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Naviglio, riapriamo alle biciclette

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"Naviglio, riapriamo alle biciclette. Qui centinaia di turisti ogni weekend"

Articolo di Giovanna Maria Fagnani (con postilla finale dal sito eddyburg.it)

Dal Corriere della Sera ed. Milano, 11 marzo 2010, storia metropolitana eloquente su certe idee di territorio, mobilità, e sviluppo. Con postilla (f.b.)

Domenica sfideranno il divieto. I cicloamatori che protestano contro il divieto d'accesso all'alzaia del Naviglio, nel tratto tra Turbigo ed Albairate. I sindaci della zona hanno annunciato che non manderanno i vigili a multare i trasgressori. «Così perdiamo anche i tanti turisti del fine settimana».

«Mandare i vigili a multare la gente che passeggia sulla pista ciclabile del Naviglio Grande? Ma non scherziamo, non lo farò mai. L'alzaia va riaperta subito, una chiusura totale non è pensabile » . Osvaldo Chiaramonte (Pdl), sindaco di Bernate Ticino, si ribella all' idea di un Naviglio «blindato». E non è l'unico: domenica prossima alle 10 proprio dal ponte di Bernate partirà una biciclettata di protesta promossa con un tam tam sui social network dai frequentatori dell'alzaia. Ciclomatori, podisti, ma anche amanti delle passeggiate. E poi i membri di associazioni ambientaliste e storiche. A piedi o sulle due ruote, sfideranno il divieto di circolazione e lamulta di 51 euro, percorrendo il tratto di un chilometro e mezzo tra Bernate e Boffalora sopra Ticino. Lì si terrà un'assemblea che dovrebbe stabilire altre forme di mobilitazione.

Il divieto di accesso all'alzaia del Naviglio, nel tratto di quindici chilometri fra Turbigo e Albairate, è stato deciso dal Parco del Ticino, che gestisce la ciclabile per conto della Regione. L'ente è stato da poco condannato a pagare 500 mila euro di risarcimento alla famiglia di una donna di 71 anni, che nel 2002 cadde nel Naviglio dopo uno scontro con un tredicenne in sella a un'altra bicicletta e annegò. Il Tribunale civile di Milano ha dichiarato il Parco e il tredicenne corresponsabili della sua morte e ha dichiarato la pista ciclabile è "insicura", perché senza protezioni. Il Parco dovrà prendere provvedimenti. Nel frattempo, il sentiero è chiuso fino a nuovo ordine.

Un Naviglio off limits ha anche un risvolto economico. Negli ultimi anni, proprio grazie a una vasta campagna di promozione turistica del Parco del Ticino, lungo il canale sono nati punti di noleggio delle biciclette, gelaterie, ristori, bed and breakfast. E la risposta dei turisti non si è fatta attendere, con migliaia di presenze, anche dall'estero, soprattutto nella stagione estiva.
«Nel fine settimana da aprile a settembre noleggiamo 50 biciclette al giorno. Per questo, ho da poco investito 12 mila euro per cambiare tutto il parco bici. Adesso invece ricevo le telefonate di disdetta, per paura delle multe» sintetizza Michele Calcaterra, 45 anni, titolare del negozio «Doctor Bike» a Boffalora.

Della stessa idea Domenico Finiguerra (centrosinistra), sindaco di Cassinetta di Lugagnano: «La chiusura è un grave danno. La Regione dovrebbe stanziare subito i 5 milioni di euro necessari per mettere a norma la ciclabile. Otto anni fa sono stati stanziati e mai utilizzati 226 milioni di euro per costruire la superstrada tra Magenta e la tangenziale ovest. Basterebbe usare una parte di questi. Sarebbe la dimostrazione che alla mobilità e al turismo sostenibile ci tengono davvero».


