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Sotto l'albero degli zoccoli: la storia delle cascine lombarde

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Sotto l'albero degli zoccoli: la storia delle cascine lombarde
La storia politica e sociale delle cascine lombarde: architettura e lavoro nella campagna assediata dalla città. Per un partimonio da rivalutare
di Chiara Gatti

Che bei nomi hanno le cascine lombarde. Nomi da sogno, come "La Terra promessa" o "La Cuccagna". E nomi "di delizia" come "Buongodere" o "Belgiardino". Nomi patriottici come "Italia" e speranzosi come "America". Severi come "Disciplina" e "La Zelata". Nomi dalla radice aspra: "Resega", "Cavriana", "Camorra". E nomi dolci di donna: "Bianca", "Edvige", "Rosa" ed "Ermengarda", con diminutivi ironici, "La Cigolina", "La Passerina", "La Ciribina".

Il repertorio è incantevole e vasto quanto l'inventario delle cascine che hanno punteggiato la Lombardia dal medioevo a oggi e di cui esistono ancora strepitose testimonianze. Più di mille solo nella provincia di Milano, che conservano il loro fascino originario, mentre altre sono state sacrificate alla modernità, in nuovi scenari urbani che ne hanno offeso l'antico profilo. Tutte raccontano uno spaccato della Lombardia, terra fertile di boschi e campi ritagliati nella pianura, mossa da canali, risaie, filari di gelsi e sistemi di chiuse studiati da grandi progettisti. In testa Leonardo, che al servizio del Moro mise mano al sistema dei Navigli e alle conche dell'Adda.

Storie e immagini d'altri tempi raccolte oggi in un libro monumentale: 370 pagine di saggi e fotografie rimpinguano la strenna della casa editrice Celip, che dopo anni di volumi dedicati agli aspetti aristocratici del territorio, dalle grandi famiglie ai palazzi privati, dalla Milano dei giardini a quella dell'arte, tasta un argomento forse più genuino e di attualità, visto che il recupero delle cascine è nell'agenda dell'Expo 2015.

Curato da Roberta Cordani, con 95 saggisti e 30 fotografi, il volume mette in fila centinaia di dimore rurali. A partire dalla più elegante, "La Graziosa", centro dell'attività agricola dei Gallerani (la famiglia di Cecilia, amante del Moro ritratta da Leonardo nella Dama dell'Ermellino). Per arrivare alla più strategica, avamposto nelle risaie noto come il "Castello Gallarati Scotti" di Cozzo Lomellina: proprietà di un consigliere di Francesco Sforza, ospitò il re di Francia Luigi XII. Non mancano siti celebrati dal cinema, come la Cascina Roggia Sale di Palosco, scelta da Ermanno Olmi come set per L'albero degli zoccoli; o luoghi dai trascorsi sinistri, come la "Grangia" di Monlué, da Mons Luparius ovvero "il monte dei lupi", sperduta fra le paludi, passata dall'ordine degli Umiliati ad uso agricolo con le soppressioni di Carlo Borromeo.

Curiosi i documenti inediti: dalle «Dissertazioni sopra la gramigna» che infestava la segale nel Settecento, alla cartolina del "premiato" stabilimento d'apicoltura in porta Garibaldi, con il Duomo come immagine promozionale. Peccato solo che la mancanza di un indice dei nomi e dei luoghi renda ardua la consultazione.

LE TERRE DELLE CASCINE Viaggio nella storia nell'arte e nel paesaggio Edizioni Celip pp. 370 euro 110

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Osservatorio

  • Da molti mesi Buccinasco è governata da un commissario prefettizio, in seguito alle note vicende giudiziarie che hanno portato all’arresto del sindaco, di un assessore e di un consigliere comunale. La nostra città sperimenta il collasso della politica italiana, travolta dagli scandali, incapace di rinnovare facce e idee.
    Mentre il commissario Iacontini regge le sorti del Comune, un gruppo di cittadini, lavoratori e imprenditori si è attivato per avviare una nuova fase della politica locale. Basata su idee finalmente moderne, superando i pregiudizi incarnati dai concetti di ‘destra’ e ‘sinistra’.

    di
    Sosteniamo Buccinasco, Vedetta, PD, UDC
    06/01/2012 - 03:15
    Commenti:
    0
  • La situazione del campo Sinti, irregolare ma consolidata e priva di reali problemi per la collettività, ha avuto una svolta con l'arrivo a Buccinasco del commissario prefettizio.
    Francesca Iacontini ha preso alcune decisioni rese necessarie dal suo mandato, che ricordiamo è di far rispettare le regole. I Sinti, attraverso l'associazione Apertamente, le hanno accettate e iniziato a eseguirle: smontare le case, firmare impegni scritti etc.
    Ma a fronte di un ritardo sui tempi del percorso concordato, è rispuntata l'ipotesi di un intervento di forza. L'arrivo delle forze dell'ordine era previsto lunedì 7 novembre.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    09/11/2011 - 13:23
    Commenti:
    0
  • La chiusura inopinata della scuola Nova Terra dura ormai da una settimana. E' chiara a tutti la profonda ingiustizia subita dalle famiglie che hanno pagato un servizio, dai bambini che hanno diritto di andare a scuola, e dai lavoratori che rischiano di perdere il posto.

    Noi crediamo che l'assurdità di chiudere d'improvviso una scuola con 350 iscritti e 40 lavoratori, magari mormorando un rabbioso "arrangiatevi", sia durata abbastanza. Ci sono Istituzioni che possono e devono intervenire per ripristinare la regolarità delle cose.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    01/11/2011 - 19:33
    Commenti:
    0
  • Nei giorni scorsi avevamo espresso la nostra preoccupazione per la scelta, ormai semi-definitiva, di dare il via libera alla ristrutturazione edilizia dell'area di Buccinasco Castello. Il Castello e gli edifici limitrofi sono gli unici manufatti di Buccinasco con un reale valore culturale e artistico, dato che l'altra zona che si usa citare, Gudo Gambaredo, ha un valore prima di tutto simbolico, legato alla figura di Don Giussani.

    Dato che in Italia le iniziative edilizie si trasformano spesso in mere speculazioni, che non guardano in faccia nessuno e tanto meno si preoccupano del territorio, eravamo preoccupati che lo stesso potesse ripetersi con il Castello.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    12/10/2011 - 13:35
    Commenti:
    0

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