione chiaramente preferenziale e di reciproca fiducia". E continua: "Si presta a occultare le partecipazioni dei Barbaro nella Immobiliare Buccinasco" e "ricorre più volte all´autorevolezza mafiosa e capacità di intimidazione della famiglia Barbaro-Papalia". Madaffari risponde al telefono al socio Alfredo Iorio: «È stato bello perché mi sono affiatato un pochino di più a piripicchio (Salvatore Barbaro) perché più difficile di Rosario, Salvatore. (...) Però ci sto entrando, piano piano. D´altra parte a far crescere l´albero è necessario il concime. Mi ha fatto capire il metodo». Poi, ancora, a Rosario Barbaro: «Siamo una squadra. L´obiettivo è di portare a casa più soldi possibili». [droga e armi] Non c´è solo il business degli appalti ma anche quello della droga. «Tutta la droga di Corsico è di Mazzone Franco» dice Paolo Salvaggio, arrestato per traffico di droga. «La Lancia Lybra era una vera armeria», scrivono gli investigatori, dopo il sequestro dell´auto in un box ad Assago. I carabinieri trovano anche munizioni, sette candelotti di dinamite, caricatori di kalashnikov il 29 settembre 2008, vicino al cantiere della ferrovia Milano - Mortara. Il perito e l´asta deserta. Presidente della Kreiamo è l´altro socio Alfredo Iorio, che parla col perito Achille Frontini, arrestato perché collaborava "di fatto con la Kreiamo per l´acquisto in aste giudiziarie di unità immobiliari". Frontini valuta un terreno "17.387 euro, nettamente inferiore al valore di mercato", ricevendo "circa 32mila euro", realizzando "un totale asservimento della funzione pubblica agli interessi privati". E sulla successiva asta assicurava Iorio: "Ti tengo al corrente.. se ci fosse qualcuno che vuol far lo stupidino e partecipare...". "Ti ringrazio", risponde Iorio. E l´asta andò deserta. (ndr: clicca qui per scaricare integralmente le oltre 200 pagine dell'Ordinanza di Custodia Cautelare con le trascrizioni integrali delle intercettazioni ambientali citate da Repubblica: una lettura lunga ma assicuriamo molto istruttiva) Osservatorio
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