postilla finale
Immaginiamoci, che so, una interruzione per frana di un tratto stradale qualunque: quanto tempo passa secondo voi prima che venga stanziata la cifra necessaria e ripristinato il percorso? Questione di giorni, al massimo. E la strada di cui si parla nell'articolo, in più, rappresenta l'UNICO PERCORSO POSSIBILE per attraversare alcuni territori, nonché tratto essenziale di una rete sviluppata per centinaia di chilometri. Praticamente, un'autostrada, e che autostrada, di mobilità sostenibile, in grado con pochissimi accorgimenti, e se valorizzata da piani e programmi coerenti, di iniziare concretamente un'evoluzione del territorio dalla centralità assoluta del trasporto privato su gomma e relative infrastrutture, dispersione insediativa, inquinamenti, consumo di suolo ecc., verso una rete più articolata, e adeguata alle prospettive che si delineano col cambiamento climatico, la crisi energetica e compagnia bella.
Ma chi comanda dentro il cosiddetto "ambaradan" (definizione del leghista Davide Boni) dei parchi non vuole, o non può, fare il suo mestiere, ovvero partecipare a questo percorso, investendo quelle esigue cifre che giustamente Domenico Finiguerra paragona alle altre, e che altre, destinate a una discutibilissima grande opera nel segno della solita centralità automobilistica.
È un piccolo esempio, enorme nei danni, ma piccolo perché miserabile, di cosa succede quando il gioco si fa duro e i duri cominciano a giocare. Gli stessi duri che stanno gestendo l'operazione Expo, e si risciacquano la bocca ad ogni piè sospinto con fantastici (indiscutibili, a parole) progetti di rilancio dell'agricoltura, di sviluppo urbano sostenibile ecc. ecc. Ne leggiamo ogni giorno, di queste cose, e anche grazie al coinvolgimento di persone serie nel progetto, finiscono quasi quasi per convincerci. E poi, dopo una condanna a pagare 500.000 euro (il prezzo di una villetta con gardino nani inclusi) si chiudono senza passare dal via chilometri e chilometri di pista ciclabile?
Ma ci facci il piacere! Direbbe il compianto principe De Curtis (f.b.)

 

L'irrisolta vicenda della

L'irrisolta vicenda della multa ai ciclisti del Naviglio di Turbigo è questione che sembra lontano dalla nostra Buccinasco per la distanza e perchè in fondo l'alzaia buccinaschese è davvero minima (ai più sconosciuta). Eppure credo che sia il classico tema che non può che toccare la nostra Associazione e i suoi tanti sostenitori proprio perchè è un tema di puro e semplice "buon senso", pietra fondante di ogni nostra iniziativa: e per assurdo (meglio per l'assurdo clima politico della nostra città) parlare di cose più distanti di noi permette per una volta per chi ne ha voglia di parlarne meglio. Senza troppi giri di parole: in questa vicenda il buon senso latita, eccome se latita. Prendere una decisione drastica come la chiusura (con tanto di multa ai tragressori) di una ciclabile a distanza di otto, ripeto otto anni da un pur tragico evento, è decisione stolta che testimonia l'arretratezza di chi quella decisione ha preso. Altro che attenzione per la mobilità sostenibile, altro che sensibilità per le tematiche ambientali, altro che riscoperta dei canali navigabili (per non parlare delle frottole expo sul nuovo Naviglio subito accantonato). Una gestione moderna della mobilità sostenibile dovrebbe partire da un semplice, banalissimo, imprescindibile punto di partenza: favorire le due ruote (così come il trasporto pubblico) a tutto discapito di chi rende insostenibile e pericolosa per loro l'esistenza. E vedere le due ruote non come sfogo ludico per il weekend, ma come quotidiano mezzo di trasporto in attesa di invenzioni stile Star Trek. Urgono amministratori (non solo nell'Ente Parco del Ticino) capaci di guardare avanti, di capire quanto sia ridicolo definire piste ciclabili molte delle attuali piste ciclabili milanesi comprese quelle che proprio di fronte alla nostra città costeggiano il nostro Naviglio Grande: buie, pericolose e ad uso promiscuo come ben sanno i ripetenti della Scuola Guida. E poi venendo al nostro territorio il malaugurato giorno in cui ci dovesse scappare il morto dinanzi al Lago Santa Maria (anche la scorsa estate ci siamo andati vicino) cosa facciamo? Vietiamo il transito ai ciclisti e ai podisti perchè il tratto è insicuro o in uno sprazzo diu buon senso capiamo finalmente cosa si intende per pista ciclabile?
Paolo

Tragica (non tragicomica)

Tragica (non tragicomica) dimostrazione di quanto le nostre attuali amministrazioni siano distanti dalla vita reale dei Cittadini.

