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Miracolo (edilizio) a Milano

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Miracolo (edilizio) a Milano

Autore: Sansa, Ferruccio

Passa il Piano di governo del territorio: 80 milioni di metri cubi di cemento. "La parolina magica è: perequazione". (da Il Fatto Quotidiano, 6 luglio 2010)

Scambiare una balla (di fieno) con un mattone. Primo, si prende l'ultimo polmone verde di Milano e gli si attribuisce un indice di edificabilità. Secondo, si trasferiscono in città i diritti a costruire appena creati, dando il colpo di grazia a una metropoli già soffocata. Perequazione, la chiamano, e in origine aveva un fine nobile: salvare le zone degradate e costruire altrove. Ma a Milano si sta votando un Piano di Governo del Territorio (Pgt) che, insieme con i progetti già approvati, riverserà sulla città 80 milioni di metri cubi di cemento. Case per 400 mila abitanti, quando, secondo lo stesso Comune, la popolazione da qui al 2030 aumenterà di sessantamila al massimo.

Ma ieri pomeriggio la società civile dell'ex Capitale morale non si è lasciata fiaccare dal caldo e si è ritrovata davanti a Palazzo Marino, la sede del Comune, dove si vota il nuovo strumento urbanistico. Una manifestazione con il sapore malinconico della testimonianza, perché la giunta di Letizia Moratti ha già deciso. Il Pgt è l'emblema di tante questioni irrisolte. Per dirla con Milly Moratti, consigliere comunale di opposizione, "il piano urbanistico è una prova di violenza del centrodestra che schiaccerà l'opposizione". Si va avanti come rulli compressori, il modello della "fiducia" di Montecitorio fa scuola. "Il Pgt - continua Moratti - segue un mosaico di richieste. Non dei cittadini, però, ma dei potenti". I nomi sono sulla bocca di tutti: Ligresti, con tutte le sue società in cui siede la famiglia La Russa. Poi i grandi del mattone e i nuovi principi dell'economia milanese: le cooperative, da Cl a quelle rosse.

NELLE GRANDI STORIE si parte da una vicenda minima: siamo nella periferia Sud, dove la città cede alla campagna. Qui ti ricordi che le radici di Milano non sono nelle fondamenta dei grattacieli che crescono ovunque, dal progetto City Life (doveva diventare "il Central Park di Milano" e si è trasformato in una colata) alla Porta Garibaldi. Alle sedi della nuova Regione che Formigoni vorrebbe lasciare come simbolo del suo passaggio. Milano affonda le radici nella Pianura: in piazza Duomo, come ricorda lo scrittore Luca Doninelli, "fino a pochi anni fa nelle notti d'estate arrivava il profumo del grano falciato". Oggi c'è solo puzza di smog, il Pm10 che ti avvelena.

Alle porte di Milano c'è la Cascina del Campazzo, oggetto di contesa tra due uomini: Andrea e Salvatore. Andrea, 58 anni, è il signor Falappi che da decenni con la sua famiglia coltiva la terra. Salvatore è Ligresti, 78 anni, l'uomo che a Milano ha costruito più di chiunque altro e oggi è proprietario della cascina. Ecco il paradosso: Ligresti è forse il più grande proprietario terriero del milanese. Verrebbe da gridare al miracolo, alla conversione sulla via di Binasco (comune dell'hinterland): dal mattone all'agricoltura. Non è così. Basta guardare le mappe: la provincia di Milano è un'enorme macchia grigia (in Lombardia il cemento si mangia ogni giorno dodici ettari di vegetazione), ma tra Milano e Pavia è sopravvissuto un polmone verde di 46.300 ettari. Eccolo, il Parco Sud. Così da anni i grandi immobiliaristi, Ligresti in testa, ci hanno puntato gli occhi sopra. Oggi forse la grande occasione è arrivata: il Pgt. E il paradosso, come racconta l'ambientalista Michele Sacerdoti, è che la manovra rischia di passare come un salvataggio. "La parolina magica - spiega Sacerdoti - è 'perequazione'. Si prende l'area vincolata del Parco, le si attribuiscono indici di edificabilità. Poi si proclama di voler salvare il verde trasferendo il diritto a costruire nella città che già scoppia". Basilio Rizzo, consigliere comunale nella lista per Dario Fo, sorride amaro: "In Comune dicono che si faranno ‘atterrare' i nuovi volumi in città. Un capolavoro: Ligresti e colleghi potranno costruire milioni di metri cubi".
MA È SOLO L'INIZIO: "Qui non si tratta soltanto di un'operazione immobiliare, ma anche finanziaria, che consentirà ai costruttori in difficoltà di rimettere in piedi i bilanci", racconta Milly Moratti. Aggiunge: "I diritti di edificazione potranno infatti iscriversi in una ‘borsa' apposita". Si potrà costruire altrove oppure rivendere. Indifferente a chi, non importa se da anni l'Antimafia lancia allarmi.

