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Home » Alla fine Cereda ce l’ha fatta: approvata la delibera sugli appartamenti di via Guido Rossa. Alla fine Cereda ce l’ha fatta: approvata la delibera sugli appartamenti di via Guido Rossa.(dal blog sionomgazine) La terza è stata quella buona. Dopo due bocciature la delibera "originale" di Loris Cereda a proposito dei 31 appartamenti di via Guido Rossa è stata approvata nella serata di ieri, mercoledì 16 giugno. Vittoria di stretta misura per il sindaco e con una squadra a ranghi ridotti e per di più con un giocatore in prestito (il giocatore multiruolo Claudio Cardilli), ma il risultato è alla fine venuto a premiare la caparbietà del primo cittadino. Di misura si diceva, perché il voto parla di 8 sì contro 7 no e ben cinque astensioni tutte interne alla maggioranza... Ai quattro consiglieri che si sono sempre espressi in senso contrario si è infatti aggiunto il voto della consigliera Basile, tormentata scelta di coscienza per usare le sue parole, a tal punto tormentata che in un primo momento aveva votato contro, tornando subito sui suoi passi, (rimorsi di coscienza appunto) e chiedendo la ripetizione delle operazioni, dove si è finalmente astenuta. Determinante il voto del consigliere neoleghista di "opposizione" Claudio Cardilli, che opponendosi a quanto dichiarato nel corso dell'ultimo Consiglio comunale ("non sosterremo questa maggioranza") ha votato per la delibera e ha rivendicato al suo febbrile lavoro di oppositore il merito di aver salvato il sindaco dal viaggio in Prefettura con le dimissioni in mano, "quel che ho detto, ho detto, e qui lo nego!" , recitava Totò. La serata non ha avuto i toni accesi di quelle che l'hanno preceduta, il sindaco è stato oggettivamente aiutato dalla totale indisponibilità della cooperativa Ferruccio De Gradi ad accettare soluzioni diverse da quella originariamente proposta (6 mesi di franchigia con pubblicità degli affitti disponibili, quindi possibilità di vendita e 750mila euro al Comune, niente deroghe, vincoli eccetera) e la stessa opposizione gli ha comunque riconosciuto di essersi adeguatamente impegnato nel corso della trattativa e anche che le maggiori responsabilità del mancato accordo migliorativo sono da attribuirsi all'operatore. Ora si scioglierà il dilemma su cui ci si è interrogati: gli appartamenti sono rimasti vuoti perché non avevano mercato o perché nessuno sapeva che fossero disponibili? Sei mesi di campagna pubblicitaria "vera" e non solo sugli "house organ" dell'operatore immobiliare dovrebbero essere sufficienti per avere una risposta in merito.
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