Impegnati a trescare con i loro referenti interessati su PGT o expo 2015.
Impiego di terreni; spostamenti terra; cemento per costruire; strade da allargare; direttrici che tagliano a metà un paese,..
Del resto neppure si interessano, neppure sanno, non vogliono sapere.
Al massimo richiedono soldi pubblici a chi sta sopra (Provincia o Regione) da impiegare in nuovo asfalto, nuovo cemento, nuovi appalti, ecc.
Amministrare per loro vuol dire deliberare spese o investimenti.
Le eccezioni ci sono, pochissime quanto lodevoli, quasi voci nel deserto

Adesso arrivano a proibire l'uso delle biciclette.... vorrebbero abolirle perché dalle biciclette non vengono "occasioni di impiego" dei nostri soldi.
Magari sono gli stessi, c'è quasi da scommetterci, che poi urlano di voler ridurre le tasse.

Un mondo da cambiare.
Un modo di far politica, quale che sia il colore, quasi totalmente da gettare in discarica.

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Osservatorio

  • Da molti mesi Buccinasco è governata da un commissario prefettizio, in seguito alle note vicende giudiziarie che hanno portato all’arresto del sindaco, di un assessore e di un consigliere comunale. La nostra città sperimenta il collasso della politica italiana, travolta dagli scandali, incapace di rinnovare facce e idee.
    Mentre il commissario Iacontini regge le sorti del Comune, un gruppo di cittadini, lavoratori e imprenditori si è attivato per avviare una nuova fase della politica locale. Basata su idee finalmente moderne, superando i pregiudizi incarnati dai concetti di ‘destra’ e ‘sinistra’.

    di
    Sosteniamo Buccinasco, Vedetta, PD, UDC
    06/01/2012 - 03:15
    Commenti:
    0
  • La situazione del campo Sinti, irregolare ma consolidata e priva di reali problemi per la collettività, ha avuto una svolta con l'arrivo a Buccinasco del commissario prefettizio.
    Francesca Iacontini ha preso alcune decisioni rese necessarie dal suo mandato, che ricordiamo è di far rispettare le regole. I Sinti, attraverso l'associazione Apertamente, le hanno accettate e iniziato a eseguirle: smontare le case, firmare impegni scritti etc.
    Ma a fronte di un ritardo sui tempi del percorso concordato, è rispuntata l'ipotesi di un intervento di forza. L'arrivo delle forze dell'ordine era previsto lunedì 7 novembre.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    09/11/2011 - 13:23
    Commenti:
    0
  • La chiusura inopinata della scuola Nova Terra dura ormai da una settimana. E' chiara a tutti la profonda ingiustizia subita dalle famiglie che hanno pagato un servizio, dai bambini che hanno diritto di andare a scuola, e dai lavoratori che rischiano di perdere il posto.

    Noi crediamo che l'assurdità di chiudere d'improvviso una scuola con 350 iscritti e 40 lavoratori, magari mormorando un rabbioso "arrangiatevi", sia durata abbastanza. Ci sono Istituzioni che possono e devono intervenire per ripristinare la regolarità delle cose.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    01/11/2011 - 19:33
    Commenti:
    0
  • Nei giorni scorsi avevamo espresso la nostra preoccupazione per la scelta, ormai semi-definitiva, di dare il via libera alla ristrutturazione edilizia dell'area di Buccinasco Castello. Il Castello e gli edifici limitrofi sono gli unici manufatti di Buccinasco con un reale valore culturale e artistico, dato che l'altra zona che si usa citare, Gudo Gambaredo, ha un valore prima di tutto simbolico, legato alla figura di Don Giussani.

    Dato che in Italia le iniziative edilizie si trasformano spesso in mere speculazioni, che non guardano in faccia nessuno e tanto meno si preoccupano del territorio, eravamo preoccupati che lo stesso potesse ripetersi con il Castello.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    12/10/2011 - 13:35
    Commenti:
    0

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