Poi c'è la fetta per le cooperative. È certo un caso che l'assessore all'Urbanistica del Comune, Carlo Masseroli, sia un ciellino, e dallo stesso ambiente provenisse il predecessore, Maurizio Lupi (oggi vicepresidente della Camera). Ma che vantaggio avranno le cooperative? Sacerdoti non ha dubbi: "Si dice che il piano è utile anche per i meno abbienti, che il 35 per cento delle costruzioni sono destinate al social housing". E non è vero? "Solo il 5 per cento diventeranno vere case popolari. Un buon 20 per cento sarà affidato alle cooperative - bianche e rosse - che magari venderanno a prezzi ridotti, ma comunque a famiglie con un reddito fino a ottantamila euro l'anno. Non è edilizia popolare". Masseroli promette 3 milioni di metri quadrati di verde... "Basteranno appena per i nuovi abitanti, la quota pro capite resta bassa".

Non è finita. Il grande regalo alle cooperative è nel "Piano dei servizi", scuole, strutture sanitarie, tanto per dire. "Il documento si apre con una citazione di don Giussani", sostiene Sacerdoti. Ma in concreto che cosa succederà? "Il Comune rinuncia ai nuovi servizi che passeranno ai privati". Alle cooperative. Il nuovo Pgt andrebbe letto riga per riga. Così scopri che il Comune lascerà quasi carta bianca ai privati: "Spariranno le destinazioni d'uso", conclude Sacerdoti, "E si potranno elevare i palazzi: addio all'antico divieto di costruire case più alte della larghezza della strada. No, gli edifici potranno alzarsi al livello del più alto nelle vicinanze".

ORMAI GLI ALBERI a Milano non sono più di alti 30 piani, come diceva Celentano. Ne hanno 80. Intorno alla Madonnina "atterrerà" l'equivalente di 800 Pirelloni. Almeno, però, quello lo aveva disegnato Giò Ponti. Adesso ci pensa Arata Isozaki, che per City Life ha rifilato alla città un progetto già disegnato per Tokyo. Un buon simbolo della Milano di oggi, un grattacielo "usato".

 

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Osservatorio

  • Da molti mesi Buccinasco è governata da un commissario prefettizio, in seguito alle note vicende giudiziarie che hanno portato all’arresto del sindaco, di un assessore e di un consigliere comunale. La nostra città sperimenta il collasso della politica italiana, travolta dagli scandali, incapace di rinnovare facce e idee.
    Mentre il commissario Iacontini regge le sorti del Comune, un gruppo di cittadini, lavoratori e imprenditori si è attivato per avviare una nuova fase della politica locale. Basata su idee finalmente moderne, superando i pregiudizi incarnati dai concetti di ‘destra’ e ‘sinistra’.

    di
    Sosteniamo Buccinasco, Vedetta, PD, UDC
    06/01/2012 - 03:15
    Commenti:
    0
  • La situazione del campo Sinti, irregolare ma consolidata e priva di reali problemi per la collettività, ha avuto una svolta con l'arrivo a Buccinasco del commissario prefettizio.
    Francesca Iacontini ha preso alcune decisioni rese necessarie dal suo mandato, che ricordiamo è di far rispettare le regole. I Sinti, attraverso l'associazione Apertamente, le hanno accettate e iniziato a eseguirle: smontare le case, firmare impegni scritti etc.
    Ma a fronte di un ritardo sui tempi del percorso concordato, è rispuntata l'ipotesi di un intervento di forza. L'arrivo delle forze dell'ordine era previsto lunedì 7 novembre.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    09/11/2011 - 13:23
    Commenti:
    0
  • La chiusura inopinata della scuola Nova Terra dura ormai da una settimana. E' chiara a tutti la profonda ingiustizia subita dalle famiglie che hanno pagato un servizio, dai bambini che hanno diritto di andare a scuola, e dai lavoratori che rischiano di perdere il posto.

    Noi crediamo che l'assurdità di chiudere d'improvviso una scuola con 350 iscritti e 40 lavoratori, magari mormorando un rabbioso "arrangiatevi", sia durata abbastanza. Ci sono Istituzioni che possono e devono intervenire per ripristinare la regolarità delle cose.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    01/11/2011 - 19:33
    Commenti:
    0
  • Nei giorni scorsi avevamo espresso la nostra preoccupazione per la scelta, ormai semi-definitiva, di dare il via libera alla ristrutturazione edilizia dell'area di Buccinasco Castello. Il Castello e gli edifici limitrofi sono gli unici manufatti di Buccinasco con un reale valore culturale e artistico, dato che l'altra zona che si usa citare, Gudo Gambaredo, ha un valore prima di tutto simbolico, legato alla figura di Don Giussani.

    Dato che in Italia le iniziative edilizie si trasformano spesso in mere speculazioni, che non guardano in faccia nessuno e tanto meno si preoccupano del territorio, eravamo preoccupati che lo stesso potesse ripetersi con il Castello.

    di
    Sosteniamo Buccinasco
    12/10/2011 - 13:35
    Commenti:
    0

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